Unlibroneltaschino recensisce Carnaio

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#grazie a @unlibroneltaschino ・・・ Se a volte gli scrittori elaborano un raffinato gioco di seduzione, raccontando al lettore quello che vuole sentirsi dire, avvolgendolo con parole confortevoli come coperte nelle domeniche d'autunno, altre volte gli scrittori scrivono storie per fare del lettore una preda e di sé stessi dei cacciatori. L'obiettivo non è catturare soltanto la preda/lettore, ma sbaragliare le sue difese e spingerlo a mettersi in discussione. Ad ogni nuovo capitolo, un nuovo colpo di bulldozer nelle certezze morali dell'indifeso lettore. Giulio Cavalli con “Carnaio” dimostra di essere questo genere di scrittore. Una scrittura furba e sarcastica, che trascina il lettore dentro un faccia a faccia col suo senso dell'umano: “Guarda lo vedi? Quello sei tu e non sei diverso dagli altri”, e lo costringe alla resa, a gettare il dito puntato e giudicante. In un'emblematica cittadina italiana, chiamata DF, accade il surreale: 1 cadavere, 2 cadaveri, migliaia di cadaveri. Occhi da pesce, occhi sfocati, altri. Una disgrazia, un'apocalisse di carne ammassata, un problema di morti per i vivi. Corpi senza nome, tutti uguali, identici. Sono carne, nessuno che ci veda anche la tragedia, l'orrore di qualcosa che si è spezzato, lacerato, abbandonato alla marea e perduto. Sono solo carne da spalare, da nascondere, da approfittare. Ma DF non è lontana, è facile vederci l'Italia che viviamo, che anche noi siamo, anche se vorremo distinguerci. Non basta solo schierarsi, costruire una barriera tra l'Italia e noi, per essere salvi. L'orrore ci raggiunge, bussa alla nostra porta e ci aspetta. E' “l'altro” e non ha nessun altro posto dove andare. Carnaio non racconta una realtà distopica, è una metafora di una realtà che è già, adesso. Ci sono storie che ci confortano, ci mettono a nostro agio, ci rimboccano le coperte. E storie che ci fanno stare sulle spine, ci fanno stare male e ci rovesciano giù dalle poltrone. Giulio Cavalli racconta questo secondo tipo di storie, portando il lettore a guardare dalla prospettiva dell'uomo: da lì, il panorama non è poi così lontano, diverso, altro. @giuliocavalli @libreriadovilio @fandangolibri #unlibroneltaschino

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