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Patrizia quartieri

Le primarie di fine anno (con qualche consiglio)

icona_primarie_selE’ appena passato Natale ed è già #primarieparlamentari. Sarà la campagna elettorale più veloce del west. Si vota il 29 dicembre (e, qui in Lombardia, non anche il 30 come si scrive da qualche parte) ed è comunque una vittoria per chi aveva insistito tanto anche dalle nostre parti in SEL.

Certo avremmo potuto arrivare più preparati, con una definizione del regolamento in anticipo di qualche giorno, avremmo potuto pensare ad una data diversa come suggeriva Pippo (a proposito, nella lista PD in Brianza per le #primarieparlamentari c’è anche Pippo Civati, ed è un bel scrivere) ma ora la campagna d’inverno è partita e in questi poche ore c’è da leggere, consultare, costruire e attivare il passaparola.

La lista dei candidati di SEL in Lombardia (che trovate qui) è pronta e servita, ricca di belle differenze e ricchezze. Mi permetto (sommessamente, pacatamente, eh) di suggerire due nomi per noi lombardi:

Patrizia Quartieri è la nostra capogruppo in Comune a Milano, candidata su Milano alle primarie per la Camera, ha gli occhi sulla politica che piacciono a noi. Nel suo appello scrive: sono convinta che la felicità delle persone vada perseguita come un traguardo politico da parte di chi governa con un progetto di società inclusiva, fondato sui valori della Costituzione. A partire da un rilancio della scuola pubblica e di qualità, dal lavoro come condizione di dignità, dal riconoscimento dei nuovi cittadini, da una parità di genere come percorso educativo a 360 gradi. Equità, laicità, solidarietà e sobrietà insieme al rispetto dell’ambiente sono la cornice entro cui realizzare una buona politica. In tanti ci crediamo. Spero di poter esserne una portavoce. E io spero di avere in Parlamento una portavoce così.

Roberto Imberti si candida per il Senato (e quindi si può votare in tutta Lombardia) e conosco il suo impegno e la sua serietà. Impegno e serietà senza bisogno di avere sotto il braccio l’agenda Monti.

E siccome le preferenze (sia per la Camera che per la lista del Senato) sono due (uomo e donna) a Milano c’è anche Paolo Oddi. Se vi capita in questi giorni seguitelo: l’agenda Oddi dicono che abbia molto da dire, per la Camera del Parlamento che verrà.

 

Partiamo. Prima Agorà a Milano. Non mi fermo.

La prima, essenziale, semplice verità che va ricordata a tutti i giovani è che se la politica non la faranno loro, essa rimarrà appannaggio degli altri, mentre sono loro, i giovani, i quali hanno l’interesse fondamentale a costruire il proprio futuro e innanzitutto a garantire che un futuro vi sia. […] Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia. (Enrico Berlinguer)

Non Mi Fermo è diventato il luogo in cui stiamo mentre ci prendiamo la responsabilità di ascoltare, ascoltarci e fare politica. Insieme. Non Mi Fermo non è un partito, non è una corrente (anche se le porte sono sempre aperte) e non è un movimento sostitutivo: Non Mi Fermo è un luogo di analisi e una proposta sempre in fieri. Cittadini e amministratori per cogliere l’opportunità, le buone pratiche e le possibili strade da percorrere.

Sabato 3 marzo alle 14.30 a Milano, la prima Agorà al Teatro della Cooperativa su ‘Etica e Politica’. Intervengono: Sonia ALFANO, Luigi DE MAGISTRIS, Giulio CAVALLI, Chiara CREMONESI, Loris MAZZETTI, Daniele BIACCHESSI, Renato SARTI, Patrizia QUARTIERI, Edda PANDO, Diego PARASSOLE, Federico CIMINI, Giovanni GIOVANNETTI, Claudio MESSORA, Jole GARUTI, Alessio BAÙ, Corrado DEL BO’, Piero RICCA, Vladimiro BOSELLI, Chiara PRACCHI, Iolanda NANNI, Daniele CASSANMAGNAGO, Rodolfo SERIANNI, Osservatorio Mafia Monza E Brianza, G.A.S., Comitati Pendolari, Rete Antimafia Brescia, Comitato Acqua Pubblica.

Qui l’evento su Facebook.

L’hashtag su twitter: #nonmifermo

Ora, siamo in movimento. Sul serio.

Non nominare Expo invano?

Hanno ragione Patrizia Quartieri e Mirko Mazzali (capogruppo e consigliere comunale SEL in Comune a Milano): Se si dovesse arrivare alla dolorosa scelta di stabilire una priorità tra l’onorare la nostra quota di partecipazione in Expo pari a circa  30 milioni di euro o intervenire per mantenere l’attuale erogazione dei servizi alle persone con disagio, agli anziani, all’infanzia, crediamo non ci debbano essere dubbi. Il rispetto della dignità e della qualità del vivere dei cittadini vale sicuramente più di ogni manifestazione, seppure di grande rilevanza. E come sono prevedibili e stonati certi nervosismi anche nel centrosinistra lombardo (centrocentrosinistra, insomma, i soliti). E un plauso a loro (e a noi) per avere dissacrato un idolo fieristico che qualcuno vorrebbe come unico guru di governo per il prossimo quinquennio. Perché se è rivoluzionario preferire i servizi sociali ad un esposizione significa proprio che abbiamo finito per assomigliare troppo agli altri. E marcare le distanze è sempre un bel respiro.