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dorando pietri

Domani a Padova

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In Via Diego Valeri 9 presento il mio libro CORRO PERCHE’ SCIVOLO sulla storia di Dorando Pietri. E insieme ci raccontiamo anche quanto sia bello provare ad apprezzare anche i secondi e tutti quelli dietro.

Il libro lo potete acquistare in ebook nell’edizione curata da L’Espresso qui oppure cartaceo qui. Oppure direttamente domani sera. Mi raccomando, eh.

L’onore di arrivare secondo

[Prima di cominciare un precisazione: la parola “onore” volutamente usata nel suo bellissimo senso meritorio:

In senso più soggettivo e unilaterale (con riferimento a ciò che sente e prova la persona stessa), il sentimento della propria dignità, la coscienza dell’alto valore morale che ha la buona reputazione, e di conseguenza il costante desiderio di non demeritarla, nel possesso di quelle qualità che procurano la stima altrui, come l’onestà, la lealtà, la rettitudine, la serietà e di quelle altre che a ciascuno impone il suo particolare stato.]

1979848_10152474464157756_2532580778484650665_nInizialmente fu un radiodramma. La storia di Dorando Pietri mi era stata commissionata per farne una trasmissione per RadioRai. Era qualche anno fa e già rimbombava forte questa smania di primeggiare come unico risultato accettabile. Gli anni poi hanno peggiorato la nevrosi sociale e ancora di più oggi la spaccatura tra i sopravviventi e gli scalatori è diventata una ferita con labbra molto più larghe così proporlo ora diventa obbligatorio per preservare il dovere di solidarietà senza pena ma con matura e piena condivisione. Se riuscissimo a “farci carico” di tutti i Dorando Pietri di questo nostro mondo probabilmente salveremo le virtù “fuori moda” del merito, dell’impegno, della perseveranza e dell’ostinazione non egoista.

“Corro perché scivolo” è stato un balsamo nel pensarlo e nello scriverlo e vorrebbe essere un balsamo nel leggerlo e per questo abbiamo voluto che diventasse anche carta con i suoi sapori anche si ci è costato fatica. Un manifesto dei secondi in cui ci iscriviamo. Con onore.

Il libro lo potete acquistare nella nostra piccola bottega (mi sto affezionando ai piccoli passi, finalmente, dopo anni di tentativi) e durante le rappresentazioni teatrali o le presentazioni (che potete organizzare contattandoci qui) perché ne siamo molto gelosi. Con cura. Come si usa con le cose belle.

Buona lettura, se vi va.

Non esistono storie che filano lisce.

Non esistono storie che filano lisce. Dico tutte per tutto il tempo. Altrimenti non suonerebbero mica, sarebbero una pausa. E una pausa che non suona è solo uno straccio di silenzio. Eppure è così cronometrico-cronologico-martellante giocare alla maratona. Quelle che vinci facile, alla Pietri con la i, sono un silenzio. Un respiro lungo i chilometri che sono. Non è difficile fare alla maratona. Non ci sono mezzi, macchine, rotelle, marchingegni da oliare, pulire, spolverare, controllare. Testa, gambe, ginocchio, piede e sei già arrivato giù alla strada. Dalla testa alla strada c’è il tempo di un capello. Una scossa liscia e senza interruzioni. Una febbre di piede davanti all’altro e piede davanti all’altro e piede davanti all’altro.

(Giulio Cavalli – Corro perché scivolo, ebook)

Potete acquistarlo qui.

Corro perché scivolo

E’ uscito il mio racconto su Dorando Pietri in ebook. Lo trovate più o meno dappertutto. Fatemi sapere cose ne pensate. Questa è la mia introduzione:

E’ salutare dedicarsi ai secondi: apre lo sguardo e umanizza il vissuto. Quando ho ascoltato per caso la storia di Dorando Pietri ero a Carpi, in camerino, pronto per andare in scena in un momento della mia vita in cui tutto filava meravigliosamente liscio. Tutto. Come un’adolescenza allungata. Dorando mi ha preso per l’orlo dei pantaloni e mi ha riportato nella poetica della sconfitta che sta solo nei numeri ma fuori urla tutta la fatica e la crescita di un campione di carne, sudore e fango. Se ci innamorassimo di più dei secondi probabilmente ci renderemmo conto delle migliaia di nascoste battaglie personali che stanno dietro ogni sguardo, in ogni gesto e forse anche nelle prepotenze delle persone che ci sono più ostili. La storia di Dorando racconta che con un cuore senza troppe onde possiamo cogliere l’epopea anche se non arriva alla vittoria ma che ha tutti i contorni dell’arte vissuta. Siamo un paese che ha bisogno di secondi, di curiosità per tutto il resto, della riabilitazione della sconfitta come passaggio necessario e di crescita. Non so voi, ma io ci trovo tanta bellezza in quel secondo posto tenuto al braccio dei soccorritori.

Il testo va letto con il sottofondo del rumore del mare e di un’orchestra che suona in mezzo al fumo. Così. Battendo il tempo in testa.

Giulio Cavalli

COPERTINADORANDO

 

Pietri e la maratona del Nebiolo

Un’anteprima del nuovo spettacolo di Cavalli per presentare il cartellone di Tavazzano

Un’apologia dei “secondi” per la quinta stagione del teatro

Il soffio della polvere ancora nelle orecchie, il cuore che martella nel petto, la solitudine di 42 chilometri, e «qualche centinaia di metri di resto», attaccata al cuore. Un «tonfo trionfale» davanti a 75 mila persone in visibilio nella Londra del 1908; un capitombolo nella Storia per Dorando Pietri, corridore di Correggio, classe 1885, ex garzone di pasticceria, finito a rincorrere il sogno dell’oro olimpico vinto e poi annullato. Una storia, quella di Dorando, scelta per intrecciare un’Apologia dei secondi, prossima produzione della lodigiana Bottega dei Mestieri Teatrali per il progetto Etre di Fondazione Cariplo e “anticipata” sabato sera, nella serata di presentazione della stagione del Teatro Nebiolo di Tavazzano, residenza della Bottega. Nebiolo n°5, «il titolo che è un eccesso di creazione e di intelligenza – ha scherzato il direttore artistico Giulio Cavalli – scelto per un anno importante che nasce da una rete e da molti incontri che hanno permesso di fare in modo che il Nebiolo sia sempre più la casa di tutti». Tra i nomi del teatro della stagione, Vittorio Vaccaro (12 novembre) con le Voci del Po, Walter Leonardi con Milano 70 Allora (11 febbraio), Marco Baliani con il suo Kohlnass (2 marzo, «maestro a cui tutti dobbiamo qualcosa che siamo fieri di poter avere tra noi»), lo stesso Cavalli con L’Innocenza di Giulio – Andreotti non è stato assolto con le musiche originali di Stefano “Cisco” Bellotti (19 maggio) e Urge di Alessandro Bergonzoni (23 febbraio) incluso nella stagione delle Vigne, a cui potranno accedere anche gli abbonati del Nebiolo. Due gli appuntamenti in musica (Yo Yo Mundi e i lodigiani Aca Beicho), nel nuovo cartellone torna la rassegna di filodrammatiche con le compagnie Il Pioppo di Luciano Pagetti (14 aprile) e Teatro Indirigibile (21 aprile). Novità del nuovo anno, il cineforum organizzato con la parrocchia e la commissione cultura, ma anche gli incontri dedicati alla memoria del paese (Tavazzano si racconta). Il lodigiano Stefano Caserini, Nando Dalla Chiesa, Paolo Bolognesi (presidente del comitato delle vittime della strage di Bologna), oltre a Daniele Biacchessi (con la collaborazione dell’Anpi lodigiano), sono i primi ospiti confermati del Centro di Documentazione per un teatro civile, che quest’anno aprirà anche al pubblico per la consultazione. «Il Teatro Nebiolo è una realtà importante del nostro territorio, in cui si fa cultura, ci si incontra – ha detto il sindaco di Tavazzano Giuseppe Russo – ed è ormai un punto di riferimento per il Lodigiano». Anche l’assessore alla cultura Marina Bertoni si è complimentata con la gestione «per una stagione profumata, come quella fragranza a cui rimanda il titolo, e di qualità». A portare il suo saluto anche l’assessore alla cultura del comune di Lodi, Andrea Ferrari, che in un videomessaggio ha ringraziato gli amici del Nebiolo per «l’intelligenza con cui hanno proposto un’integrazione e una collaborazione concreta tra i tre teatri del Lodigiano». Dalla sala di Tavazzano viene, infatti, l’idea di «una sorta di turismo teatrale» con gli abbonati di ciascuna sala che possono accedere al prezzo ridotto nelle altre due. «Abbiamo diminuito gli eventi per aumentare la partecipazione e ci siamo messi in rete – ha chiuso Cavalli – , ma noi abbiamo bisogno di voi. Vi chiedo quindi di esserci, di voler bene al teatro, al vostro teatro». Primo appuntamento con il Nebiolo, venerdì 4 novembre con Le canzoni di Garibaldi, spettacolo originale di Musicarte, organizzato dall’associazione culturale Amici del Nebiolo e compreso nella rassegna di serate ad ingresso gratuito sotto l’egida del comune. Rossella Mungiello

Al Nebiolo il Dorando Pietri di Cavalli

Per la presentazione della stagione l’attore porta in scena un’anteprima del prossimo spettacolo 

A Tavazzano l’atleta protagonista delle drammatiche Olimpiadi del 1908

Si riparte «di corsa», sui passi di qualcuno che con i suoi, in fila, uno dietro l’altro, l’ha scritta davvero un pezzo di storia della corsa come sport olimpiaco. Non da protagonista privilegiato, ma da secondo, da colui che arriva al traguardo, lo taglia e poi si vede portar via la medaglia d’oro, per un soffio, uno scherzo del destino. Ha scelto Dorando Pietri, atleta nato a Correggio nel 1885 e scomparso a Sanremo nel 1942, l’autore e attore lodigiano Giulio Cavalli come protagonista del suo ultimo lavoro, in fase di produzione e presentato con una lettura scenica questa sera alle 21 nella sala di via IV Novembre per la serata inaugurale del Teatro Nebiolo di Tavazzano, di cui è direttore artistico da cinque anni. Un “antipasto” dunque di quel che sarà uno spettacolo che sembra allontanarsi dai binari tematici su cui ha corso il lavoro di Cavalli e che riflette la voglia di indagare più a fondo, grazie ad un’atleta appassionato e sui generis, sulla vita «dei secondi, di coloro che sono arrivati a un passo dal sogno, ma non l’hanno raggiunto – spiega l’autore -: parliamo di chi è entrato nella Storia per aver perso la sfida con la Storia». Quella di Dorando Pietri è passata per le Olimpiadi di Londra del 1908, dove arrivò, stremato, a tagliare per primo il traguardo. Non ci arrivò da solo, però. Qualcosa, nel suo corpo, si inceppò. A quel passo ci arrivò soccorso da due giudici di gara, che lo sorressero dopo averlo visto barcollare più volte, stremato dalla fatica. Le immagini immortali di quel momento, gli scatti di un uomo vinto dall’irrefrenabile impulso di correre, oltre misura, oltre ragione, oltre gli umani limiti, fecero il giro del mondo e lo consegnarono alla Storia. Il gradino più alto del podio, però, andò a qualcun altro. Per le braccia che lo sorressero, Dorando Pietri venne squalificato e la medaglia d’oro fu assegnata a Johnny Haynes, ma il suo nome entrò di diritto e per sempre nell’albo dell’atletica leggera mondiale. Ad accompagnare Giulio Cavalli sul palco tornerà Guido Baldoni, fisarmonicista che già lo aveva accompagnato in Kabum – Come un paio di impossibilità!, mentre la produzione sarà di Bottega dei Mestieri Teatrali e Progetto Etre, esperienza di residenze teatrali, firmato Fondazione Cariplo. Lo studio lettura di Cavalli sarà solo l’aperitivo della serata, a cui seguirà la presentazione del ricco cartellone di eventi e spettacoli della quinta stagione della sala di via IV Novembre, intitolata Nebiolo n°5. Tra gli appuntamenti di prosa, quello con Marco Baliani e il suo Kohlnaas, Vittorio Vaccaro e le sue Voci del Po (che aprirà la stagione il 12 novembre), ma anche Walter Leonardi con Milano 70 Allora, lo stesso Cavalli con l’ultima produzione L’innocenza di Giulio – Andreotti non è stato assolto , e Alessandro Bergonzoni e il suo Urge, inserito nel cartellone delle Vigne all’Auditorium Bpl di Lodi e a cui potranno accedere anche gli abbonati del Nebiolo. Musica (Yo Yo Mundi e i lodigiani Aka Beicho), incontri del centro di documentazione per un teatro civile (tra gli altri con Nando Dalla Chiesa, Daniele Biacchessi, Stefano Caserini) e serate sul tema memoria e paese (come Tavazzano si racconta), completano l’offerta per il nuovo anno a cui si affianca anche un ciclo di serate cineforum.

Rossella Mungiello (da IL Cittadino)