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‘Ndrangheta, decapitata la locale di rho: i nomi e cognomi

La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica – direzione distrettuale antimafia di Milano, sta eseguendo 49 misure cautelari per associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, minacce, violenza privata, incendio, detenzione e porto illegale di armi aggravati dal metodo e dalla finalità mafiosa nonché per il reato di intestazione fittizia di beni.
L’indagine condotta dalla squadra mobile di Milano ha svelato la ricostituzione di una struttura territoriale di ‘ndrangheta, denominata «Locale di Rho», già oggetto dell’indagine «Infinito» condotta dalla dda di Milano nel 2010, da parte del promotore, condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso, una volta scontata la sua pena.

I nomi

Sono in tutto 55 gli indagati dalla Dea di Milano. 48 in carcere: 

Abdelatik Akachab, nato in Marocco; Gaetano Bandiera 74 anni di Cropani; Cristian Leonardo Bandiera 46 anni di Rho; Antonio Lorenzo Bandiera 21 anni di Rho; Luigi Capitanio 47 anni di Rho; Agazio Cosimo Carioti 47 anni di Guardavalle; Vincenzo Carvelli 48 anni di Rho; Giovanni Castaldi 46 anni di Napoli; Domenico Curinga 74 anni di RosarnoFrancesca Curinga 66 anni di Rosarno; Gustavo De Angelis 68 anni di Napoli; Fabio De Ciechi 47 anni di Varese; Nicola De Cristofaro di Giffoni 62 anni; Luca De Giorgio 39 anni di Rho; Victor Mariano De La Cruz Cuevas 35 anni Repubblica Dominicana; Giuseppe Di Liddo 62 anni di Milano; Said Elhomran nato in Marocco; Mouloud El Mansouri nato in Marocco; Angelo Fabiani 46 anni di Rho; Rolando Franco 37 anni di Catanzaro; Alessandro Furno 48 anni di Varese; Vito Galati 48 anni San Vito sullo Jonio; Marco Galliano 34 anni di Rho; Matteo Galliano 27 anni di Rho; Caterina Giancotti 46 anni di Triggiano; Marco Giordano 52 anni di Rho; Lorenzo Antonio Guzzo 25 anni di Rho; Barbara Lacerenza 49 anni di Milano; Antonio La Torre 51 anni di Foggia; Fabrizio Maggioni 51 anni di Rho; Salah Mahahoul nato in Marocco; Vito Maisano 30 anni di Rho; Vittorio Marchio 72 anni di Belcastro; Gianluca Martino 44 anni di Milano; Tiziano Mazza 50 anni di Busto Arsizio; Onofrio Melito 65 anni di Centrache; Matteo Moretti 47 anni di Rho; Franco Moscato 62 anni di Niscemi; Davide Orlando 50 anni di Rho; Marco Palmabella 58 anni di Rho; Ivano Piperissa 46 anni di CatanzaroAntonio Procopio 62 anni di Isca sullo JonioAntonio Procopio 50 anni di Isca sullo Jonio; Laura Procopio di Rho; Antonio Sansotta 51 anni di Rho; Silvano Santini 44 anni di Varese; Franco Serrao 63 anni di Centrache; Fernando Sutera 39 anni di Milano; Salvatore Tomarchio 49 anni di Paternò.

“Ti mangio il fegato”, le minacce clan nel Milanese

«Io ti mangio il fegato a te e questi due infami di mer.., hai capito?». «Oggi vengo a casa tua e ti ammazzo di botte, capito o no?». «Ti faccio vedere io chi sono io, forse non mi conosci bene, non giocare, non me ne fotte un ca… che mi stanno ascoltando, non voglio neanche più i soldi però a casa mia ti ricordi che mi portano un pezzo di te!». Sono solo alcuni dei dialoghi, che dimostrano la forza e la violenza delle intimidazioni e delle minacce estorsive, intercettati nell’inchiesta della Squadra mobile e della Dda di Milano che stamani ha smantellato, con 49 misure cautelari, un clan della ‘ndrangheta, quello dei Bandiera, che aveva ricostruito la ‘Locale di Rho’, nel Milanese, già finita, assieme a molte altre ‘locali’, al centro dello storico maxi blitz ‘Infinito’ della Dda milanese nel 2010.

Nel Nord Italia come in Calabria

«L’operazione eseguita oggi testimonia che l’agire mafioso della ‘ndrangheta in Nord Italia ha assunto da tempo caratteristiche assolutamente sovrapponibili a quelle che ne caratterizzano l’azione nei territori in cui il fenomeno è endemico» dichiara il prefetto Francesco Messina, Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato.

«La narrazione, talvolta sostenuta, di una ‘ndrangheta evolutasi al punto da abbandonare l’aspetto militare in favore di strategie criminali più sofisticate non è del tutto precisa. A Milano la Polizia di Stato e la magistratura – continua Messina – continuano ad affrontare la minaccia mafiosa ben consapevoli che il contrasto dell’ala militare della ‘ndrangheta deve continuare ancora a lungo e deve essere affiancato da una sistematica aggressione all’accumulo dei patrimoni illeciti, che ne costituiscono la linfa vitale. Peraltro, gli esiti investigativi odierni attestano ancora una volta come sovente la detenzione carceraria non riesca a recidere il legame tra affiliato e struttura mafiosa di appartenenza. La Direzione centrale anticrimine, con le squadre mobili e con il Servizio centrale operativo – conclude – continuerà in questa azione indifferibile di contrasto, sotto il coordinamento della magistratura delegante».

(fonte)

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