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Allevare manodopera a basso costo

Allevare manodopera a basso costo è un lavoro difficile. Come tutti gli altri allevamenti bisogna essere capaci di restare sul crinale del sostentamento (solo quel che basta) e dell’affamare per rendere le bestie vigili e attive. È importate anche che escano dalla stalla il primo possibile, che fremano per uscire il prima possibile: per alimentare la voglia di uscire dal recinto basta rendere il recinto il più moderatamente ma insopportabilmente possibile invivibile.

Il governo che avrebbe dovuto abolire il Reddito di cittadinanza non lo farà. Era ovvio. Qualsiasi politico o cittadino senziente sa che non si può buttare in mezzo alla strada milioni di poveri (che in Italia aumentano ogni anno, da un po’) solo per vendicativa soddisfazione dei ricchi. Tra l’altro – mannaggia – i poveri votano come i ricchi e finché non riusciranno a risolvere questo fastidioso inghippo burocratico andrà così.

Non potendo abolire il Reddito di cittadinanza hanno deciso di intraprendere la strada più semplice: cambiargli nome. Gli elettori sono ancora abbastanza mansueti, siamo ancora nella coda lunga della luna di miele di Giorgia Meloni. Ascoltare un nome diverso nelle urlanti trasmissioni delle reti Mediaset rilascerà le endorfine della presunta verità. L’hanno chiamato Mia “Misura di inclusione attiva” e sostanzialmente è un idea banale: meno soldi a meno persone. Una soluzione banale di una classe dirigente banale.

L’obiettivo? Perfezionare l’allevamento della manodopera a basso costo. Stabilire un livello di assistenza che renda preferibile qualsiasi lavoro ai sussidi è il sogno del capitalismo da sempre. Una delle ipotesi sulla nuova misura del governo è una soglia Isee che dagli attuali 9.360 euro scende a 7.200: per fare domanda bisognerà essere più poveri. Questo dovrebbe bastare a escludere fino a un terzo della platea dei beneficiari del Rdc. Inoltre, i nuclei senza minori, over 60 o disabili e quindi occupabili, prenderanno 375 euro al mese invece di 500 e per un massimo di 12 mesi anziché 18, mentre il rinnovo non supererà i 6 e passerà fino a un anno e mezzo tra il secondo rinnovo e il terzo.

Il messaggio è chiaro: cari italiani, abbassate le vostre pretese. Non si tratta della pretesa di galleggiare al di sopra della linea della povertà (siamo un Paese in cui si è poveri anche se lavoratori), qui siamo all’accondiscendenza verso quegli imprenditori che negli ultimi anni hanno infarcito i giornali (con il sostegno di certi liberali di casa nostra, utili alla destra com’è nel loro dna) lamentando una mancanza di manodopera che veniva smascherata al primo approfondimento.

Allevare manodopera a basso costo è un lavoro difficile. Com’era ipotizzabile qualcuno è disposto a farlo.

Buon martedì.

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