La libertà a punti

Le polemiche sull’app di tracciamento per il cellulare e la contrapposizione di libertà e salute

Ecco che si apre la caciara sull’app di tracciamento. L’argomento del giorno ovviamente si spacca sui tifi opposti, la solita estremizzazione del dibattito e, di conseguenza, la solita banalizzazione. Funziona così, nemmeno la quarantena riesce a insegnare un po’ di educazione alla complessità.

Ritrovano fiato i complottisti (che poi sono gli stessi che regalano dati ai social e ai giochi sul proprio telefono senza nemmeno accorgersene) e dall’altra parte ci sono quelli che in nome della salute sono disposti a tutto, terrorizzati dalla loro stessa paura.

Però ieri è uscito un articolo piuttosto delirante su un noto quotidiano che ci dice che l’installazione dell’app è facoltativa ma comporterà restrizioni per chi non la userà. In sostanza circola la pericolosa idea di una libertà a punti che determinerebbe, come dice giustamente il deputato Filippo Sensi, «decisioni che mettano capo a cittadini di serie A e di serie B sono contro la Costituzione. Il sistema a punti lasciamolo ai paesi autoritari. Sicurezza è libertà».

Al di là delle questioni tecniche dell’app, di cui si sa ancora molto poco e che non promette nulla di buono in termini di trasparenza e di rispetto delle direttive europee, continua a sventolare questa idea che gli italiani siano un popolo di incoscienti scavezzacollo che vadano trattati come dei ragazzini discoli. Mentre la discussione sulla Fase 2 si continua a tenere nelle decine di stanze delle decine di task force qui fuori arrivano solo i bisbiglii di droni, di multe, di controlli e di imposizioni.

Forse qualcuno dalle parti del governo dovrebbe capire il prima possibile che la fiducia nelle istituzioni è l’ingrediente principale per prendere severe decisioni collettive e che la trasparenza non è un esercizio di stile da recitare in qualche conferenza stampa a reti unificate ma è un esercizio quotidiano che ha i suoi luoghi istituzionali, come il Parlamento, ad esempio.

Perché questo giochetto di contrapporre libertà e salute comincia a diventare fastidioso e la fiducia non si declama, si costruisce.

Buon martedì.

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Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

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