Un governo in ostaggio.
Nelle mani del Capitano: i CInque Stelle sono arrivati a tradire loro stessi e ad assumersi responsabilità non loro pur di salvare Salvini. Ora avete capito chi è il sovrano assoluto dei gialloverdi, vero?
Nelle mani del Capitano: i CInque Stelle sono arrivati a tradire loro stessi e ad assumersi responsabilità non loro pur di salvare Salvini. Ora avete capito chi è il sovrano assoluto dei gialloverdi, vero?

Dov’è questa improvvisa credibilità guadagnata da Salvini nel giro di qualche mese dopo essere stato a lungo ai margini del berlusconismo come cameriere che guardava a destra? Sta tutto nella mollezza di compagni di governo che ogni giorno, tutti i giorni, gli permettono di alimentare l’epica di un personaggio che in tutto il mondo viene visto come tronfio provocatore degli istinti bassi e goffa fotocopia di un Trump rivisto in salsa padana.
Continua a leggere
Eppure hanno da stare molto accorti, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, ad avere giocato così tanto, così urlando e così tanto a lungo con il fuoco: se finirà male si faranno male rischiano di farsi male. Se Mattarella è un nemico, l’Europa è un nemico, il PD è un nemico, i mercati finanziari sono nemici d’altro canto Salvini e Di Maio sono “dei loro” e quindi sarebbero traditori.
Continua a leggere
Mattarella ha commesso errori. È ridicolo parlare di gole e di impeachment ma di certo non sta gestendo la situazione con la lucidità che sarebbe utile a smorzare gli animi (prima dei mercati) e a dare respiro alle pulsioni del Paese. E basta parlare gli ambienti del Quirinale per capire che la situazione già confusa che esce dai comunicati ufficiali in realtà è ancora più confusionaria.
Abbiamo messo in fila gli ultimi accadimenti (quelli saputi e quelli no) in un articolo. Qui.
L’Huffington Post pubblica una bozza del contratto di governo (qui) e chissà perché non c’è niente che possa stupire. Che due forze di governo (ma davvero?) fatichino a ritrovarsi su un programma diverso dopo una propaganda tutta strepiti e urlacci non stupisce nessuno. Rassicura piuttosto (visto i protagonisti in campo) la risibile superficialità di un contratto che pare il foglio manoscritto di un pacchista a domicilio, uno di quelli che promette materassi insuperabili a prezzi da gioielleria.
Il punto forte, diciamolo, è il comitato di conciliazione (parallelo al Consiglio dei ministri, una sorta di governo ombra composto però dagli stessi membri di governo) che dovrebbe risolvere le eventuali discordanze tra le due forze politiche. Semplificando: siccome ci mettiamo d’accordo ma siamo sicuri di non riuscire ad andare d’accordo decidiamo un giudice terzo che siamo noi per risolvere le controversie al di fuori degli organi politici stabiliti dalla Costituzione. Non basta la piattaforma online, non servono i gazebi da piazzisti, ciò che conta è avere una via d’uscita per dirimere le beghe in modo che si vedano il meno possibile.
Non va male però. Avrebbero potuto inventarsi un blog del tipo www.eoracomeneusciamo.it oppure un comitato di saggi formato da Scanzi e Calderoli, invece, bontà loro, si sono limitati a un consiglio di non ministri che consigli i ministri per riportarli a ragionevoli modi. Una sorta di moviola per rivedere al rallentatore tutti gli scazzi e decidere chi ha compiuto il fallo per primo o se c’è stata un’eccessiva reazione.
Hanno inventato la moviola per rivedere le proprie azioni. Geni. E insistono nel simularsi indaffarati cercando in giro un Presidente del Consiglio disposto a fargli da cameriere. Avanti così.
Buon mercoledì.
Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui https://left.it/2018/05/16/di-maio-e-salvini-si-inventano-il-var-di-governo-una-moviola-per-contare-i-loro-falli/ – e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.
Non so se qualcuno è sfuggito ma il prossimo governo (se ci sarà, se si riuscirà a formare) sarà l’ennesimo governo “non eletto dal popolo”, “non votato da nessuno”, “deciso nelle segrete stanze”, voluto “dai poteri forti” e figlio di una “forzatura voluta dal Presidente”.
Le frasi virgolettate sono state scritte (così, pari pari) da dirigenti dei partiti che oggi si sono presentati da Mattarella e che fino a poche settimane fa fingevano di non sapere di essere in una Repubblica parlamentare in cui la maggioranza se non esce netta dalle elezioni deve essere trovata in Parlamento.
È importante ricordarselo perché sia che il prossimo governo sia M5S-Lega oppure M5S-PD oppure qualsiasi altra combinazione possibile si ritroverà ad essere espressione diversa da quella uscita dalle urne.
E quindi sarà un “inciucio”, l’ennesimo governo “non eletto dal popolo”, “non votato da nessuno”, “deciso nelle segrete stanze”, voluto “dai poteri forti” e figlio di una “forzatura voluta dal Presidente”, come dissero loro.
Oppure potrebbe succedere che questa volta non se ne lamenti nessuno e allora sarebbe ancora peggio poiché non sarebbe il governo il problema ma piuttosto l’infantile polemica a comando di chi si lamenta delle modalità solo per giustificare la propria assenza.
E per tutti quelli che diranno che servirebbe piuttosto una legge elettorale diversa con un più alto premio di maggioranza vale la pena ricordare che la coalizione che ha preso più voti (e solo dopo il partito che finge di avere vinto ma che è arrivato secondo) non è stata votata da 2/3 degli italiani. E quindi sarebbe un “inciucio”, l’ennesimo governo “non eletto dal popolo”, “non votato da nessuno”, “deciso nelle segrete stanze”, voluto “dai poteri forti” e figlio di una “forzatura voluta dal Presidente”.
Buon venerdì.
Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui https://left.it/2018/04/06/lennesimo-governo-non-eletto-dal-popolo/ – e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

Il governo del Niger dice di avere saputo della missione italiana solo dalle agenzie di stampa e di non essere d’accordo con la sua utilità. Eppure nei prossimi mesi il governo italiano spenderà 49,5 milioni per un’iniziativa non concordata. Perché?
Continua a leggere
Impossibile non essere d’accordo con quanto scrive Pietro Spataro:
Non si può attribuire, con malcelata irritazione, la responsabilità di tutti i guai che combinate a quelli che il 4 dicembre – e in prima fila ovviamente c’è sempre Massimo D’Alema, seguito da Bersani, Speranza e aggiungete voi chi volete – hanno fermato il Radioso Futuro che Matteo Renzi aveva in serbo per noi. Lo state facendo con la legge elettorale ora proporzionale e non più magnificamente maggioritaria come era l’Italicum per colpa, ripetete in coro, di chi ha votato no; lo fate ogni giorno sulla riforma costituzionale che, secondo gli effetti nefasti della sindrome suddetta, dovrebbe essere presentata in forma nuova in Parlamento da chi non è nemmeno eletto e per di più non è membro del partito di maggioranza; lo fate per giustificare una molto probabile alleanza con Berlusconi dopo il prossimo voto; qualcuno addirittura ha attribuito al “quattrodicembrismo” persino la responsabilità di una sentenza del Tar che ha bloccato la nomina di alcuni direttori di museo. Sono solo alcuni esempi, molti altri se ne potrebbero fare: basterebbe farsi un giro sui profili social di molti dirigenti Pd per vedere come ad ogni inciampo si risponde con la cantilena “ma il quattro dicembre”.
Questi comportamenti sono il sintomo di una malattia: la derealizzazione. Che in politica è assai grave, come si può facilmente immaginare. In questo modo la sconfitta del 4 dicembre – sulla quale peraltro il Pd non ha minimamente fatto una riflessione seria – sembra l’effetto di un Contropotere Malvagio guidato dal Nemico Interplanetario Massimo D’Alema piuttosto che, come realmente è, il risultato di una serie di clamorosi errori politici che hanno spinto il popolo (lo stesso popolo a cui fate spesso riferimento) a dire no, grazie.
(continua su Left)
Forte questo governo Gentiloni. Ancora una volta, dopo quella brutta legge sulla legittima difesa (che si augurano di aggiustare in quel Senato che volevano abolire) ieri alla Camera sono riusciti a partorire una legge sulla tortura che appena nata ha già infranto parecchi record: non è stata votata dal suo primo firmatario Luigi Manconi (come se un ristoratore servisse nel suo ristorante un suo piatto avvisandovi che farà schifo), ha meritato critiche dalle associazioni umanitarie che si occupano di tortura e dai famigliari dei torturati e, per di più, è riuscita a fare arrabbiare anche le forze di polizia. Un capolavoro di inettitudine. Solo che questa volta è il Senato a confidare nella Camera perché “intervenga con le opportune migliorie”. In tempi di referendum i sostenitori della riforma costituzionale lo chiamavano “ping pong” e invece è banalmente dappocaggine.
Forte anche tutto il can can sul teorema Zuccaro: frotte di politici che si sono buttati a pesce che si doveva “fare chiarezza sulle ONG” dimenticandosi di essere pagati proprio per quello. Quando si sono ripresi hanno messo in piedi un’indagine conoscitiva affidata alla Commissione Difesa che finalmente ha prodotto un risultato: non ci sono inchieste in corso sulle ONG (ma va?) e c’è una sola inchiesta (“conoscitiva”) su alcune persone (non meglio specificate). In sostanza: non esistono al momento attuale elementi che possano farci dubitare di eventuali accordi illeciti tra ONG e scafisti. Balle, insomma. Balle grasse e stupide che hanno riempito la bocca di una manciata di politici pressapochisti che oggi invece rimangono muti.
(continua su Left)