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Capita anche a voi

Il fatto è che i crolli, le disperazioni e gli errori capitano a tutti, a volte per colpa e per destino.

Quindi ora sospendono anche il professore dell’Onu?

Che Paese l’Italia, quest’Italia, questa che stiamo vivendo come se fosse un buco nero da cui sembra impossibile uscire e che si sbraccia per un manifesto, una contestazione pacifica a violenti protofascisti oppure che si mette a perquisire uno travestito da Zorro. Roba da teatro se non fosse che le vite sono vere, le sofferenze sono vere, le disperazioni sono vere e che intanto il tassametro della ferocia continui a mietere vittime, vere.

Ora interviene addirittura l’Onu per chiedere (a chi?) di mettere un freno alle politiche di Salvini e in particolare modo al cosiddetto Decreto sicurezza bis che «fomenta il clima di ostilità e xenofobia», «viola le convenzioni internazionali». Dice L’Onu che il ministro dell’Interno Salvini alimenta la xenofobia e che non vengono rispettati, qui da noi, i diritti dei rifugiati.

Tutte cose che scriviamo da mesi e che ripetiamo ogni giorno, tutti i giorni. Qui non è solo questione di umanità o di buonismo come dicono i cattivisti: qui è questione di regole che l’Occidente si è dato da secoli e che vengono regolarmente violate, qui si tratta di leggi che non vengono rispettate, qui siamo di fronte a diritti calpestati. Non si tratta solo di essere razzisti: si tratta di essere al di fuori dei limiti della legge, della Costituzione e dei trattati internazionali e ben venga che anche l’Onu si svegli e lo scriva nero su bianco.

Mi sorge però un dubbio, una domanda spontanea: se alle stesse conclusioni dell’Onu erano già arrivati qualche giorno fa quegli studenti di Palermo (che quindi hanno “di fatto” anticipato la lettera Onu) e si sono ritrovati la professoressa sospesa da un servizievole direttore scolastico ora il provveditorato di Palermo sospenderà anche l’Onu? Così per sapere. Anche perché proprio di questo si parlava nella tesi dei ragazzi: di una discriminazione che riporta alla mente i tempi bui di ben altre discriminazioni e l’indifferenza che già nella storia ha provocato danni incalcolabili.

Oppure anche nel campo delle punizioni vale il famoso detto prima gli italiani?

Buon lunedì.

L’articolo Quindi ora sospendono anche il professore dell’Onu? proviene da Left.

Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui https://left.it/2019/05/20/quindi-ora-sospendono-anche-il-professore-dellonu/ – e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

Anche le accuse contro Open Arms sono cadute: restano fango e macerie sulle ONG


Alla fine l’inchiesta su Open Arms si chiude con la richiesta di archiviazione e un nulla di fatto. Eppure su quella nave per giorni si sono costruite tutte le teorie complottiste di chi vorrebbe convincerci che la vera emergenza sono quelli che salvano, mica quelli che muoiono. E le macerie che si lascia indietro questa storia sono troppe per essere rimosse semplicemente con l’ultima mossa della Procura.
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Non bastandogli i vivi, lucra anche sui morti

Piccola notazione iniziale: non dare a Salvini la soddisfazione di regalargli un buongiorno che ancora una volta punti la luce sui poveri disperati recuperati da Mediterranea. No. Non balliamo al suo macabro balletto che chiede migranti al posto della pioggia pur di mietere voto, bile, schiuma di ferocia e tutto il resto. No.

Allora parliamo delle sue bugie, forse la più macabra in questa sua passerella degli ultimi mesi. Perché il ministro ha avuto il coraggio di scriverlo davvero. L’ha fatto, come al solito, in un tweet di autoelogio, uno dei tanti che il ministro spara ogni giorno quando non c’è qualche alto intellettuale (uno dei suoi, Rita Pavone, Lorella Cuccarini, tutti i neosovranisti pur di avere un posto al sole) che gli recapita i complimenti.

Ha scritto il ministro:

: abbiamo ridotto del 95% gli sbarchi. Nel 2019 è stato recuperato un solo morto nel mediterraneo. Ogni barcone che arriva è un barcone che torna indietro.

E in realtà una frase pressoché identica l’ha pronunciata in televisione, ospite di Barbara D’Urso (eh, sì) per dire che sta salvando la gente, capite? L’orrore che si dipinge come bene è l’evoluzione massima del trasformismo. Il pubblico medio (del tweet e della trasmissione) può pensare che davvero sia tutto risolto (e probabilmente crederanno anche che i luoghi di detenzione libici siano dotati di tutti i confort) e mettersi il cuore in pace.

E invece no. Le cose non stanno proprio così. Tutt’altro. I dati sulle morti nel Mediterraneo sono raccolti dall’Organizzazione mondiale per le migrazioni e dall’Unhcr, due organizzazioni internazionali. Non sono calcoli facili e di solito si pensa che i numeri siano sicuramente più bassi della realtà visto che le stime sono basate sulle testimonianze, sui ritrovamenti e la conta dei corpi.

Ebbene, secondo l’Organizzazione mondiale per le migrazioni e l’Unhcr i morti sono 153 fino al 18 marzo, quelli che hanno provato a raggiungere l’Italia, si intende. 274 in tutto.

Si potrebbe già finire così, per mostrare la mostruosità detta da Salvini. Ma non basta, no. Conviene anche parlare di percentuali: nel 2018 ne moriva circa il 3% e nel 2019 ne muore l’11%.

La sentite la puzza?

Ecco tutto.

Buon mercoledì.

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Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui https://left.it/2019/03/20/non-bastandogli-i-vivi-lucra-anche-sui-morti/ – e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.