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Il terrorismo bianco, il più coccolato del mondo

Il giovane appena diciottenne che a Buffalo, nello stato di New York, ha sparato a diverse persone imbracciando un fucile all’interno di un supermercato trasmettendo il tutto in diretta su Twitch non è un caso isolato, non è nemmeno da mettere nel cassetto degli eventi violenti che non hanno nessun filo rosso.

Ciò che è accaduto a Buffalo è terrorismo, proprio quel terrorismo su cui si spendono quintali di articoli e ore di trasmissioni nel caso in cui il terrorista abbia la pelle scura oppure parli arabo oppure sia musulmano. Solo che questo terrorismo, bianco e con le fattezze così simili alle nostre, non ci terrorizza per i danni che provoca (a Buffalo sono dieci morti) ma ci indispone perché non appartiene a “altri”, è tutta roba nostra. E poiché nel nazionalismo (o sovranismo, chiamatelo come vi pare, è sempre razzismo sotto altre vesti) i “nostri” sono tutti cari e buoni facciamo finta di nulla.

L’attentatore dichiara di essersi radicalizzato prima della pandemia inizialmente su 4chan e poi in spazi digitali ancora più estremisti. Ha letto i manifesti di altri attentatori (che ci ostiniamo a non voler mettere in fila, come i reati spia di mafia che rimangono sparsi sulle cronache locali per non prendersi la responsabilità di vedere un delitto sistemico): il terrorista si rifà soprattutto agli attentatori di Christchurch, di Poway, di El Paso e naturalmente a Anders Breivik (autore degli attentati del luglio 2011 in Norvegia), il cui nome compare anche sull’arma usata a Buffalo. Per non farci mancare nulla c’è anche il nostro Luca Traini, un altro caso su cui non c’è stato un centimetro di tutto il dibattito che avrebbe meritato.

Come già avvenuto nel caso di Christchurch l’evento è stato trasmesso live su una piattaforma streaming, come se fosse un videogioco. Come scrive Leonardo Bianchi in un importante articolo per Valigia blu: «Uno degli effetti più terribili del terrorismo bianco è quello di spaccare le comunità al proprio interno, erodendo quella zona grigia di tolleranza che rende possibile la convivenza pacifica tra persone di diversa estrazione sociale, religiosa, politica e culturale. È un equilibrio precario, sottoposto ad uno stress incredibile in condizioni normali; figuriamoci in un contesto inquinato da discorsi tossici e atti di violenza».

E sapete qual è la teoria alla base di tutto: la “sostituzione etnica” che tanta parte occupa nella propaganda di alcuni partiti. Insomma, questi sono gli esecutori ma non è difficile immaginare i mandanti. E a me pare una questione politica enorme su cui anche nel cosiddetto centrosinistra sembra regni la paura di parlare.

Buon lunedì.

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