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Majorino: “L’accoglienza selettiva è una pratica oscena”

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Pierfrancesco Majorino, dopo essere stato assessore per il Partito democratico alle politiche sociali del Comune di Milano con il sindaco Giuliano Pisapia e poi con il sindaco Beppe Sala è sbarcato all’Europarlamento con 93.175 voti. In entrambi i ruoli si è impegnato per la tutela delle persone contro ogni discriminazione, per il contrasto alla violenza di genere e contro la tratta degli esseri umani.

Anche per questo l’immigrazione e la situazione del Mediterraneo sono tra i punti centrali della sua attività politica. L’abbiamo intervistato su quello che è accaduto al porto di Catania, con i migranti relegati sulle navi e “selezionati” in base all’età, al sesso e alle condizioni di salute.

Majorino, cosa ne pensa di questa nuova “accoglienza selettiva” voluta dal governo che decide chi far sbarcare e cni no?
“Mi pare sinceramente una cosa oscena. Siamo di fronte a un tentativo micidiale di dividere buoni e cattivi tra disperati, a prima vista. E penso che il salvataggio in mare sia un obbligo, al di là delle regole (tema che pure esiste e che dice tutt’altro) per ua questione umanitaria”.

Il governo, per bocca dei ministri Nordio e Piantedosi, ripete che il Trattato di Dublino si applica già sulle navi e che il primo Stato di accesso è quello di bandiera della nave. È corretto?
“È una modalità totalmente impraticabile oltre a essere disumana. La verifica dello status di rifugiato si deve riuscire fare. Il problema semmai è realizzarla in tempi molto brevi. Le persone che chiedono asilo devono essere nelle condizioni di farlo, riuscendo a interloquire con i legali e con le associazioni che si occupano di questo”.

Intanto tra i primi a complimentarsi con il governo c’è Orbàn. È già finita la favola di Giorgia Meloni improvvisamente diventata “europeista”?
“È molto chiaro il posizionamento di Giorgia Meloni in Europa. Oggi mi pare assolutamente evidente. Lei sta con l’Europa di Orbàn. E quella è un’Europa a sovranità limitata nella quale i nazionalismi fanno da padrone”.

È deluso dalla reazione del segretario del Pd, Letta
“Tutt’altro. La delegazione parlamentare del Pd ha seguito la vicenda sul campo. Letta ha espresso l’opinione uguale e identica espressa da tutti i componenti del partito. Il problema vero è che questo è solo un episodio di una strategia molto più ampia e molto più forte del nuovo governo”.

Pesano gli errori compiuti dal Pd ai tempi di Minniti ministero dell’Interno?
“Siamo ormai ben oltre quella impostazione. Impostazione ampiamente condivisa ai tempi dal gruppo dirigente a cui io mi sono opposto fin da subito. La strategia di Minniti si è rivelata inefficace e ha portato risultati molto peggiori di quelli che riteneva anche lo stesso Minniti”.

Forse nell’opposizione pesano anche le scelte compiute da Conte nel suo primo governo con Salvini?
“Non riesco mai a capire perché Conte non abbia il coraggio di dire con chiarezza che i decreti Salvini sono stati un disastro. Per altro gli viene riconosciuto da molti in questa fase una linearità e una coerenza su tanti temi. Questo è un buco nero. Oggi dobbiamo concentrarci sul futuro, sulle regole a livello europeo e italiano: servono canali legali, serve la capacità di riuscire a cambiare completamente approccio. L’immigrazione non è un danno da ridurre, stiamo parlando di persone. Credo che noi dobbiamo lavorare per un governo fermo, trasparente (e non parlo di un generico “porte aperte”) che gestisca i flussi in maniera ordinata. Insieme a questo dobbiamo ricordarci che prima della questione prima politica ci sono delle persone da salvare in mare e terra che vanno velocemente tolte dal rischio della propria vita. Per questo abbiamo portato avanti una battaglia in Ue di cui sono molto fiero chiedendo l’azzeramento della missione Frontex e la sua totale ridefinizione”.

I fatti di Catania sono l’inizio di una strategia di governo che durerà a lungo?
“Questo governo darà in pasto periodicamente al proprio elettorato più duro e più radicale degli esempi di disumanità per evitare che si parli meno possibile dei problemi economici e sociali a cui il governo non dà risposta. Ne sono convinto”.

 

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