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L’Italia ripudia la guerra. Ora se lo ricorda pure Mattarella. Passato il 25 Aprile il Capo dello Stato invoca la pace. Una doccia fredda per il Partito unico bellicista

Ventiquattr’ore dopo che Lavrov, Johnson e Zelensky hanno urlato il rischio della terza guerra mondiale alle porte il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto al Consiglio d’Europa (organismo da cui la Russia è stata espulsa) con un discorso inevitabilmente incentrato sul conflitto in Ucraina.

Passato il 25 Aprile Mattarella invoca la pace. Una doccia fredda per il Partito unico bellicista

È un Mattarella diverso da quello ascoltato il 25 aprile, quando per la gioia dei giornalisti con l’elmetto disse che la pace fu conquistata con le armi aprendo le porte a chi ritiene il conflitto armato l’unica soluzione possibile dell’invasione russa.

In quell’occasione il Partito Unico Bellicista (composto da quelli che di questa guerra se ne fregano, ma la usano per aumentare i loro fatturati) arruolarono Mattarella mettendolo su tutte le prime pagine con l’elmetto, soddisfatti di avere trovato un così alto cantore istituzionale. Molto probabilmente si sono sbagliati, e di grosso.

Ieri Mattarella ha chiarito come la Russia abbia “scelto di collocarsi al di fuori delle regole” ma ha ribadito l’importanza dei segnali di “distensione” per “interrompere le ostilità” e per il “ripudio della guerra” (altra frase per cui sono stati crocifissi in molti): “distensione: per interrompere le ostilità – ha detto Mattarella -. Ripudio della guerra: per tornare allo statu quo ante. Coesistenza pacifica, tra i popoli e tra gli Stati.

Democrazia come condizione per il rispetto della dignità di ciascuno. Infine, Helsinki e non Jalta: dialogo, non prove di forza tra grandi potenze che devono comprendere di essere sempre meno tali” Il Presidente della Repubblica ha auspicato “una sede internazionale che rinnovi radici alla pace, che restituisca dignità a un quadro di sicurezza e di cooperazione, sull’esempio di quella Conferenza di Helsinki che portò, nel 1975, a un atto finale foriero di positivi sviluppi”.

Non ha dubbi Mattarella sul fatto che l’Europa sia “sconvolta dalla guerra”, ricorda che “nessun equivoco, nessuna incertezza è possibile” e rimarca che Russia “ha scelto di collocarsi fuori dalle regole a cui aveva liberamente aderito, contribuendo ad applicarle” per questo applaude l’esclusione di Putin dal Consiglio d’Europa (“La responsabilità della sanzione adottata ricade interamente sul governo russo”) precisando per che non ha colpe il popolo russo “la cui cultura fa parter del patrimonio europeo e che si cerca di tenere all’oscuro di quanto realmente avviene in Ucraina”.

Il Presidente è convinto che “occorre sostenere e incoraggiare tutte le possibilità di negoziato sperando che si aprano anche se ciò finora non è avvenuto”, con una trattativa portata vanti “nel rispetto della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina” perché “non si può arretrare dalla trincea della difesa dei diritti umani e dei popoli”.

“La ferma e attiva solidarietà nei confronti del popolo ucraino e l’appello al Governo della Federazione Russa perché sappia fermarsi, ritirare le proprie truppe, contribuire alla ricostruzione di una terra che ha devastato, è conseguenza di queste semplici considerazioni”, ha aggiunto Mattarella, che ha poi lanciato un appello alla comunità interazione per “ottenere il cessate il fuoco e ripartire con la costruzione di un quadro internazionale e ripesttoo e condiviso che conduca alla pace”.

Si potrebbe dire che i tifosi di una guerra “fino alla fine” (che poi non si capisce bene di che cosa) possono tranquillamente mettersi l’anima in pace e rimettere il Capo dello Stato nel posto in cui dovrebbe stare, quello della responsabilità istituzionale del ruolo che ricopre e di chi non può (e sembra non averne nemmeno l’intenzione) soffiare sul fuoco di un conflitto che se rimane confinato al campo militare rischia di compromettere la sicurezza mondiale. Dice Mattarella che la guerra “è un mostro vorace” e “mai sazio2 e che la “tentazione di moltiplicare i conflitti è sullo sfondo dell’avventura bellicista intrapresa”.

Di fronte alla devastazione, spiega il Presidente “dobbiamo saper opporre a tutto questo la decisa volontà della pace. Diversamente ne saremo travolti”. Chissà se i guerriglieri da divano di casa nostra che si eccitano per l’odore di un conflitto mondiale ora potranno darsi una calmata. E chissà che Mattarella non sbandi più offrendo sponde agli irresponsabili. Sarà meglio per tutti.

(da La Notizia)

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