Vai al contenuto

Mezza… Verità su Speranza. Sul ministro indagato già chiesta l’archiviazione

In sofferenza per mancanza di pandemia La Verità di Maurizio Belpietro ieri ha sfornato una prima pagina e una conseguente brutta figura. Andiamo con ordine. Nelle edicole d’Italia ieri il quotidiano titolava: “Speranza indagato per omicidio”. Per il quotidiano ci sarebbero “clamorosi sviluppi” della loro inchiesta. “All’ex ministro contestati anche somministrazione di medicinali guasti e falso”, scrivono i giornalisti. Imperdibili poi gli editoriali in appoggio. “Siamo arrivati alla resa dei conti – scrive Marianna Canè -. Le gigantesche bugie, le intollerabili omissioni, i dati falsati, tutte le mancanze nella gestione della campagna vaccinale…”. E così via.

In sofferenza per mancanza di pandemia La Verità di Belpietro ieri ha sfornato una prima pagina su Speranza e una conseguente brutta figura

Lo sfortunato lettore ieri avrà pensato che sarebbe venuto giù tutto, che davvero il grande complotto universale fosse stato mascherato. Ormai a cercare improbabili complotti in epoca di pandemia sono rimasti solo i giornalisti de La Verità per non dovere chiedere scusa e Matteo Renzi per cercare la sua solita vendetta politica. Invece cosa è accaduto? In mattinata una nota di agenzia spegne gli entusiasmi. “In merito a notizie di stampa relative all’iscrizione dell’ex ministro della Salute, Roberto Speranza, al registro degli indagati presso la Procura di Roma, a seguito di alcune denunce in materia di vaccini, si precisa che gli atti sono stati inoltrati al competente Tribunale dei ministri con contestuale richiesta di archiviazione”, scrive il legale dell’ex ministro, Danilo Leva.

Ma la giornata è nera su tutti i fronti perché ore dopo arriva anche la notizia dell’archiviazione sul piano pandemico durante la pandemia. La procura di Roma ha chiesto al gip di “archiviare la posizione di nove persone indagate nell’inchiesta sul piano pandemico”. L’indagine – che doveva essere uno scoop – era partita da Bergamo e Brescia ed era poi arrivata nella Capitale per competenza territoriale. Tra gli indagati nei confronti dei quali è stata sollecitata, dai magistrati, l’archiviazione ci sono l’ex presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, per il quale era stata ipotizzata la truffa in riferimento a erogazioni pubbliche e l’ex numero due dell’Organizzazione mondiale della Sanità Oms) Ranieri Guerra. Tutti grandi nemici del quotidiano di Belpietro.

Proprio ieri la Procura di Roma ha archiviato numerose inchieste sul Covid cavalcate dal giornale diretto da Belpietro

Le accuse contestate, a vario titolo e a seconda delle posizioni, erano di rifiuto e omissioni in atti d’ufficio, falso e truffa. Lo scorso giugno le posizioni dei tre ex ministri della Salute, Speranza, Giulia Grillo e Beatrice Lorenzin, sono già state definite con un decreto di archiviazione dal tribunale dei ministri di Roma. Ora, dopo l’attività istruttoria svolta dai pm, è stata chiesta al gip l’archiviazione anche delle altre posizioni. Tra questi, oltre a Brusaferro e Guerra, cinque dirigenti del ministero della Salute, Claudio D’Amario, Francesco Maraglino, Loredana Vellucci, Mauro Dionisio e Maria Grazia Pompa, l’allora direttore generale della Prevenzione del Ministero della salute Giuseppe Ruocco e l’ex capo della Protezione Civile Angelo Borrelli.

Una richiesta di archiviazione che, a quanto si apprende, si fonda sull’assenza di responsabilità penale in relazione alla mancata revisione del piano pandemico, il cui obbligo di aggiornamento era legato al cambiamento della situazione epidemiologica. Un piano che, secondo quanto emerso, era già in fase di aggiornamento. La Verità ieri è uscita in versione ridotta – mezza… Verità – scordandosi che le notizie si dovrebbero dare per intere e non solo sulla base della accuse. Chissà come ci rimarranno male i suoi lettori appena scopriranno la verità tutta intera.

L’articolo Mezza… Verità su Speranza. Sul ministro indagato già chiesta l’archiviazione sembra essere il primo su LA NOTIZIA.

L’articolo proviene da lanotiziagiornale.it qui