A proposito del “perché gli artisti non si espongono”

Volendo semplificare potremmo individuare due macro categorie di artisti che decidono di intervenire nel dibattito pubblico: quelli che decidono di farlo con le stesse opere che producono (siano scrittori, scultori, coreografi, cantanti o qualsiasi altra cosa) e quelli che usano la propria popolarità, l’essere personaggio pubblico, per esprimere pareri sul presente esulando dalla semplice produzione artistica. Il tema è delicato e troppo complesso per essere sintetizzato in un semplice articolo ma lo scontro sociale in atto su temi fondamentali (razzismo, antifascismo, capitalismo, involuzione del lavoro, povertà diffusa e appunto il degrado culturale) sta segnando una netta distinzione tra chi interviene e chi per motivi diversi decide di stare in disparte. E i motivi, si sa, sono più o meno sempre quelli: prendere posizione costa in termini di pubblico, di clienti e di occasioni perse e di odiatori che arrivano a frotte.

Tutto questo pippone perché proprio stamattina sto partendo per Trento, all’incontro nazionale di Emergency, dove leggerò passi del nostro spettacolo teatrale A Casa Loro (cos’è lo trovate qui) scritto mesi fa con Nello Scavo. In A Casa Loro raccontiamo ciò che accade in Libia, i soprusi feroci e illegali che subiscono i migranti che passano da lì, la vergogna degli accordi (ben prima dell’attuale governo) e l’umanità schiacciata. Chi ha avuto modo di vedere l’anteprima dello spettacolo (compresi gli operatori teatrali) si è fin da subito sperticato in ampie lodi. Uno spettacolo necessario, mi dicevano. E ringraziavano. Poi è successo quello che è successo (con Salvini nuovo ministro dell’inferno) e molti ancora più convinti dell’urgenza dello spettacolo.

Eppure. Eppure andare in scena su un tema del genere, raccontando per filo e per segno tutte le responsabilità (che sono molto più ampie dei fatti degli ultimi mesi) è difficile, quasi impossibile. Quelli che chiedono agli artisti di esporsi spesso stanno solo domandando una mano per attaccare i loro nemici o per dimenticare le proprie responsabilità. A Casa Loro per intendersi è uno spettacolo che dispiace in modo bipartisan, pensateci. Per questo mi piacerebbe, quando parliamo di artisti che non si espongono, che riuscissimo ad avere uno sguardo largo. Perché il teatro, ad esempio, piaccia o no, ha a che fare con la politica, più di quanto ci si illude di pensare. Tutto qui. Mi andava di dirvelo.

Ci si vede a Trento.


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