Migranti, ora le parole non bastano più: l’opposizione deve “metterci il corpo”


Prima Rossella Muroni piazzandosi davanti ai pullman di Castelnuovo di porto, ora Magi, Fratoianni e Prestigiacomo, lo stesso PD che ne ha prontamente chiesto una commissione d’inchiesta sono la prova che Salvini va affrontato “mettendoci i corpi” e che l’opposizione forse ha capito che la vergogna è tutta lì fuori, bisogna mischiarsene, mostrarla, andarla a prendere, darle voce, dare un nome e un cognome a tutti quelli che oggi sono solo numeri mischiati con la propaganda, utili per essere usati vuoti, solo per i chili che pesano.
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Come Salvini ha fatto da megafono alle parole del gestore di un ristorante della ‘ndrangheta


In pratica il ministro dell’interno, colui che per ruolo dovrebbe essere l’argine contro le mafie, travolto dalla brama di cercare una voce dissonante nei confronti del sindaco Lucano per colpire un nemico politico è riuscito nella brillante impresa di fare da megafono (solo sulla sua pagina siamo ora a 550.000 visualizzazioni) a un mafioso.
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Parole come Taser

Dice l’ex questore di Ferrara, ora a Reggio Emilia, Antonio Sbordone, in un’intervista a Il Resto del Carlino che “col taser sarebbe ancora vivo Federico Aldrovandi” poiché “per fermare “un giovane alto un metro e 90 agitatissimo – che era Federico – hanno dovuto usare anche i manganelli”. Federico, per chi non conoscesse la sua […]

Di Maio sulla Siria ripete le parole di Gentiloni: gli incendiari sono già pompieri


La dichiarazione di Di Maio sull’intervento militare in Siria è identica a quella di Paolo Gentiloni. Gli incendiari sono già diventati pompieri?
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Le parole sono importanti, come diceva quel tale.

Ha scritto l’Ansa ieri, parlando del doppio attentato in Nigeria presso il mercato di Naiduguri: “due baby kamikaze esplodono al mercato”. I “kamikaze”, dicono le agenzie di stampa, avevano sette e otto anni. Un bambino e una bambina di sette e otto anni: difficile credere che abbiano voluto o scelto di farsi esplodere, probabile forse […]

Il diritto al nome

«C’è una piccola frase, apparentemente alquanto banale, in “La sera del dì di festa” di Giacomo Leopardi che dice «tutto al mondo passa e quasi orma non lascia». Desidero richiamare l’attenzione su quel “quasi”. Certo, la vita e le nostre opere sono effimere, ma non del tutto. C’è un residuo, il “quasi”, che resta, che […]

Temere ciò che crediamo vero e invece non lo è

Il mio buongiorno per Left. Sulle parole e il rischio di lenire piuttosto che informare. Una cosa così. È qui.

Il giorno dopo, districarsi tra le parole.

Non è stata una gran giornata, ieri: le analisi post attentati galleggiano sempre nel brodo dei pregiudizi e delle analisi alla bell’e meglio. Ne ho provato scrivere nel mio solito buongiorno per Left qui o sulle parole qui sotto:

E ho pensato che è una fortuna bellissima quella di imparare ancora.

Abituato per lavoro a scrivere inchieste, articoli e spettacoli (così profondamente giornalistici, del resto) quando mi sono messo a scrivere Mio padre in una scatola da scarpe ho vissuto la bellezza dello spaesamento di chi si ritrova di fronte a così tanto spazio. Una certa agorafobia tra la testa e le dita. Una cosa così. […]

Chissà che non mi passi

Di solito mi capita così, più o meno proprio in questo momento qui che sto per scrivere proprio per non perderlo: mi assale il dubbio di non avere usato abbastanza bene le parole. Mi prende a fine giornata, dopo che comunque di parole ne ho masticate e scritte tantissime ma mi succede anche dopo un […]