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Chi nega il razzismo è il miglior alleato dei razzisti


Si parla di odio e di razzismo in rete ma se volete toccare con mano l’odio e il razzismo vi basta fare un giro in uno stadio italiano. L’ultimo caso è quello dei tifosi del Verona contro Balotelli ma le notizie dagli stadi sono ormai all’ordine del giorno. Eppure, se ci pensate, lì sono tutti facilmente identificabili, con nome e cognome.
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Chiara Valerio ospite del #buongiorno

Con Chiara Valerio abbiamo parlato del suo romanzo “Il cuore non si vede” uscito per Einaudi. Ogni tanto fa bene parlare anche dei libri degli altri. Soprattutto se sono bellissimi.

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Incrinature recensisce Carnaio

(fonte)

Più o meno queste le parole dell’autore di Carnaio, Giulio Cavalli (Fandango, 2019), in occasione della presentazione del libro a Ricomincio dai Libri (ottobre 2019, Napoli):

“Questo non è un libro sull’immigrazione. È un libro che parla della difficoltà di accogliere il diverso.”

È proprio il caso di dire che è lo scrittore l’unico a poter dire come un suo libro debba essere o no debba essere inteso dai lettori, forse. Poi, che ognuno si faccia la propria idea di un libro è naturale ed appartiene alla sfera del “diritto” dei lettori. Fatto sta, oggi desidero parlarti di Carnaio, romanzo che è stato finalista al Premio Campiello e adesso è nella terna dei finalisti sezione narrativa del Premio Napoli 2019.

“Quando mi dicono che questo è un libro contro Matteo Salvini, mi incazzo! Questo libro è stato scritto quando in carica c’era il suo precedessore, Minniti.”
Anche questo è stato detto dall’autore, per chiarire un fatto: Carnaio non ha intenzione di contribuire al dibattito pro o contro Salvini e la sua politica. Tra l’altro, nel momento in cui scrivo, è Luciana Lamorgese Ministro dell’Interno.

Ad ogni modo, se proprio dovessi trovare una definizione per Carnaio, inquadrandolo in un genere letterario, forse dovrei dire che il romanzo è un distopico corale anomalo. Mi vedo costretta, comunque, ad ammettere che è una definizione davvero approssimativa: il più delle volte, trovo che i libri distopici siano deludenti, mentre, al contrario, ho apprezzato tantissimo Carnaio.

La città di DF – immaginaria, ma che credo si possa idealmente collocare in Sicilia o nelle sue isole – viene inaspettatamente “invasa” da cadaveri. I corpi morti – i corpi dei mai stati vivi, direi – arrivano sulle spiagge e nelle strade della città come onde putrescenti. Sembrano voler togliere ai cittadini ogni diritto: di respirare, camminare e via dicendo – certo, anche di aspettare in grazia di dio che al semaforo che scatti il verde. Di fronte all’inerzia di Roma, il Sindaco di DF e i suoi uomini fidati optano per soluzioni efficienti e funzionali, non tanto per arginare il fenomeno all’origine delle ondate di cadaveri, ma allo scopo di “sfruttarle” quanto possibile. In questo modo, DF diventa una città che si autodetermina e del tutto autosufficiente nel garantire a tutti i suoi cittadini ricchezza e prosperità. Mica roba da buonisti, eh!

L’epilogo di Carnaio mi è sembrato il più logico possibile. Immagino che debba essere inteso come fisiologia conclusione di un processo che ha attraversato fasi molto chiare e distinte: presa d’atto dell’esistenza di forme di diversità, inglobamento (leggi anche fagocitazione) in un sistema chiuso – sigillato e ripiegato su se stesso – dell’elemento alieno, in seguito mercificazione. E la fase di mercificazione – non voglio fare spoiler, sarebbe davvero un peccato – non è nemmeno la vera conclusione del processo.

Carnaio è un libro con un andamento ascendente sia nello stile quanto nell’intreccio. I luoghi e i pensieri comuni trovano il loro habitat ideale nel contesto immaginato, ragion per cui, il mio senso di disgusto è andato man mano crescendo, in contrasto con la pulsione ad andare avanti per arrivare fino in fondo alla lettura.

Potrei definire Carnaio un libro disturbante e attraente proprio per questa sua azione di disturbo. Il mio pensiero è andato a Ernst Jünger, il quale, in risposta a Martin Heidegger, raccontava di come il nazismo avesse utilizzato la tecnica in modo piuttosto efficiente per realizzare il progetto di sterminio degli Ebrei.

Per quel che riguarda Carnaio, a questo si assiste: il pensiero comune e condiviso arriva a giustificare azioni che rientrano, pienamente, in una logica dell’efficienza che usa i cadaveri e li fa diventare “risorse”. Nel frattempo, tutti i buonisti rosicherebbero, sentendosi molto più in agio nella condizione di primitivi.

Lettura stra, stra consigliata. A presto,

Bruna

Presepi e polemiche in Lombardia: non fatevi incastrare, il punto è come si spendono i nostri soldi


Presepi e polemiche in Lombardia. Se riusciamo a tirarci fuori dalla rissa innescata da questi sovranisti diventati ipercattolici negli ultimi mesi forse potremmo rimanere al merito delle cose: premiereste un amministratore di un’azienda con gravi crisi strutturali che investe 50mila euro per gli alberi di Natale nel vostro ufficio in cui manca la carta per fare le fotocopie? Sareste fieri italiani nell’avere un capoufficio che combatte contro l’ideologia del sushi mentre non avete carta igienica nel cesso aziendale? Affidereste un lavoro a un professionista che non ha tutti gli attrezzi ma indossa elegantissimi rosari?
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