“Fate quello che dico, non quello che faccio”

Giuliano Castellino, l’esponente dei no-vax romani sempre pronto a sbraitare davanti alle telecamere contro la dittatura sanitaria, nonché leader di Forza Nuova e ultras della Roma, dopo avere tuonato contro l’imposizione del Green pass, del vaccino e del tampone, è andato allo stadio. Ovviamente con il Green pass

Sono dei geniali cialtroni. Ieri si è scoperto che Giuliano Castellino, il leoncino dei no-vax romani sempre pronto a sbraitare davanti alle telecamere contro la dittatura sanitaria nonché leader di Forza Nuova (che di leoni che si impauriscono ne ha a bizzeffe) dopo avere tuonato contro l’imposizione del Green pass, del vaccino e del tampone, si è vestito da placido tifoso della domenica per andare a vedere la sua squadra del cuore allo stadio, la Roma, ovviamente con il Green pass. Che dittatura strana quella che immaginano questi neofascistelli: sono addirittura costretti a farsi il tampone per vedere la partita di pallone. Davvero una crisi della democrazia che fa accapponare la pelle.

Castellino poi dimostra di non conoscere nemmeno le regole che il suo stesso partito si è dato (sarebbe prevista l’espulsione per chi utilizza il Green pass, quindi il leaderino andrebbe mandato via a calci) oppure semplicemente si tratta di analfabetismo funzionale, come al solito.

Il comunicato di Forza Nuova dello scorso 6 agosto recitava: «L’Ufficio politico del Movimento ha deliberato che chiunque, militante o dirigente, per qualunque ragione si adeguasse a questa intollerabile e definitiva operazione di controllo sociale, subirà l’immediata e irrevocabile espulsione da Forza Nuova». E sui tamponi? Le uniche deroghe erano menzionate chiaramente in un altro passaggio del documento: «Non sarà interessato alla misura estrema chi, per ragioni familiari, personali o lavorative e, facesse ricorso all’uso del tampone rapido. Fondamentale è non acquisirlo, non piegarsi, costi quel che costi». Evidentemente la partita della Roma è un’importante ragione familiare, personale e lavorativa. Che forti, questi.

La vicenda però racconta un paio di cose importanti. Innanzitutto che a questi di estrema destra non interessa nulla della battaglia su Green pass e vaccino se non semplicemente aizzare la rabbia (l’avevamo scritto qualche giorno fa) e poi che vale da quelle parti il famoso detto “fate quello che dico ma non fate quello che faccio” tipico dei vigliacchi opportunisti che vogliono racimolare semplicemente un po’ di voti. In compenso l’annunciata manifestazione nazionale per bloccare i treni è stata un misero flop in tutta Italia. I treni arrivano in orario, anche senza Lui.

Buon giovedì.

Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

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