Quando si insegna un uomo a odiare

Quando si insegna un uomo a odiare, ad avere paura del proprio fratello, quando si insegna che un uomo ha meno valore a causa del colore della sua pelle o delle sue idee o della politica che segue, quando si insegna che chi è diverso da te minaccia la tua libertà o il tuo lavoro o la tua casa o la tua famiglia, allora si impara ad affrontare l’altro non come un compatriota ma come un nemico, da trattare non con la collaborazione ma con la conquista. Per soggiogarlo e sottometterlo. Impariamo, in sostanza, a guardare i nostri fratelli come alieni. Uomini alieni con cui dividiamo una città ma non una comunità. Uomini legati a noi da un’abitazione comune ma non da un impegno comune.
Impariamo a dividere soltanto una paura comune, soltanto un desiderio comune di ritirarci gli uni dagli altri, soltanto un impulso comune a reagire al disaccordo con la forza.

La nostra vita su questo pianeta è troppo breve, il lavoro da svolgere è troppo vasto, perché questo spirito prosperi ancora a lungo nella nostra nazione. È evidente che non possiamo bandirlo con un programma né con una risoluzione, ma possiamo forse ricordare, anche una sola volta, che quelli che vivono con noi sono nostri fratelli che dividono con noi lo stesso breve arco di vita, che cercano come facciamo noi, soltanto la possibilità di vivere la propria vita con uno scopo e in felicità conquistandosi la realizzazione e la soddisfazione che possono.

Sicuramente il legame di un destino che ci accomuna, il legame di scopi che ci accomunano, può cominciare a insegnarci qualcosa. Sicuramente possiamo imparare, almeno, a guardare chi ci sta intorno, il nostro prossimo e possiamo cominciare a lavorare con maggiore impegno per ricucire le ferite che ci sono tra noi e per tornare ad essere fratelli e compatrioti nel cuore.

Roberto Kennedy – 5 Aprile 1968 (il giorno prima era stato ucciso a Memphis, Tennessee, il reverendo Martin Luther King)

(grazie a Aldo Funicelli)

29 Risposte a “Quando si insegna un uomo a odiare”

  1. Non mi perdo mai le cose che scrivi, Giulio, e, pressoché sempre, le condivido sui miei profili sociali. So che la traduzione del discorso di Bob non è tua. Anzi è quella di Wikiquote. Non sono riuscito a capire chi sia l’autore della traduzione e non sto qui a giudicare il suo lavoro, sicuramente onesto e meritorio, ma quel “Quando si insegna un uomo a odiare” balza agli occhi come un gatto impaurito. Perché violentare la grammatica? Per evitare la ripetizione ravvicinata della preposizione “a”? “Quando si insegna a un uomo a odiare”? “When you teach a man to hate and fear his brother” si potrebbe tradurre in diversi modi, non tutti eleganti allo stesso modo, ma corretti. Perché questo obbrobrio di inglesismo?
    “Quando insegni a un uomo a odiare e temere…”, “Quando insegni a un uomo l’odio e la paura …”, “Quando a un uomo s’insegna a odiare e …” sono così orribili?

    1. Giulio Cavalli dice: Rispondi

      Hai ragione.

  2. Ricordo quel discorso, parole che fecero prendere coscienza.

  3. Queste parole leggiamole tutti . Ne facciano tesoro , ma non è nelle loro corde , prima di tutti gli islamici . Dove vivono o convivono loro c’è guerra , odio , sopraffazione , razzismo , violenza e massacri . In tutta la loro storia .

    1. Veramente i musulmani hanno conosciuto la violenza e la sopraffazione quando hanno conosciuto gli europei cristiani , con le crociate per prenderci le loro terre, con le conversioni forzate, gli stermini di massa, l’esilio da parte degli spagnoli. O no?

    2. Giulia Rodano Dimmi la verità : la storia non ti è mai piacciuta . Ma sappi che è sempre quella lì , anche quella sul Bignami

    3. Giovanni Piras, le generalizzazioni sono curiose. Se alla tua frase lì sopra sostituisci “islamici” (che ormai è stato sdoganato al posto di “musulmani” e questo la dice lunga sulla capacità che hanno le parole di essere manipolate) con “cristiani” chiunque potrebbe trovare centinaia di esempi per dimostrare l’assunto…

    4. Studia un po’, poco sai, la storia della Chiesa, e troverai i tratti comuni di tutte le religioni monoteiste: la violenza. E se fai attenzione la riconosci nelle tue idee.
      Siamo fortunati, l’occidente è stato salvato da Rousseau, Kant, Darwin, Marx e Freud.
      Ma ormai è tornato l’oscurantismo: DIO LO VUOLE!
      Dai forza, alla guerra contro gli infedeli…

    5. un che condivide le fallacie della razzista fallaci cosa può saperne, a parte mostrarsi come ASINO?

  4. Bellissimo discorso!

  5. Signora lei non mantiene nessuno. I soldi vengono dati dall’Unione europea che non li da se npn ci sono migranti da mantenere. Se li integriamo con il loro lavoro pagano le tasse ed è per questo che si dice che ci pagheranno le pensioni. Versano contributi inps che servono a questo.
    L’altro giorno riflettevo sul fatto che se fosse possibile farei scomparire immigrati ma anche meridionali che lavorano al nord. Vorrei vederli i settentrionali allora

  6. Ricordiamo queste parole!!!

  7. Però bisogna decidersi se chi sta arrivando pagherà le pensioni degli italiani o se gli italiani li devono accogliere e mantenere…non si capisce bene quello che volete e questo sta generando razzismo…fatevi un esame di coscienza

    1. Ma i numeri parlano.. e non lo dice solo Boeri..Noi abbiamo un figlio in media x coppia..con 6 adulti intorno che in futuro dovrà curare …e se campiamo.. pagarci pensioni e badanti e cure…

    2. È semplice. Noi consentiamo ingressi legali per ragioni di studio o di lavoro o di ricongiungimento familiare, come per esempio fanno la Gran Bretagna o la Spagna con le decine di migliaia di italiani che emigrano per cercare lavoro, che per altro assicurano loro anche assistenza sanitaria e sociale. Se gli immigrati trovano lavoro, pagheranno tasse e contributi previdenziali che serviranno a pagare le nostre pensioni. Il vero problema per l’Italia e anche per l’Europa è finalmente far vita a politiche che creino lavoro, che facciano ripartire gli investimenti pubblici in grado di assicurare lavoro agli italiani e agli stranieri e ricostruire le condizioni per la prosperità. Non si può distruggere un’economia per dare spazio solo agli interessi privato e poi indicare come causa gli immigrati, i più deboli dei deboli. Chi andrebbe -giustamente! – a lavorare nei campi a due euro l’ora? Ma il problema è impedire che arrivino gli immigrati a farlo o impedire che proprietari agricoli e caporali costringano a lavorare senza contratto e senza diritti? Chi è che ruba il lavoro?

    3. Quindi noi italiani emigriamo in medio 500 / 600 al giorno, arriviamo tutti in una sola nazione e siamo accolti senza controlli..senza passaporti e abbiamo tutta l’accoglienza che lei dice….mi dice per favore qual’è la nazione che accoglie noi italiani senza nessun controllo e ci danno tutto quello che lei dice? Vorrei andare io con tutta la mia famiglia, visto che fare gli immigrati risolverà tutti i nostri problemi, andiamo molto volentieri

    4. Graziella Di Benedetto vorrebbe anche trovarsi nella situazione in cui vivono oggi in Nigeria, ad esempio? Vorrebbe vivere col terrore che domani arrivi Boko Haram e si porti via le sue figlie? Vorrebbe vivere nel Sahel e vedere la sua terra farsi deserto di giorno in giorno per la siccità? Vorrebbe vedere terroristi armati dalla Cina contendersi lo sfruttamento del petrolio nel delta del Niger? Oppure vorrebbe essere imprigionata per le sue convinzioni religiose? O magari condannata a morte perché non è stata fedele a suo marito? No, perché è un po’ come il posteggio dei disabili: se vuoi il loro posteggio, prenditi anche il loro handicap.

    1. Vedo che ha capito tutto…

    2. Carlo Ranocchia non ci ha capito niente è solo al sevizio di politici incompetenti

    3. Cmq Kennedy aveva ragione. Solo gli ignoranti non lo capiscono

    4. Daniela Pulga vero, è la dimostrazione è proprio qui sopra.

    5. Carabinieri e magistrati hanno un loro codice…..non sempre aderisce alla realtà, purtroppo

    6. Secondo me Paola Grassi è un profilo falso

    7. Povera la signora che ha prestato la faccia

    8. Perchè dovrei essere un profilo falso scusi ? i brani riportati sono l’estratto di un articolo di Paolo Di Mizio pubblicato poco fa sul giornale on line Alganews diretto da Lucio Giordano. Se andate sulla pagina on line del giornale, alla sezione attualità, trovate l’articolo integrale. Qui non me lo fa pubblicare.

    9. Paola Grassi sei chiaramente un profilo fake. Ma fa niente sai. Vi vergognate di vostro.

    10. Da cosa lo deduce scusi che sarei un profilo “chiaramente” falso ?

    11. va bene così ? profilo falso ?

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