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Forza Valentino (Zeichen)!

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Valentino Zeichen in un ritratto (da Eikona)

Valentino Zeichen è una penna con il cuore dentro, uno scrittore di quelli che ci nascono, scrittori: ha cominciato a leggere i grandi classici nella biblioteca di un riformatorio ed ha dedicato la vota alla poesia. «Sono convinto che il poeta debba essere un servizio pubblico», diceva e lui alla scrittura si è dedicato senza rincorrere né la fama né i soldi. Il suo esordio da romanziere è entrato nella dozzina del Premio Strega. Qualche giorno fa Zeichen è stato colto da un ictus che lo costringe immobile e incosciente. Sono molte le voci che si sono levate in suo favore: Zeichen vive in una baracca a Roma, in via Flaminia che probabilmente è già stata occupata da qualcuno.

In un’intervista a Simona Maggiorelli disse:

«Sì la poesia può far capire degli aspetti della vita. Ma anche della società. In questo senso io sono un poeta ironico, con un certo humour. Questo mi viene abbastanza riconosciuto dalla critica. In questo c’entra anche il fatto che ho una vita particolare, sono profugo, fiumano, vivo a Roma, le sono fedele perché mi ha accolto. In un certo senso me la sono cavata, ho fatto diversi lavori, sono uno che non parte da situazioni di privilegio. Anzi.»

Ecco. Ora forse toccherebbe a noi, essergli fedeli, chiedendo alle istituzioni che si facciano carico di questo poeta stralunato cultore della sensibilità.

Il suo ultimo libro lo trovate qui.

La cricca del calcio

criccacalcio

Un’inchiesta di Lirio Abbate:

«Le prove del patto segreto che ha portato a pilotare la spartizione dei diritti televisivi delle partite di calcio del campionato di Serie A vengono descritte da l’Espresso nel numero in edicola da venerdì 22 aprile, in cui si racconta della cricca e delle trattative riservate. Per questi fatti l’Antitrust ha irrogato sanzioni per complessivi 66 milioni di euro ai principali operatori televisivi nel mercato della pay-tv, Sky e RTI/Mediaset Premium, nonché alla Lega Calcio e al suo advisor Infront per l’intesa restrittiva della concorrenza che ha alterato la gara per il triennio 2015-2018, svoltasi nel giugno 2014.

La sanzione più alta è per Mediaset Premium: oltre 51 milioni. Per la Lega 1.944.070, per Infront Italy 9 milioni, per Sky 4 milioni.

Nel servizio pubblicato da l’Espresso viene ricostruito il cartello fra le tv che si dividono i diritti e in questo guazzabuglio di interessi miliardari c’è il vicepresidente esecutivo di Mediaset Pier Silvio Berlusconi, l’amministratore delegato di Sky Italia Andrea Zappia, il numero uno di Infront e advisor della Lega calcio Marco Bogarelli. Con un unico intento: addomesticare, mettendosi d’accordo invece di farsi concorrenza, la gara d’appalto. I risvolti di questo “sistema” sono descritti nelle email dei manager televisivi, acquisiti dall’Autorità garante che ha effettuato l’istruttoria, che il settimanale pubblica e attraverso le quali emergono gli accordi e le trattative riservate.

Dalla documentazione pubblicata da l’Espresso si ricostruisce come Mediaset scenda in campo con le indicazioni fornite da Pier Silvio Berlusconi. Le sue ipotesi sono discusse per posta elettronica fra i manager del gruppo televisivo. I quali adombrano il possibile coinvolgimento di Lega e Infront«a sostegno dei propri interessi come promotori di una negoziazione nei confronti di Sky». Il gruppo del Biscione mette in campo il proprio peso politico ed economico sul “sistema” e l’amicizia del milanista Adriano Galliani con il patron di Infront Marco Bogarelli.

«Parto dal punto di vista di PS (Pier Silvio Berlusconi, ndr) che vorrebbe vedere assegnato lo scenario A+D (piattaforma satellitare e digitale terrestre), tale scenario è perfetto per andare da Sky a negoziare, ma temo, adesso faremo tutte le simulazioni, più complesso e più costoso da realizzare e non più vantaggioso», si legge in una email interna di Mediaset. Che prosegue: «Tutto questo sarà possibile se la Lega e Infront fanno capire a Sky che è più probabile la nostra vittoria». «Condivido quello che scrivi», risponde un altro manager il 7 giugno 2014, «è ovvio, meglio vincere A+D contro Sky che vince A+B (digitale terrestre, ndr), ma A+D va usata per negoziare con Sky e non da usare. Il dubbio ora è meglio vincere A+D, gestire le cause e poi con un punto di forza andare da Sky o far negoziare subito Infront? Credo sia conveniente che negozi Infront così evitiamo le cause, ma Pier (Pier Silvio Berlusconi, ndr) come sembra non è dell’idea, perché sente la vittoria in mano A+D. Questo è il punto! Comunque noi ci metteremo a lavorare agli scenari».

L’Espresso spiega attraverso i documenti utilizzati nell’istruttoria come secondo l’Authority «l’intesa è promossa da Lega e Infront e reca vantaggio principalmente a Mediaset Premium, mentre Sky vi aderisce perché indotta anche dalla condotta delle altre parti». Per il Garante l’intesa è imputabile a tutte le parti del procedimento, ma con ruoli distinti.»

È qui.

#paninarialgoverno Roma, Giachetti e la citazione (sbagliata) di Pasolini

E niente. Anche la citazione è sbagliata.
E niente. Anche la citazione è sbagliata.

Ne scrive Ciro Pellegrino (qui):

“Nell’era dei social la frase è diventata : «Non lasciarti tentare dai campioni dell’infelicità, della mutria cretina, della serietà ignorante. Sii allegro. […] T’insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece».
Il messaggio del candidato sindaco Pd alle Elezioni comunali di Roma è ancora più conciso e drastico: «E tu splendi, invece, Roma». Invece cosa? Invece di non splendere come vorrebbe qualcuno? Chi sono i «campioni dell’infelicità» sottintesi? Sembra una campagna anti-gufi renziani (o anti-marziani, riferendosi all’Ignazio Marino che aleggia e s’aggrappa all’immaginario di Ennio Flaiano).

Pier Paolo Pasolini, lo dice la sua vita e lo dice la sua produzione letteraria e cinematografica, amava Roma. Ma quella frase sullo splendere non era destinata alla Capitale. Lo sono, invece, questi versi del “Pianto della Scavatrice”.

«Stupenda e misera città,
che m’hai insegnato ciò che allegri e
feroci
gli uomini imparano bambini».

Altro che splendere. Stupenda e misera città era la Roma di Pasolini. Anche se è tutta campagna elettorale, anche se è storytelling (chissà che avrebbe detto PPP di questo termine, vero?) val la pena di ricordare. E non distorcere.”

Regeni lo torturano anche da morto

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Caso Regeni, il verdiniano Barani: “Depistaggio. Al Sisi estraneo. Lo dimostra il ritrovamento del cadavere”

Intervista all’emittente Sada El-Balad del verdiniano Lucio Barani sul caso Regeni. Il parlamentare assolve l’Egitto di Al Sisi e accusa i non meglio precisati “servizi segreti deviati” al soldo “di qualche potenza straniera” di un fantomatico complotto. Il motivo della congiura? “Far naufragare i rapporti fra Italia ed Egitto” in modo di sostituire  Roma come partner economico privilegiato del Cairo. Barani dice di avere anche la prova del nove, quella che dimostra la completa estraneità del governo Al Sisi: “Il ritrovamento del cadavere del giovane ricercatore che è stato buttato in mezzo ai rapporti fra i due paesi”. A nome di chi parla il senatore che il giorno prima si è definito pretoriano di Renzi? “A nome di un importante gruppo parlamentare determinante per la maggioranza di governo”. E ora che si ritaglia pure il ruolo di pontiere nella crisi fra i due paesi si schiera con l’Egitto contraddicendo la linea del governo italiano. Arrivando fino a giustificare la reticenza di fornire materiale investigativo ai pm italiani

(fonte)

A proposito: ecco cosa diceva il PD del sindaco di Brescello. Sciolta per mafia.

Coffrini

A futura memoria, anche perché il comune è stato sciolto per mafia, primo in Emilia romagna, un bel record:

«Il Circolo del Partito Democratico di Brescello prende pertanto nettamente le distanze dalle dichiarazioni del primo cittadino fatte nella nota video intervista alla Web-Tv della associazione Cortocircuito, politicamente e culturalmente inaccettabili in relazione al suo ruolo istituzionale, per la sensibilità doverosa, richiesta e necessaria a tutti gli Amministratori PD, come già espresso dalla Federazione Provinciale del Partito Democratico di Reggio Emilia in comunicati precedenti.

Affermiamo tuttavia che siamo pienamente convinti della trasparenza e della piena onestà dell’intero operato politico e istituzionale dell’amministrazione comunale attuale e degli ultimi anni: l’ex Sindaco Giuseppe Vezzani della Lista Civica Pasquino, appoggiata dal Partito Democratico, ha fatto infatti parte del gruppo di lavoro sul tema della legalità istituito dalla amministrazione provinciale, collaborando fattivamente e attivamente al contrasto del fenomeno di infiltrazione mafiosa nelle amministrazioni comunali, siglando un protocollo d’intesa con la Prefettura di Reggio Emilia per la prevenzione dei tentativi d’infiltrazione della criminalità organizzata nel settore degli appalti e concessioni di lavori pubblici, in collaborazione con l’allora prefetto di Reggio Emilia, Antonella De Miro.

Non abbiamo perciò alcun motivo per dubitare dell’onestà del Sindaco Marcello Coffrini, che ribadiamo ha compiuto gravi ingenuità e leggerezze in relazione al suo ruolo di primo cittadino, ma nella cui rettitudine confidiamo pienamente: non sussistono ad oggi atti giudiziari di alcun tipo che possano far pensare a collusioni o infiltrazioni mafiose.» (16-04-2015)