Dubitate. Sempre.

Ci sono aspetti, come al solito che vanno valutati nella loro completezza. Forse è davvero il tempo di tenere allenato il dubbio. Ne scrive Mantellini nel suo blog: «Il folklore ce lo togliamo dai piedi subito: immagino che nessun giudice del CSM arderebbe dalla voglia di salutare una giovane giornalista italiana se questa non fosse una…Continua la lettura di Dubitate. Sempre.

#GiulioRegeni e i suoi genitori che smutandano i potenti incravattati

Il mio buongiorno di oggi per Left è qui.

“i giudici devono fare le sentenze, ma le leggi le fa il Parlamento”

Chiudete gli occhi e pensate a quante volte avete sentito negli ultimi vent’anni questa frase. Tanto che ci siete pensate anche a quante volte si è pensato all’organizzazione di un grande evento per rilanciare (o meglio: distrarre) una città dopo un terremoto (fosse anche giudiziario). Bene ora siete pronti per leggere l’intervista del premier Renzi…Continua la lettura di “i giudici devono fare le sentenze, ma le leggi le fa il Parlamento”

La cor­ru­zione in Ita­lia è così dif­fusa che è pra­ti­ca­mente impos­si­bile cer­care di porvi rime­dio per via giu­di­zia­ria

No, secondo me è un pro­blema di cul­tura. Se si trat­tasse sol­tanto di leggi, quelle che puni­scono la cor­ru­zione ci sono. Non sono per­fette, ci man­cano una sacco di cose ma ci sono. Credo invece che sia pro­prio un pro­blema di cul­tura, di modo di pen­sare. La cor­ru­zione in Ita­lia è così dif­fusa che è…Continua la lettura di La cor­ru­zione in Ita­lia è così dif­fusa che è pra­ti­ca­mente impos­si­bile cer­care di porvi rime­dio per via giu­di­zia­ria

La fiducia, Bernardo Provenzano e l’utilizzo della sua famiglia

A proposito di “studio”, approfondimenti e tutte quelle altre cose che converrebbero ad un’attività terribilmente presa sul serio, è uscito un articolo di Patrick Illinger per sueddeutsche.de sulla ‘forma mentis’ mafiosa. Per 30 anni, un certo Bernardo Provenzano, più conosciuto dalla gente del posto come “u tratturi” – il trattore – , ha vissuto lontano dalla…Continua la lettura di La fiducia, Bernardo Provenzano e l’utilizzo della sua famiglia

Oggi non si invidia più ma si disprezza.

Viviamo nell’età del disprezzo? «Siamo passati dall’ammirazione per il potere all’invidia e alla conseguente frustrazione. Oggi non si invidia più ma si disprezza. La società si è divisa tra i molti che disprezzano e i pochi che sono disprezzati». Chi sono i pochi? «Sono le oligarchie che un tempo erano nascoste e oggi sono percepite…Continua la lettura di Oggi non si invidia più ma si disprezza.

Potevano stare zitte

Quindi Silvio Berlusconi decide di paragonarsi a Enzo Tortora volendo farci intendere di essere vittima di “errori giudiziari” (l’abbiamo capito vero che il senso era questo in previsione di sentenze di condanna?). La figlia d Tortora puntualizza che le cose non sono proprio simili anzi per niente. Berlusconi dichiara: “le figlie di Tortora potevano stare…Continua la lettura di Potevano stare zitte

A proposito della “giustizia ad orologeria”

Scrive bene l’amica Lidia Ravera su Il Fatto Quotidiano: Cari lettori, mi rivolgo a voi perché mi sosteniate in una disperata battaglia culturale: riformiamo il “Polit-taliano”, la lingua stanca delle cronache partitiche! Se leggo ancora una volta la frase “Giustizia a orologeria”, giuro che mi acceco con le mie stesse mani, mi pianto due baionette…Continua la lettura di A proposito della “giustizia ad orologeria”

Una normalizzazione mafiosa e anche sociale (editoriale per “I Siciliani giovani”)

La discussione in corso sul ruolo della magistratura e sugli argini permessi ai magistrati nell’esprimere giudizi politici è la ciclica riproposizione di uno scontro che sembra essere diventato inevitabile in Italia. Un campo di battaglia tra favorevoli e contrari, una tribuna (spesso televisiva) di tifosi delle diverse fazioni che si esibiscono nella continua delegittimazione l’uno…Continua la lettura di Una normalizzazione mafiosa e anche sociale (editoriale per “I Siciliani giovani”)

La pena utile

Parole come aria fresca. Finalmente. Quasi da paese civile. Le parole, per ora. È, piuttosto, la capacità di rinnovarsi in relazione al modo di vedere il detenuto: non più come «peso morto» da tenere rinchiuso e guardare a vista 24 ore al giorno, non più come «zavorra inutile» per la società, ma piuttosto come risorsa.…Continua la lettura di La pena utile