Recitare, scrivere, viaggiare: io sono qui

Sono in Sardegna. A Macomer. Questa sera siamo in scena con Mafie Maschere e Cornuti ed è l’ora in cui si annusano gli angoli della stanza che ti spetta per provare a farci amicizia, per capire da che parte si abita. Quando viaggio e arrivo in hotel mi accorgo che il mio primo gesto è cercare i luoghi che mi sono famigliari: dove scrivere, dove fare esplodere la valigia, dove trovare uno scorcio dove fare pascolare la fantasia, conto le prese, cerco un bicchiere, scelgo secondo imponderabili giudizi il lato del letto su cui dormirò e  i martello in testa la scaletta della giornata, partendo dalla scaletta dello spettacolo e poi a ritroso la cena, il pomeriggio che ho davvero a disposizione, le prove, le luci come vanno piazzate, il palco come va riempito e poi salto all’ora in cui devo ripartire.

In pratica faccio la regia della mia giornata, ripasso il copione del vivere e del recitare, mischiandoli insieme. E poi mi dico “ma davvero ma sei proprio matto a farti la regia”. E non riesco mica a smettere.


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