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Dai diritti alla partita delle alleanze. Ecco la posta in gioco alle primarie Pd. Domani l’atto finale della sfida tra Bonaccini e Schlein. Se vince il governatore il partito torna ai tempi di Renzi

Ci siamo. Domani sapremo chi sarà il prossimo segretario del Partito Democratico tra il presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e la deputata (ex vice di Bonaccini) Elly Schlein. Secondo i dati ufficiali pubblicati dal Partito democratico la prima fase congressuale) in cui potevano votare solo gli iscritti al partito) Bonaccini ha preso il 52,9 per cento delle preferenze e Schlein il 34,9 per cento, mentre Gianni Cuperlo e Paola De Micheli si sono fermati rispettivamente all’8 e al 4,2 per cento. Come da regolamento quindi Bonaccini e Schlein si sfidano ora in un voto aperto a tutti i simpatizzanti.

Sfida finale

Il voto è aperto a tutti gli elettori, non solo a quelli del Partito democratico o agli iscritti al partito. Chi vota dovrà comunque dichiarare di “riconoscersi nella proposta politica del Partito democratico e di sostenerlo alle elezioni” e dovrà accettare di essere registrato nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori, come stabilito dallo statuto (art.4, comma 3) del partito. Chi è iscritto a questo albo ha tra le altre cose il diritto di partecipare alle attività del partito e il dovere di sostenere “lealmente” i suoi candidati.

Stefano Bonaccini gode del sostegno, tra gli altri, del sindaco di Bergamo Giorgio Gori, di quello di Firenze Dario Nardella, dell’ex segretario del partito Matteo Orfini, degli ex ministri Graziano Delrio, Lorenzo Guerini e Piero Fassino, e del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. È considerato il candidato più “moderato” e più disponibile ad aperture con il cosiddetto Terzo polo di Renzi e Calenda. Bonaccini ha iniziato la sua carriera politica nel PCI, ricoprendo la prima carica pubblica a 22 anni come assessore alle politiche giovanili nel Comune di Campogalliano.

È stato assessore ai Lavori pubblici per il Comune di Modena ed è stato segretario regionale del Pd in Emilia Romagna. Elly Schlein si è fatta notare come anima del movimento OccupyPD nato per protesta contro la mancata elezione di Romano Prodi presidente della Repubblica nel 2013. Ha sostenuto Pippo Civati nel 2013, al congresso del partito vinto da Matteo Renzi.

È stata europarlamentare rivestendo un ruolo importante nella revisione del regolamento di Dublino (in tema di diritto di asilo). Si è candidata con una sua lista (Emilia-Romagna Coraggiosa”) alle elezioni regionali in cui Bonaccini è stato confermato presidente in Emilia Romagna, venendo nominata vicepresidente. Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022 è stata eletta alla Camera come indipendente nella lista del Partito democratico, lasciando i suoi incarichi nella giunta e nel consiglio regionale dell’Emilia-Romagna.

Dopo quasi tre mesi, il 13 dicembre, Schlein si è iscritta di nuovo al Pd. Schlein ha ricevuto il sostegno, tra gli altri, del vicesegretario del partito Peppe Provenzano, dell’ex ministro del Lavoro Andrea Orlando, dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini, del deputato Alessandro Zan, e di Bersani, già segretario del Pd, oggi in Articolo 1 oltre a alcuni esponenti dell’area centrista del Pd, come l’ex ministro della Cultura Dario Franceschini.

Si vota domenica dalle 8 alle 20, su tutto il territorio nazionale. Possono votare online alcune categorie, impossibilitate a presentarsi al gazebo. Dal 2007 a oggi il Partito democratico ha avuto in totale nove segretari, quattro dei quali sono stati eletti con le primarie. I risultati degli ultimi 16 anni hanno mostrato un calo dell’affluenza sia nella fase del voto degli iscritti sia in quella aperta a tutti gli elettori del partito.

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