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Francesco Forgione

Il dibattito sui beni confiscati alle mafie (senza peli sulla lingua)

Lo apre Francesco Forgione con un pezzo che vuole essere anche un provocazione proponendo la lettura di dati tutt’altro che confortanti:

“Si tratta di un’immensa ricchezza spesso abbandonata a se stessa: milioni assorbiti dal Fondo unico per la giustizia senza alcuna ricaduta sull’uso e la destinazione dei beni; comuni strangolati dal patto di stabilità impossibilitati a sostenere qualsiasi progetto di riutilizzo o di promozione sociale; istituzioni prima servili verso i mafiosi e di colpo solerti nell’ostacolare le attività economiche sottratte alle mafie; le banche controparti ostruzionistiche delle amministrazioni giudiziarie.”

[…]

“Eppure la redistribuzione della ricchezza accumulata illegalmente è il solo banco di prova per dimostrare la convenienza della legalità. Soprattutto per la gestione delle aziende, con l’affermarsi di un lavoro pulito e redditizio anche in attività nate in un circuito economico-finanziario condizionato dal riciclaggio di capitali mafiosi.
E’ questa la sfida da vincere senza ideologismi e fondamentalismi, ponendo anche fine al tabù della vendita dei beni senza il timore che gli appelli di Saviano e Camilleri blocchino ogni discussione. Pena, il subire l’onta infamante di voler riconsegnare i beni ai mafiosi.
Ci sono beni inutilizzabili. Perché non rivenderli? Ci sono immobili fatiscenti e antieconomici per qualunque progetto di recupero; che farne? E che fare di centinaia  di auto, camion, barche di lusso? Ci sono aziende rette su base famigliare, ma appena la “famiglia” viene esclusa dalla gestione (tutta in nero e alimentata da soldi riciclati) non possono sopportare i “costi” legali dei contratti di lavoro e delle forniture esterne al circuito di distribuzione precedente. Si tratta di decine di negozi, ristoranti, alberghi, piccole aziende.
Bisogna essere onesti intellettualmente e discuterne. Lo devono fare anche le associazioni che su questi temi hanno rapporti privilegiati con prefetture e Agenzia. Il silenzio è solo ipocrisia, oppure serve al mantenimento di posizioni lobbistiche funzionali ad orientare progetti, destinazione e assegnazione dei beni.”

E forse varrebbe la pena aprirlo, questo dibattito.

Metti un martedì sera a parlare di mafie su Milano

E in giro per il mondo. Con Francesco Forgione, Raffaella Calandra, Giuseppe Gennari, Giuliano Pisapia e ci sono anch’io. Alle 20 al Carroponte di Sesto San Giovanni per la festa provinciale di SEL Milano.

Qui il programma della festa.

Non ci fermiamo, eh.

Ambrosoli, Desio, in scena, Ventimiglia e Forgione: il viaggio di questa settimana in viaggio

Martedì, 22 maggio, a San Giuliano Milanese con Umberto Ambrosoli presentiamo il mio libro L’INNOCENZA DI GIULIO in Sala Consiliare, Via De Nicola 2 alle 21 e parliamo di politica e Lombardia.

Mercoledì 23 maggio, a Desio si proietta il film ‘Uomini soli’ e poi proviamo a parlarne tutti insieme. Organizza Libera Monza e Brianza. Alle 20.30

Giovedì 24 maggio, a Cologno al Serio (BG), alle 21 portiamo in scena ‘Nomi, Cognomi e Infami’ alle 21 presso Comunità Terapeutica CASA AURORA. L’ingresso con offerta libera, organizza la serata La Coop. Sociale Gasparina di Sopra in collaborazione con il Comune di Cologno al Serio e con il contributo della Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto ORIZZONTI finalizzato all’inserimento sociale e lavorativo di detenuti.Al termine dello spettacolo anticipazione del lavoro dei ragazzi delle scuole medie statali A. BRAVI di Cologno al Serio.

Sabato 26 maggio, a Ventimiglia (IM), alle 16, “La mafia uccide, il silenzio pure!”. Incontro con Francesco Forgione, ex Presidente della Commissione parlamentare antimafia e componente assemblea nazionale di Sel, Giulio Cavalli, attore, autore e regista teatrale, consigliere regionale della Lombardia di Sel, Matteo Lupi, coordinatore Libera Liguria, Roberto Cotta, componente del coordinamento di Sel Imperia.

Poi c’è l’attività istituzionale (e siamo in una seduta “calda” di Consiglio e i lavori della commissione) e le solite assemblee nelle scuole che questa settimana faremo con il dovere di speranza che coltiviamo nel cuore. Qualsiasi modifica, novità e informazione la trovate nella pagina degli appuntamenti.

Buona settimana e buon viaggio. A noi.

Giulio Cavalli ospite di Sottodiciotto Filmfestival

La mafia è cosa nostra. Tavola rotonda e proiezioni

L’iniziativa La mafia è cosa nostra, promossa dall’Osservatorio regionale sul fenomeno dell’usura e dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte, che ha proposto alle scuole quattro film con protagonisti giovani e ragazzi vittime e oppositori delle mafie, si conclude con un grande evento: una tavola rotonda in cui personalità di spicco impegnate a vario titolo nella lotta contro la criminalità organizzata si confronteranno con gli studenti su una delle piaghe più vergognose del nostro Paese: la tentacolare irradiazione delle mafie da Sud a Nord e, in particolare, il ruolo giocato dai minori in questo contesto. L’universo giovanile, se da un lato combatte fermamente il sistema mafioso, è tuttavia vittima di tale sistema, sotto molteplici aspetti. Basti pensare ai ragazzi ammazzati dalle cosche mafiose, o sotto scorta perché si espongono in prima persona, denunciando fatti e individui; alle vittime ignare, pura merce di scambio o vendetta; o infine ai minori reclutati, spesso ancor bambini, tra le fila della “onorata società”. Si tratta di una questione oltre che grave, incandescente, che richiede un forte impegno da parte di tutti, nella difesa del diritto delle nuove generazioni di crescere in una società fondata su legalità e libertà.
La tavola rotonda è preceduta dalla proiezione di due cortometraggi.

Partecipanti alla tavola rotonda: Gian Carlo Caselli (Procuratore Capo della Repubblica di Torino), Francesco Forgione (già Presidente Commissione Parlamentare antimafia), Don Marcello Cozzi (responsabile nazionale della formazione, dei temi antiusura e antiracket per Libera), Giulio Cavalli (attore e scrittore), Rosanna Scopelliti (coordinatrice nazionale del Movimento “Ammazzateci tutti”)
Tavola rotonda condotta da Lirio Abbate (inviato de «L’Espresso» ed esperto di mafia)

Ladri di vita di Gennaro Testa (Italia 2005, 16′)
Una donna e un ragazzo, per motivi diversi, s’imbattono nello strozzino del quartiere, che dopo averli raggirati con una finta amicizia, li trascina nel baratro dell’usura.

Io vivo! di Marina Paterna (Italia 2009, 10′)
Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo, viene rapito a 13 anni dalla mafia il 23 novembre del 1993 e tenuto sotto sequestro 779 giorni. Il ragazzino viene strangolato e sciolto nell’acido nel 1996.

 ore 10 | Teatro Alfieri

Gli ospiti del Festival

Sir Alan Parker

Jaco Van Dormael

Jimmy Teruaki Murakami

Marco Risi

Delphine Gleize

Andrea Segre

Pif

Enrico Verra

Saphia Azzedine

Marco Pozzi

Costanza Quatriglio

Daniele Gaglianone

Ladis Zanini

Serge Latouche

Andrea Bajani

Giancarlo Caselli

Don Luigi Ciotti

Giulio Cavalli

25/02 ore 10.30: Giulio Cavalli, Nando Dalla Chiesa e Anna Canepa alla presentazione del libro di Francesco Forgione MAFIA EXPORT

GIOVEDI’ 25 FEBBRAIO ‘10 ore 10.30, aula 302 Università Statale, via Festa del Perdono (MI)

presentazione del libro

MAFIA EXPORT

COME ‘NDRANGHETA, COSA NOSTRA E CAMORRA HANNO COLONIZZATO IL MONDO

di Francesco Forgione

Baldini Castoldi Dalai, 2009

ne discuteranno con l’autore:

GIULIO CAVALLI, scrittore e regista, già autore dello spettacolo “A cento passi dal duomo”;

ANNA CANEPA, Sostituto procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia;

NANDO DALLA CHIESA, giornalista, pubblicista, docente di sociologia della criminalità organizzata presso l’Università Statale di Milano;

La prima trattazione globale del made in Italy mafioso, completa delle mappe della diffusione delle mafie italiane nel mondo e delle rotte della droga.
Quasi ogni giorno, giornali e tv danno notizia di operazioni antimafia con arresti in diversi Paesi. Brevi servizi che non lasciano traccia nell’opinione pubblica, assuefatta e indifferente. In fondo, si pensa, sono storie che non toccano la nostra vita.

Eppure, se si raccontasse che dietro queste operazioni c’è una realtà in cui narcotrafficanti della ’ndrangheta movimentano tonnellate di cocaina dal Sud America e comprano mercantili come fossero auto usate; che mafiosi condannati in Italia e ricercati vivono come imprenditori «coccolati» in Sudafrica; che la camorra ha creato una multinazionale del falso di marchi prestigiosi con filiali in tutto il mondo; che in Germania il traffico di droga degli ultimi vent’anni è passato per le pizzerie calabresi; che la Spagna è terra di conquista per i boss nostrani, che ne cementificano le coste e le usano come approdi per le loro partite di droga. Di fronte a questo scenario – in cui il fatturato annuo di ’ndrangheta, Cosa Nostra e camorra, circa 130 miliardi di euro, è superiore al Pil di tre piccoli Stati europei, e quasi il 10% della popolazione attiva nel Mezzogiorno lavora nell’«industria mafiosa» – si resta sgomenti. Qual è il confine fra economia pulita e criminale? Di cosa parliamo quando ci riferiamo alle mafie italiane nel mondo? E fin dove sono arrivate?

A tali interrogativi, Francesco Forgione risponde raccontando i principali progetti di «colonizzazione» economica mafiosa, chi li ha portati avanti e come sono andati a finire. E grazie alla mappatura completa della dislocazione globale delle «famiglie», fotografa lo stato attuale della «globalizzazione occulta» delle tre mafie italiane.

Francesco Forgione, 49 anni, calabrese, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia dal novembre 2006 al febbraio 2008. Dal 1996, per due legislature, è stato deputato e capogruppo parlamentare di Rifondazione comunista all’Assemblea regionale siciliana, e componente della Commissione regionale antimafia e della Commissione per la trasparenza nella pubblica amministrazione. E’ stato responsabile nazionale per i problemi del Mezzogiorno e per la lotta alla mafia del Prc. Da settembre 2008 insegna Storia e Sociologia delle organizzazioni criminali all’Università degli Studi de L’Aquila.
Giornalista, ha pubblicato, con Paolo Mondani, Oltre la Cupola. Massoneria, mafia e politica (1994), Amici come prima. Storie di mafia e politica nella Seconda Repubblica (2004) e, per Bcde, ’Ndrangheta. Boss luoghi e affari della mafia più potente al mondo. La relazione della Commissione Parlamentare Antimafia (2008), tradotto in diversi paesi.

www.giuliocavalli.net

www.nandodallachiesa.it

Rassegna stampa nazionale ed internazionale sul libro

Il fatto quotidiano (05/02/10)

Il Corriere del Mezzogiorno (16/12/09)

Il Mattino (05/01/10)

Il Messaggero (05/01/10)

La Provincia di Como (20/01/10)

La Repubblica (12/12/09)

L’Unità (05/12/09)

Corriere di Como (10/01/10)

Il Venerdì di Repubblica (15/01/10)

El Financiero (22/01/10)

Sued Deutsche Zeitung (18/01/10)