Da studente modello a estremista di destra: la storia di Andrea racconta i rischi della radicalizzazione fascista

Ma davvero in Italia il pericolo della radicalizzazione fascista e la pericolosità d’intenti di certi gruppi di estrema destra sono tutta un’invenzione dei giornali? Davvero è tutto un gioco ingigantito in vista dei prossimi ballottaggi per le elezioni amministrative? C’è una storia che rappresenta perfettamente il rischio della propaganda e vale la pena ripercorrerla anche se è di qualche mese fa.

A gennaio di quest’anno viene arrestato un ventiduenne di Savona, Andrea Cavalleri, con un’accusa pesantissima: associazione con finalità di terrorismo e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale aggravata dal negazionismo.

Fino a tre anni prima Andrea Cavalleri era uno studente modello del liceo classico Chiabrera. Ma soprattutto Andrea Cavalleri era attivamente impegnato con l’Istituto per la Resistenza ottenendo persino un viaggio premio ad Auschwitz con la scuola: il suo tema era stato il migliore di tutto il liceo classico di Savona. Aveva infatti vinto l’ottava edizione del concorso organizzato dal Consiglio regionale ligure: “27 gennaio: Giorno della memoria”.

In rete su un giornale online si ritrova ancora la foto della premiazione. “Il suo lavoro era stato così apprezzato che era stato gratificato da un viaggio in Polonia, ad Auschwitz, per poter approfondire ancora di più le sue conoscenze”, raccontava a La Stampa Alfonso Gargano, preside del liceo.

Tre anni dopo redigeva documenti sul web di matrice neonazista e antisemita con i quali incitava alla rivoluzione violenta contro “lo Stato occupato dai sionisti” ed alla eliminazione fisica degli ebrei, ispirandosi al gruppo suprematista statunitense AtomWaffen Division e alle Waffen-SS naziste. Secondo gli inquirenti Cavalleri (che intanto era profondamente mutato anche nell’aspetto fisico oltre che nelle simpatie politiche) era pronto a fare il “salto” e a commettere un attacco. Cavalleri aveva creato un’organizzazione, Nuovo Ordine Sociale, che puntava al reclutamento di altri volontari e alla pianificazione di atti estremi e violenti a scopo eversivo. Usava le piattaforme di messaggistica online per tenere i contatti con persone che avevano le sue stesse posizioni ideologiche.

Nelle intercettazioni si legge di Cavalleri che dice che “Gli ebrei sono il male primo da eliminare. Gli ebrei sono nati per distruggere l’umanità” e che “Voglio fare una strage a una manifestazione di femministe. Donne ebree e comuniste sono i nostri nemici. Le donne moderne sono senza sentimenti, bambole di carne da sterminare”. Cavalleri aveva anche fondato un canale Telegram, Sole Nero, che contava varie centinaia di iscritti: per essere accettato tra i componenti bisognava sostenere un quiz per verificare il livello di radicalizzazione.

Le organizzazioni di estrema destra (che nell’ultimo decennio sono state caratterizzate dalla fusione tra il retaggio storico fascista o nazista e l’ideologia suprematista d’ispirazione americana) sono spesso oggetto di operazioni di polizia in tutta Europa e alcune, quando sono sfuggite all’attenzione degli inquirenti, hanno portato a termine stragi in vari Paesi come Germania, Norvegia e Svezia. Andrea Cavalleri scriveva che è “Meglio morire con onore in uno school shooting che vivere una vita di merda” e che si dichiarava pronto a commettere una strage: “Io una strage la faccio davvero. L’unica cosa da fare è morire combattendo. Ho le armi. Farò Traini 2.0”. È il mito del lupo solitario: già nel marzo del 2017 Jason Burke sul Guardian spiegava che gli attentatori spesso perdono addirittura la connessione con i circoli estremisti con cui sono entrati in contatto, facendone ideologicamente parte senza nemmeno esserne membri.

Lo studente modello in tre anni era diventato esperto di armi e oggettistica militare. A luglio dello scorso anno gli investigatori avevano sequestrato le armi del padre, collezionista, regolarmente detenute. Un’operazione di polizia amministrativa, legata al mancato aggiornamento di un documento. “In realtà – ha rivelato poi il questore di Savona Giannina Roatta – abbiamo colto l’occasione al volo, perché già seguivamo i discorsi del giovane su Internet e bisognava evitare ogni rischio”.

Siamo davvero sicuri che l’estremismo di destra sia solo una strumentalizzazione politica qui, nel Paese dove già Luca Traini il 3 febbraio del 2018 impugnò una pistola semiautomatica e sparò a diverse persone, tutti africani, ferendone sei e lasciano di proiettili sui muri di negozi e abitazioni?

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