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adolescenza

10 priorità per l’infanzia e l’adolescenza in Lombardia

Oggi ho partecipato alla tavola rotonda sull’adolescenza e l’infanzia in Lombardia promossa da PIDIDA Coordinamento per I Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Sulla questione infanzia di solito si sfoderano due alibi: la mancanza di risorse e il ruolo già attivo del volontariato.

La farsa della “mancanza delle risorse” è un delitto d’impoverimento politico: fare politica è scelta netta di investimento di risorse. Decidere come dividere le “fette” del proprio bilancio pubblico è la doverosa manifestazione delle priorità dell’agenda politica.

Sul ruolo del volontariato (inteso, in malafede, come sostituto procuratore dei doveri della pubblica amministrazione) il giochetto è quello di solidarizzare moltissimo e sostenere pochissimo. Al volontariato, oggi, mancano sempre troppo spesso i mezzi, le risorse e i fondi.

Per questo firmare le proposte di PIDIDA oggi è un preludio di azione concreta, continuativa e coerente.

Il Coordinamento del PIDIDA Lombardia propone alla Regione di:

1. La partecipazione dei bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze

inserire, ai diversi livelli di governo, il principio dell’ascolto dei bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze, sancito dall’art. 12 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, di prevedere occasioni permanenti di ascolto e di tenerne conto nell’elaborazione e nell’attuazione delle politiche regionali;

2. Un quadro legislativo amico dei bambini e degli adolescenti

rendere effettiva l’attuazione da parte della Regione Lombardia di quanto previsto dalle normative in vigore per un reale diritto di tutti i bambini e gli adolescenti a vivere e crescere in una famiglia in un’ottica di assunzione di precise responsabilità istituzionali e di trasparenza e coinvolgimento partecipativo delle diverse realtà del terzo settore.

3. Una strategia per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

garantire il maggior coordinamento possibile tra i livelli di assistenza sanitaria e sociale. Nello specifico ambito dei bambini con disabilità si sottolinea l’importanza di garantire il diritto ad una diagnosi certa e precoce, e la possibilità di una reale attuazione di qualsivoglia tipologia di prescrizione conseguente alla diagnosi. Nell’ambito invece dello sfruttamento del lavoro minorile si propone di procedere a una raccolta dati, soprattutto nelle aree con forte presenza di persone provenienti da Paesi stranieri.

4. Meccanismi di coordinamento per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

creare un coordinamento tra le istituzioni deputate alla programmazione delle politiche e degli interventi dedicati ai diritti dei bambini e degli adolescenti.

5. Una Valutazione e un’analisi dell’impatto sull’infanzia e sull’adolescenza

creare un meccanismo di valutazione periodico e costante dei programmi realizzati a favore dei bambini e degli adolescenti, nonché monitorare l’impatto sull’infanzia delle leggi regionali approvate, dei progetti realizzati, delle politiche sociali e delle prassi, con la partecipazione e il coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi.

6. Un bilancio regionale dedicato all’infanzia e all’adolescenza

indicare in termini percentuali a quanto corrisponde l’intero ammontare delle risorse destinate a favore dell’infanzia e dell’adolescenza (sia in Italia sia nell’ambito della cooperazione decentrata) rispetto all’intero bilancio regionale, nonché realizzare e diffondere un sistema di rendicontazione delle risorse allocate a favore dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lombardia (sia in Italia sia nell’ambito della cooperazione decentrata).

7. Un regolare Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza

Si propone di rafforzare il ruolo dell’osservatorio al fine di ottenere un reale ed esauriente rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Lombardia con particolare riguardo ai bambini e agli adolescenti che vivono al di fuori della famiglia di origine, favorendo la partecipazione, il monitoraggio e l’accesso alle informazioni da parte degli organismi (enti) del terzo settore.

8. La diffusione della conoscenza dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

fare una mappatura corsi di formazione per adulti e per i ragazzi sui principi sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza prevedendo una maggiore organizzazione e diffusione degli interventi; di diffondere la conoscenza in particolare per gli operatori, che a diverso titolo, lavorano a contatto per e con i bambini e con gli adolescenti e di dedicare particolare attenzione alle “categorie vulnerabili” di bambini e adolescenti.

9. Il Garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Procedere alla nomina del Garante regionale sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza promuovendo l’emanazione del Regolamento previsto dalla l.r. 6/2009

10. Il raggiungimento degli obiettivi specifici del documento “Un mondo a misura di bambino”, approvato dai Governi partecipanti alla Sessione dell’Assemblea Generale delle NU del 2002 dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: rafforzare le iniziative destinate alla promozione del diritto alla salute tra bambini e i ragazzi e le attività di prevenzione su questo tema e di sviluppare programmi per la prevenzione e la protezione dei bambini e degli adolescenti da ogni forma di abuso, sfruttamento e violenza e programmi per combattere l’HIV/AIDS.