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Fine dell’8 marzo

Non si è esaurita l’eco della retorica sull’8 marzo e all’improvviso irrompono i numeri. Scorrendo i risultati delle elezioni regionali in Abruzzo si scopre che sui 31 consiglieri totali, le donne saranno solo tre: meno del 10 per cento. Come sottolinea Pagella politica questo numero è in calo rispetto alle scorse elezioni regionali del 2019, quando le consigliere elette erano state cinque (16 per cento).

Secondo le elaborazioni fatte dal quotidiano sardo La Nuova Sardegna, le consigliere donne elette sarebbero dieci, il 16 per cento circa sul totale dei consiglieri regionali. Alle precedenti elezioni regionali del 2019 le consigliere elette erano state due in meno: otto.

Una legge nazionale del 2004 poi ritoccata nel 2016 impone alle regioni la «promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive». Più nello specifico, la legge stabilisce che se una legge elettorale regionale prevede le preferenze per l’elezione del Consiglio regionale, in ogni lista i candidati di un sesso non possono eccedere il 60 per cento del totale e deve essere consentita l’espressione di almeno due preferenze, entrambe di sesso diverso. Nel caso in cui non siano previste le preferenze, le liste dei candidati devono essere comunque composte da uomini e donne in modo tale che i candidati di un sesso non superino il 60 per cento del totale.

Secondo il World Economic Forum, nel mondo, si è chiuso solo il 22% della differenza tra uomini e donne nel campo della politica. L’Italia si posiziona al 40° posto su 146 paesi, al di sotto della media europea. Dopo le ultime elezioni nazionali, la percentuale di donne in Parlamento si è abbassata al 31%, segnando il primo calo in 20 anni.

Buon martedì. 

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