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«L’Agenda Draghi non esiste»: parola di Draghi

Toh, cade il populismo delle élite. E poiché questa campagna elettorale è frastornante per la stupidità a far crollare tutta la retorica ascoltata fin qui è proprio Mario Draghi, il santino sventolato per non dover parlare di programmi e per puntare ai voti fideistici stropicciando la politica. «Io non ho iniziato il governo con una Agenda Draghi, è fatta di riforme e interventi. È difficile dire esista una agenda Draghi», ha detto ieri Mario Draghi, assestando un bel colpo a Calenda, Renzi, Letta e Bonino che da giorni non fanno altro che parlare di un’agenda politica affiliandola a un governo tecnico.

Come se non bastasse Draghi aggiunge: «I nostri provvedimenti hanno caratteristica di urgenza». Certo: il governo Draghi era nato per fare ciò che serviva per uscire dalla pandemia e per sistemare le carte del Pnrr. Ora, sinceramente, votereste un partito che vi dice «usciremo dalla pandemia e sistemiamo le carte»?. No, certo che no. Indipendentemente dalla vostra posizione politica, destra o sinistra, liberale o meno, sarebbe troppo poco.

Quindi cosa ci dicono le parole di Draghi? Che la campagna elettorale fin qui è stata piena di niente, una spartizione di posti rivenduta come scontro di idee. Così accade di doverci sorbire perfino Di Maio che dà lezioni di dignità a una coalizione illudendosi che qui fuori non si sappia che è scontento di non poter offrire niente agli ex grillini che l’hanno seguito alla ricerca di un posto al sole. Ci tocca vedere Calenda rivenduto come potabile per una sbiadita idea di centrosinistra mentre svuota per l’ennesima volta l’dea di centrosinistra per riempire il suo granaio.

L’agenda Draghi non esiste ma soprattutto non esiste una campagna elettorale che ancora una volta utilizza l’arma stolta del “voto utile” come unico spunto. Sono già passati diversi giorni e siamo ancora qui. Intanto a sinistra Unione Popolare deve raccogliere firme e trovare i pochi certificatori che non avevo prenotato le ferie semplicemente per avere la dignità di poter correre. Intanto Salvini, Meloni e Berlusconi stanno scegliendo il catering per i festeggiamenti.

Sembra quasi che l’urgenza non sia ancora abbastanza urgente, a 50 giorni dal voto. Una volta si diceva “fate qualcosa di sinistra” ora ci accontenteremmo di un “fate qualcosa” che non sia discutere di posti. E rimettete via quella “Agenda Draghi” con cui vi siete coperti le pubenda.

Buon venerdì.

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