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Come le coppie sapute da tutti cornute eppure a messa ogni domenica

Quindi alla fine Roma si tinge di monocolore PD mentre SEL se ne esce dalla Giunta e il sindaco Marino appare ancora di più il “barboncino” di Matteo Renzi. E chissà se il sindaco (che è fuori da alcuni “sistemi politici” ma non è certo uno sprovveduto) è convinto davvero quando ci dice che questo rimpasto porterà grandi risultati. Perché, da fuori, l’unica cosa che si nota di primo acchito è che (finalmente, opinione personale) si smette di vedere i rimasugli di Italia Bene Comune (PD e SEL, perché Tabacci mi rifiuto di considerarlo per ecologia intellettuale) che si oppongono in Parlamento e poi vanno a braccetto nelle amministrazioni locali, come quelle passeggiate delle coppie sapute da tutti cornute eppure a messa ogni domenica. E, insisto, basta con il “sistema” Milano o Cagliari o Canicattì che ogni volta ci viene rivenduto come l’eccezione che conferma la regola.

Serve la regola, alla sinistra di questo Paese. Già.

A proposito di Roma

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Vale la pena leggere Christian Raimo:

Fare politica a Roma in nome del degrado e del decoro vuol dire non aver presente che la “riparazione” che occorre a questa città non è un belletto, ma una cura radicale. Fatta di trasformazioni profondissime, infrastrutture serie, investimenti massivi, e soprattutto visione politica e scelte di lungo respiro, che si giocano sui trasporti, sui rifiuti, sul consumo del suolo.

Proviamo a porci degli interrogativi seri, e non domande pleonastiche che servono solo a confermarci nelle nostre inutili retoriche.

Non è ovvio, per esempio, che la condizione di sofferenza di Roma sia il prodotto della creazione di aziende partecipate che sono state il brodo di coltura del clientelismo? Come dimenticare che le politiche di austerità hanno sempre di più svuotato i fondi a disposizione della giunta per attività che non fossero di emergenza: tutto il settore cultura, per esempio, dalle biblioteche ai teatri, pesantemente sottofinanziato?

Immaginare di salvare Roma eliminando la sporcizia dal centro storico vuol dire, nel migliore dei casi, radicalizzare questa divisione tra un’immagine turistica – che serva come fondale per qualche produzione hollywoodiana – e una città reale – che non riesce per esempio a trovare una vocazione industriale.

Nel peggiore dei casi, significa invece preservare l’accesso di alcuni luoghi a un’élite sempre più ristretta e abbandonare il resto di questa città alle sue spinte peggiori: il razzismo, il neofascismo, la porosità alle mafie.

Chi vuole affossare Marino dovrebbe pensarci bene. Da parte sua anche il sindaco dovrebbe capire com’essere permeabile a un reale desiderio di partecipazione dal basso, prima di finire la sua esperienza politica piena di promesse sotto i colpi della demagogia.

Il resto è qui.

L’abilità di parlare senza dire nulla.

no-thingCome un solletico fatto dentro lo stomaco. A forma di niente. La dichiarazione di Renzi oggi su Marino e Crocetta:

“Si occupino di cose concrete, dei problemi della gente, della sanità. Si smetta di guardare a strani giochi politici: se sono in grado di governare vadano avanti altrimenti vadano a casa. Basta con la telenovela continua: la gente non si chiede se un politico resta in carica ma se risponde alle sue domande”.

Trovate le differenze da una dichiarazione a caso di Salvini.

Se siamo incazzati abbiamo già perso

salvini-e-piciernoIo nel mio piccolo (che è proprio piccolo: non più lungo della distanza tra me e la tastiera) credo che l’astio sia perdente. Capiamoci: siamo pieni di amministratori incapaci (ai più alti gradi) e servi servili, per carità. Però comincio a convincermi che accettare la sfida dei volumi e degli spigoli (tipo rispondere con una parolaccia o una presa per il culo più efficace degli altri) sia una guerra tra poveri, tra circensi che si aizzano solo con l’odore del sangue e hanno bisogno di parole appuntite non riuscendo a temperare piuttosto i concetti.

E quindi ecco che quotidiani stimabilissimi (ovviamente in relazione alla bassa qualità della nostra informazione) si inventano editorialisti travaglini (nel senso che vivono il travaglio di non essere Travaglio) come nuovi intellettuali mentre appaiono come pulcini ancora bagnati. Io voto il movimento di quelli che vincono per la giustezza delle idee e me ne frego della sapidità delle battute. E quindi ogni tanto temo di non poter votare nessuno. Ecco qui.

Majorino: “Adesso su EXPO tirate fuori i numeri”

majorino-renziHo intervistato Pierfrancesco Majorino, assessore ai servizi sociali per il Comune di Milano nonché futuro candidato alle primarie del centrosinistra. Se ci saranno. L’assessore del PD avvisa il commissario Sala: “Ora basta, serve chiarezza”. Si candida alle primarie a Milano e a Renzi non le manda a dire: “meglio uno scontro duro sotto il sole che strani giochetti dietro le spalle”. Un’alleanza futura a Milano con pezzi del centrodestra? “Una mostruosità”

L’intervista è qui.

Toh, adesso Penati non lo conosce più nessuno

Penati-638x425Un processo pieno di “prove pesantissime” e promesse non mantenute: Penati era il papa del centrosinistra lombardo e nazionale ma non lo conosce più nessuno. Tutti tacciono: il gioco (riuscito) è di fare passare un fetido sistema politico in una “vicenda privata”. Con le nostre tasche.

Abbiamo ricapitolato dall’inizio. Ne ho scritto qui.

A proposito di Penati

Aveva promesso di rinunciare alla prescrizione e poi non l’ha fatto. Ora dice che le richieste del magistrato che ne chiede 4 anni di condanna è “preconfezionata”. Ma quello che è peggio è che alla fine Penati sembra che non lo conosca più nessuno. Mi ricordo (ero in quel Consiglio Regionale) gli atteggiamenti servili e invece ora Filippo Penati è diventato una “questione privata”. A posto così.