Voi odiate le donne libere

Le “due Simone” rapite a Baghdad e attaccate al loro rientro in Italia, Carola Rackete sotto accusa per il suo abbigliamento, Giovanna Botteri criticata perché spettinata…

Come ricordano perfettamente Flavia Perina e la direttrice di Left, Simona Maggiorelli, quando Simona Pari e Simona Torretta, rapite nel 2004 a Baghdad nella sede della Ong per cui lavoravano, rientrarono a Fiumicino dopo cinque mesi e mezzo nelle mani dei rapitori, vestite con lunghi caftani colorati, e dichiararono di non volere interrompere la propria attività nel mondo della cooperazione Il Giornale le appellò in prima pagina come “oche giulive”.

Greta Ramelli e Vanessa Marzullo invece vennero lungamente attaccate per le loro foto su Facebook, prima del rapimento, in cui si mostravano sorridenti: sono andate a divertirsi, dissero. Dopo la loro liberazione si disse che erano incinte. Era falso ma funzionò per sputare ancora più veleno e per dare di gomito su quanto si fossero divertite.

Anche su Carola Rackete le osservazioni furono simili: ha i capelli sporchi, non si depila le ascelle, non indossa il reggiseno. Cosa c’entrasse con i fatti non si è mai capito ma in compenso se n’è scritto tantissimo. E l’abbigliamento è tornato utile per riempirla di fango senza entrare nel merito.

La giornalista Giovanna Botteri è colpevole di essere spettinata e di indossare abiti simili. Non importa che sia una delle giornaliste più brave che abbiamo: le doppie punte bastano per attaccarla senza dovere esprimere critiche che abbiano un senso.

Anche le donne stuprate spesso vengono raccontate per la lunghezza della loro gonna o per l’ampiezza della scollatura. Spesso lo stupro le è anche piaciuto, dicono. Lo stesso discorso per le donne ammazzate che forse non erano proprio delle “sante”. Lo dicono così, nessuno specifica, ma intanto la lordura entra nella lavatrice della comunicazione.

Il fatto è che voi (voi, inteso come quelli che utilizzano la pratica di usare un particolare per colpire una persona) odiate le donne libere, semplicemente. Odiate le donne indipendenti, autonome, determinate, che scelgono perché vi rassicura provare che l’essere maschio conti ancora qualcosa. È questo, il punto, solo questo. Solo che nella vostra idiota fallocrazia non avete abbastanza elementi per costruire un intelligente dibattito e quindi scendete lì, negli inferi dei discorsetti da bar, rivendendoli come analisi o editoriali. La paura che vi fanno le donne dà la misura del vostro essere piccoli uomini.

Buon martedì.

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Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

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