2011. Carestia.
Sembra un buon titolo. E’ la peggiore notizia della giornata.
Sembra un buon titolo. E’ la peggiore notizia della giornata.
In occasione del decennale della contestazione al G8, Carlo Gubitosa (direttore della rivista Mamma!) e le edizioni Altreconomia vogliono contribuire alla memoria storica di quei giorni diffondendo su internet “Genova, nome per nome”, un libro/inchiesta di 600 pagine, frutto di un lavoro di ricerca e documentazione durato due anni. Il libro è qui.
Credo che sia presto per dire e (soprattutto) aspetto di sentire cos’ha da dire e le sue posizioni politiche. Ma bisogna ricordarsi un paio di cose: Walter Mapelli e la Procura di Monza sono gli stessi che da un anno a questa parte stiamo ringraziando per l’impegno a ristabilire il profumo di legalità sulle maxi operazioni antimafia, non c’è niente di peggio che cadere nell’errore dell’eccesso di difesa che ho (e abbiamo, in tanti) contestato agli altri e nella veste di vicepresidente rappresenta l’intero consiglio regionale (la minoranza, cioè anche me). Seguiamo gli sviluppi.
Raccontare una storia falsa e nascondersi dietro obbiettivi “alti”. Come se la gente non sia già abbastanza esausta. Vista la posizione non era meglio un progetto di legge?
“Alla fine mi dissero: non si faccia intimorire dal cardinale Montini. Deve solo temere che la sua opera faccia fallimento”. Io dissi: “E se fallisco?” Uno dei due mi disse: “Se fallisce, un giorno prima si butti dalla finestra del quarto piano”.”
E l’altro?
“L’altro disse: “Meglio che si compri subito una pistola e prima di fallire si spari”. Santa Madre Chiesa! Sacro Dicastero!”
Non ci credo. Le hanno consigliato di suicidarsi?
“E’ la verità. Come si fa a non dire la verità?”
È più comodo sparare alla cieca sulla casta che riflettere sugli effetti perversi del potere personale di un capo d’azienda. L’isteria anticasta celebrata a testate unificate intende ostacolare proprio la costruzione di una nuova razionalità della politica dopo che la pretesa funzione di controllo affidata al mercato o alle agenzie di valutazione si è rivelata una tragedia e un imprenditore al comando una sciagura. Eh sì: senza Concita all’Unità tira proprio un’aria nuova.
Era il vecchio giochetto craxiano per autoassolversi. Eppure, come scrive bene Vittorio Zucconi, l’Italia è il paese dei reati al Governo, oltre i privilegi. E ricordarselo oggi è importante perché la casta (oltre ai parcheggi gratis) è rinviata a giudizio e condannata in appello. Mica briciole al bar di Montecitorio.
Sette regioni (Toscana, Emilia Romagna, Sardegna, Trentino, Val D’Aosta, Veneto, Umbria) hanno deciso di non far pagare le tasse sulla sanità (10 euro sulle visite specialistiche e 25 sui codici bianchi in pronto soccorso). In Lombardia stimo preparando l’ordine del giorno per chiedere lo stesso intervento al Presidente Formigoni (ne avevo già parlato qui) ma è essenziale che siano gli enti locali a fare massa critica, a chiedere uno slancio alla terra “dell’eccellenza sanitaria” e alla regione della “sussidiarietà”. Con mozioni, ordini del giorno, qualsiasi cosa possa diventare azione politica. Dai comuni di pochi abitanti alle metropoli. Subito. Magari segnalandoli qui.
Niente è per caso o forse è una sinistra catena di coincidenze. Qualche giorno fa esce una nota di Palazzo Chigi (in una settimana di pochissime parole dal Governo) che lascia intendere un affievolimento del regime 41 bis. Si alza un coro di proteste e una nuova nota di Palazzo Chigi corregge il tiro. Ieri la famiglia di un boss deceduto in regime carcerario 41 bis al carcere di Opera presenta un esposto lamentando la mancanza di cure. E si ricomincia a parlare della “bestialità” del carcere duro. Intanto gli avvocati dei collaboratori di giustizia raccontano di come il Governo abbia abbandonato i pentiti e i loro legali. Chissà cosa avrebbe pensato Paolo Borsellino.
Lo racconta Luca nel suo blog: la relazione della Commissione d’inchiesta proprio sull’Asl pavese, che, secondo la difesa scagionerebbe in parte Chiriaco, ma che agli atti non c’è in quanto è stata secretata sulla base della legge 124 del 2007. Ovvero su quella relazione ci sarebbe addirittura il segreto di Stato, così il prefetto di Pavia Ferdinando Buffoni risponde picche alla difesa di Chiriaco non fornendo le conclusioni della Commissione istituita lo scorso settembre e il parere del Ministero dell’Interno. Il Prefetto dice che le conclusioni sulle eventuali presenze di clan nell’ASL di Pavia sono oltremodo rassicuranti. Non vedo l’ora di essere rassicurato anch’io.