E invece sui rider ha ragione Di Maio

«Se fossero vere le anticipazioni del decreto dignità che il ministro Di Maio ha fornito alle delegazioni di rider incontrate, dovrei concludere che il nuovo governo ha un solo obiettivo: fare in modo che le piattaforme digitali lascino l’Italia. Quella che filtra è una demonizzazione della tecnologia che ha dell’incredibile, quasi medievale e in contraddizione con lo spirito modernista del Movimento 5 Stelle»: a dirlo in un’intervista al Corriere della Sera è Gianluca Cocco, amministratore delegato di Foodora Italia, uno dei principali operatori del food delivery, che ci tiene a farci sapere che se le regole non sono come le vogliono loro allora parte il solito ricatto del “noi ce ne andiamo”.

Nella frase di Cocco c’è tutto il gioco furbo che ha distrutto il mercato del lavoro degli ultimi anni: rivendere per modernità la progressiva perdita dei diritti dei lavoratori nonostante gli stratosferici aumenti dei fatturati. Per capire di cosa stiamo parlando basta farsi un giro su GiustaPaga.it dove da mesi la questione viene analizzata e dibattuta.

E non è vero che “Di Maio vuole che i player tecnologici lascino l’Italia” come dice Cocco: Di Maio (e anche qualche milione di italiani) pretende che le persone siano pagate in modo dignitoso e giusto. Se il business di Foodora non si sostiene applicando le regole minime di dignità beh, liberi di andarsene. Non sarà qualche migliaio di giovani (pagati a mancette) che affosserà questo Paese, anzi, una riforma strutturale del mondo del lavoro può solo risollevarlo.

L’augurio è che anche a sinistra ora non si prendano le parti dei padroni solo per dispetto all’avversaro politico.


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