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Guerra in Ucraina, papa Francesco e gli attacchi sistematici verso chi è contro il conflitto

Per misurare la temperatura della guerra basta osservare le notizie che spariscono. La guerra è una manna per molti: ci si infilano gaudenti i signori delle armi che hanno l’occasione di rivendere facilmente il bellicismo come patriottismo, ci si lanciano i giornalisti che accarezzano le emozioni perché incapaci di trovare le notizie, ci si buttano i politici che amano l’odore del sangue e intendono la violenza come apice dell’autorevolezza. «È facile. Basta dire alla gente che la nazione è sotto attacco e accusare i pacifisti di scarso patriottismo e di mettere in pericolo il Paese. Funziona nello stesso modo in tutte le nazioni», spiegò Hermann Göring, luogotenente di Hitler, durante la sua deposizione al Processo di Norimberga.

Papa Francesco (Getty)

Quella frase scomparsa di papa Francesco

La più eclatante scomparsa di una notizia in questi giorni è sicuramente la dichiarazione di papa Francesco al Centro italiano femminile. Non c’è nemmeno bisogno di commentarla, basta leggerla: «La buona politica – ha detto il pontefice – non può venire dalla cultura del potere inteso come dominio e sopraffazione, ma solo da una cultura della cura, cura della persona e della sua dignità e cura della nostra casa comune. Lo prova, purtroppo negativamente, la guerra vergognosa a cui stiamo assistendo». “Guerra vergognosa” in un periodo di bulimia giornalistica sarebbe stato un titolo perfetto, ma la frase è scomparsa. Ha detto poi Francesco: «Penso che per quelle di voi che appartengono alla mia generazione sia insopportabile vedere quello che è successo e sta succedendo in Ucraina. Ma purtroppo questo è il frutto della vecchia logica di potere che ancora domina la cosiddetta geopolitica. La storia degli ultimi settant’anni lo dimostra: guerre regionali non sono mai mancate; per questo io ho detto che eravamo nella terza guerra mondiale a pezzetti, un po’ dappertutto; fino ad arrivare a questa, che ha una dimensione maggiore e minaccia il mondo intero. Ma il problema di base è lo stesso: si continua a governare il mondo come uno ‘scacchiere’,dove i potenti studiano le mosse per estendere il predominio a danno degli altri».

Getty Images

«Il modello della cura è sottomesso a quello del potere economico-militare»

Il Papa non ha usato aggettivi a caso: “vergognosa” e “insopportabile” sono già un editoriale. E infine l’affondo: «La vera risposta dunque non sono altre armi, altre sanzioni. Io mi sono vergognato quando ho letto che non so, un gruppo di Stati si sono impegnati a spendere il due per cento, credo, o il due per mille del Pil nell’acquisto di armi, come risposta a questo che sta succedendo adesso. La pazzia! La vera risposta, come ho detto, non sono altre armi, altre sanzioni, altre alleanze politico-militari, ma un’altra impostazione, un modo diverso di governare il mondo ormai globalizzato – non facendo vedere i denti, come adesso –, un modo diverso di impostare le relazioni internazionali. Il modello della cura è già in atto, grazie a Dio, ma purtroppo è ancora sottomesso a quello del potere economico tecnocratico-militare».

Un attacco russo nella cittadina di Kalynivka (Getty Images)

La censura di chi non esulta per la guerra

In Italia è accaduto che dopo le dichiarazioni di papa Francesco, così precise, non fraintendibili, la notizia non sia stata ripresa: nessun titolo su Repubblica, Corriere e Messaggero; nascosta tra le pagine interne su Stampa e Sole 24 Ore; scomparsa addirittura dalle edizioni del Tg1.
Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva e segretario della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, parla di «una caso senza precedenti» in cui «il Tg1 ha censurato Papa Francesco». «La Rai, peraltro, ha addirittura una struttura ad hoc che si chiama Rai Vaticano. Che succede al tg della rete ammiraglia Rai? Perché la direttrice Monica Maggioni, giornalista e dirigente esperta del servizio pubblico, non vigila su ciò che va (e non va) in onda», ha sottolineato. Ma la questione non è il papa, anche se il papa ci è andato di mezzo: il punto è la vigliaccheria di chi per giorni sta delegittimando chiunque non esulti barzotto per la guerra ma non ha il coraggio di rispondere a Francesco. Accusare di scarso patriottismo i pacifisti lo stanno facendo bene, come rispondere a un pontefice invece non lo sanno fare perché non ci sono le istruzioni tra le parole di Göring.

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