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Per Fontana scomodano Tatarella. Bestiario di Governo senza freni

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Avete visto? Può sempre andare peggio di così. Abbiamo anche il nuovo presidente della Camera. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.

IL TEMA DI SILVIO
Giorgia Meloni. Un comportamento 1. supponente 2. prepotente 3. arrogante 4. offensivo. Nessuna disponibilità al cambiamento. È una con cui non si può andare d’accordo”. A scriverlo, su un foglio di carta intestata “Villa San Martino”, è stato Silvio Berlusconi, il leader di Forza Italia, in quella che è stata la sua giornata forse più nera – quella di ieri – con l’elezione di Ignazio La Russa a presidente del Senato, avvenuta senza i voti forzisti, e il no di Meloni a un ruolo di governo per Licia Ronzulli, che del Cavaliere è fedelissima collaboratrice. Il neo presidente del Senato La Russa invita Berlusconi a dire che “è un fake” ma non gli risponde nessuno. Chi difende Berlusconi? Il renziano Rosato di Italia Viva, ovviamente, che parla di “furbizia” del leader di FI. Del resto da quelle parti Silvio piace sempre, anche nei suoi momenti peggiori.

RENZI S’OFFRE
Ieri tutti (giustamente) a sottolineare come questa destra sia la peggiore destra di sempre arrivata al governo, con pochissima credibilità a livello internazionale. Chi li salva “Il Governo di destra non vorrà segare il ramo su cui è seduto e sin dal primo Consiglio europeo assisteremo a una spettacolare conversione di Giorgia Meloni. Scopriranno che il Next Generation Eu non è un favore alla Germania ma un grande passo verso l’integrazione europea. Lo hanno capito tutti, lo capiranno anche Meloni e Salvini”. Lo ha detto Matteo Renzi intervenendo al Congresso del Partito democratico europeo (Pde) a Roma. Poi Renzi si fa prendere la mano e promette entro un anno di diventare il primo partito in Italia. Mancano solo le risate finte delle sit com americane.

NON SANNO NEMMENO SCRIVERE
Tra le 11 schede nulle, secondo quanto apprende LaPresse da fonti parlamentari, ce n’erano alcune che riportavano il nome del governatore della Lombardia, Attilio Fontana. Altre, invece, sono state annullate perché riportavano solo il cognome “Fontana” senza indicazione del nome o dell’iniziale: poiché esiste un’altra deputata con lo stesso nome (Ilaria, del M5s) era necessaria la specificazione. Autorevoli, niente da dire.

PICCOLI SEGNALI
Pd e M5S disertano il brindisi del presidente Fontana, storica tradizione della Camera. Presenti gli esponenti del Terzo Polo.

SALUTAVA SEMPRE
Ieri il presidente della Fondazione Tatarella (think thank di destrorsi travestiti da competenti) Francesco Giubilei ha provato a difendere l’indifendibile Fontana con un tweet che è un capolavoro: “Attacchi a Lorenzo Fontana sono ridicoli. È una persona di spessore, ha 3 lauree, è attento al mondo culturale di area e un vorace lettore (ci siamo visti pochi giorni fa e stava comprando 6/7 libri) ed è un politico cattolico che porta avanti battaglie identitarie con coerenza”. Peccato che con lo stesso metro di giudizio Giorgia Meloni, che non è laureata, risulterebbe senza spessore.

COS’ALTRO MANCA?
Peggio di così non si può andare, cosa manca Chissà magari un ministro monarchico, ad esempio. Come Antonio Tajani, in predicato d’esser ministro, appunto.

LAZIO, STIAMO SERENI
La7 ci fa sapere che Salvini ha chiesto alla Meloni consigli su dove andare a raccogliere le castagne nel Lazio. Ora siamo tutti più tranquilli.

FONTANA S’È DIMENTICATO LA GUERRA
In tutto il suo discorso il neopresidente della Camera Fontana non ha mai fatto nessun riferimento alla guerra e all’Ucraina. Ma c’è da stimarlo: è riuscito a trattenere il suo amore per la Russia.

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