Vai al contenuto

piergiorgio morosini

Dubitate. Sempre.

Piergiorgio-Morosini

Ci sono aspetti, come al solito che vanno valutati nella loro completezza. Forse è davvero il tempo di tenere allenato il dubbio. Ne scrive Mantellini nel suo blog:

«Il folklore ce lo togliamo dai piedi subito: immagino che nessun giudice del CSM arderebbe dalla voglia di salutare una giovane giornalista italiana se questa non fosse una signora ben nota nei salotti romani per essere la fidanzata di Chicco Testa (in odore – speriamo di no – di diventare Ministro) nonché autrice del libro dal titolo panegirico “Siamo tutte puttane“.

La faccenda giornalistica invece è assai pià complicata. Non mi interessa troppo nessune delle due questioni di cui si è discusso nei giorni scorsi vale a dire il titolo truffaldino dell’articolo (una frase contro Renzi attribuita a Morosini che poi nell’articolo non c’è) e nemmeno il fatto che l’intervista fosse o non fosse esplicita e le parole (che il magistrato ha smentito) correttamente riportate. Il giornalismo italiano è pieno di titoli con falsi virgolettati per uccellare i gonzi e di chiacchierate off the records poi finite sui giornali in formati allusivi così da farle assomigliare ad interviste vere e proprie. È cattivo giornalismo, lo conosciamo, purtroppo non riguarda solo Il Foglio.

No, il punto rilevante è secondo me la biografia della Chirico. Che nel 2012 (alla bella età di 26 anni) ha pubblicato il libro “Condannati preventivi” con prefazione di Vittorio Feltri e che soprattutto è da poche settimane presidentessa della neonata Associazione “Fino a prova contraria” (qui una intervista alla presidentessa sul magazine ciellino Tempi) il cui scopo è quello di dare all’Italia “una giustizia giusta”.

Cerco di rimanere a debita distanza da tutte le ironie che sarebbero possibili in un caso del genere (per esempio da quella che riguarda i livelli occupazionali medi dei giovani giornalisti) per dire che Il Foglio, nella lunga (e verbosissima) inchiesta sulla magistratura che ha affidato alla Chirico, nelle polemiche di ieri e nemmeno nella replica del suo direttore ha ritenuto di informare i suoi lettori dell’evidente conflitto di interesse fra il cronista ed i temi che tratta.»

(continua qui)

La sicurezza per i volti noti della tv e dei giornali. Ne parla il giudice Piergiorgio Morosini.

scorta-in-Italia“Il problema della sicurezza non è solo un problema di tutela di alcuni volti noti, perché conosciuti anche in tv o sui giornali. Bisogna proteggere tutti. Bisogna mettere tutti in condizione di potere fare il proprio dovere con serenità. Le istituzioni preposte alla sicurezza non possono credere di assolvere al loro compito tutelando solo alcuni”. Lo ha detto il giudice Piergiorgio Morosini, componente del Csm, intervenendo a Palermo all’assemblea dei magistrati e degli avvocati convocata dopo i fatti di Milano. “Questo è un tema che viene sollevato a Palermo ormai da anni ma è un problema che riguarda l’intera realtà nazionale – dice – perché la nostra sicurezza ela nostra serenità non sono privilegi, ma presupposti affinché possiamo rendere un servizio degno di un paese civile a tutti i cittadini che chiedono giustizia. Noi tutti, con gli avvocati e il personale di cancelleria, dobbiamo pretendere rispetto e volontà di dialogo dei nostri interlocutori istituzionali. E il Csm ha un ruolo importante”.

“Ma come fa la sicurezza a essere una priorità se noi per tanti anni abbiamo sentito di giudici politicizzati e negli ultimi tempi il jingle e cambiato e sentiamo parlare di fannulloni e irresponsabili?”, denuncia Morosini.

(fonte)

Processo Infinito: questo è il nostro Paese

Pubblicato su IL FATTO QUOTIDIANO

Ieri a Palermo con Giuseppe Pignatone (Procuratore a Reggio Calabria che ha seguito la maxi operazione che ha coinvolto 150 affiliati di ‘ndrangheta solo in Lombardia) e Piergiorgio Morosini (GIP del Tribunale di Palermo) abbiamo incontrato centinaia di studenti (e qualche migliaio in diretta video da tutta Italia) per l’annuale progetto di educazione alla legalità del Centro Studi Pio La Torre. A pochi giorni dalle condanne in primo grado del processo ‘Infinito‘ è stata l’occasione di provare a leggere gli elementi, i fatti egli arresti: farsene carico, com’è doveroso per una Regione che voglia uscire dal negazionismo e iniziare un percorso di alfabetizzazione e consapevolezza. “Abbiamo messo a disposizione il materiale per conoscere meglio il nostro Paese”, ha dichiarato il Procuratore di Reggio e ora sta a tutti leggerlo, studiarlo e, soprattutto al Nord, raccontarlo. Senza remore, senza eroismi, senza personalismi.
Perché la ‘ndrangheta che esce dalle indagini (e dalle condanne in primo grado) non è solo il più pericoloso fenomeno in Italia (e non solo) ma ha dimostrato di avere esportato al Nord oltre ai soldi la struttura e il controllo. Almeno 25 locali in Lombardia, con centinaia di affiliati coinvolti e la consapevolezza di un’organizzazione: a Paderno Dugnano (nel tristemente famoso incontro avvenuto nel Centro Falcone e Borsellino) sono state ratificate le decisioni prese in Calabria. Organizzazioni territoriali che partono da Reggio Calabria e sono clonate in Lombardia, in Piemonte, Toronto e a Melbourne. Del resto non sono lontani i tempi in cui due locali con problemi di confini tra Svizzera e Germania si sono ritrovate a Rosarno per risolvere la disputa. In un’intercettazione qualcuno dice “qui se si sfascia l’organizzazione torniamo allo sgarro”, e allora il primo allarme è una consapevolezza internazionale che oggi l’Italia non ha nel senso di misura del fenomeno. Per questo è urgente ritrovare le chiavi di lettura per leggere (dietro queste ultime condanne) non solo l’aspetto più pittoresco e militare ma i punti di PIL persi in questi 30 anni (ne aveva parlato anche Mario Draghi scatenando feroci polemiche), la necessità di una serie legge anticorruzione, un nuovo dovere di ‘opportunita’ per la politica che non può permettersi di interloquire giustificandosi dicendo di non sapere, chiedere ostinatamente una norma anti riciclaggio per smutandare l’economia illegale e parlarne, parlarne ovunque, studiare subito.

Il problema non è solo economico o politico, la questione è vitale. Riguarda le vite di tutti: dei nostri figli che potrebbero avere dei concorrenti che vinceranno sempre perché lavorano per riciclare e non guadagnare, delle nostre città che si riempiono di case che sembra non interessi vendere, capannoni che cambiano gli orizzonti dalle nostre finestre costruiti per rimanere sfitti, ipermercati così vicini da non avere abbastanza clienti per sostenersi, pizzerie e bar nei centri delle nostre città che vengono acquistati e sontuosamente arredati senza avere bisogno di clienti: soldi che hanno bisogno di assumere in fretta una forma qualsiasi per non puzzare più di soldi.
Si invoca la magistratura, ma spesso la magistratura interviene sulle macerie, ha detto il GIP Morosini, il resto è cosa nostra.

Cavalli, Pignatone, Morosini in diretta sul portale ANSA

Lunedì 21 novembre 2011 alle ore 9.30 presso il cinema Rouge et Noir di piazza Verdi a Palermo, seconda conferenza del Progetto Educativo Antimafia promosso dal Centro Pio La Torre. Il tema della conferenza sarà:

«L’espansione territoriale e finanziaria della mafia.»

Relatori:

  • Giulio CAVALLI attore, scrittore
  • Piergiorgio MOROSINI GIP Tribunale di Palermo
  • Giuseppe PIGNATONE procuratore della Repubblica di Reggio Calabria

Modera:

  • Bianca STANCANELLI giornalista

 

 

 E’ prevista anche la videoconfrenza per le scuole che hanno aderito al progetto

ed inoltre sarà trasmessa in diretta streaming

sul sito del Centro Studi Pio La Torre www.piolatorre.it,

e sul portale legalità dell’Ansa www.ansa.it/legalita

Per il sesto anno il Centro studi ed iniziative culturali Pio La Torre ripropone, per gli alunni dell’ultimo triennio delle scuole medie superiori Italiane, il progetto educativo antimafia facendo propri i suggerimenti ricevuti dai docenti referenti.
Per l’anno scolastico 2011-2012 il progetto terrà conto del 30° anniversario dell’uccisione mafiosa di Pio La Torre e Rosario Di Salvo (30 Aprile 1982), delle relative manifestazioni nazionali e regionali e dell’evoluzione politica e legislativa dell’antimafia.

Poiché nel corso delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia si è affacciata prepotentemente la discussione sull’attuale fase di transizione della nostra democrazia parlamentare e sulla validità storica e attuale della Costituzione, abbiamo pensato di introdurre il tema del populismo come incubatore di neoautoritarismo e di poteri occulti quali pericoli contemporanei della democrazia.
Come negli altri anni, le video conferenze saranno in diretta streaming, sul sito del Pio La Torre e dell’ANSA, si svolgeranno dalle 10 alle 13 da una sala centrale di Palermo secondo il calendario prestabilito che vi alleghiamo in calce.

Inoltre, le Presidenze della Camera dei deputati, della Fondazione Camera dei deputati, della Commissione parlamentare Antimafia e del Centro Pio La Torre hanno concordato di presentare al pubblico, presso l’aula di Montecitorio, giovedì 12 aprile 2012, i supporti multimediali della digitalizzazione degli atti processuali concernenti i delitti politici di La Torre e Di Salvo e quelli connessi di Reina e Mattarella (segretario della DC di Palermo in quegli anni il primo, Presidente della Regione il secondo, ucciso nel gennaio 1980). La digitalizzazione comprende anche le carte, le notizie di stampa, i video reperiti sulla vita politica di La Torre.
La manifestazione sarà ripetuta presso l’Assemblea Regionale Siciliana alla vigilia del 30 aprile. Alle due iniziative, presso la Camera dei deputati e presso l’ARS, le scuole potranno inviare delegazioni di studenti, selezionati tra quelli che hanno seguito il progetto previo accordo con il Centro La Torre.
Anche per l’anno scolastico 2011-2012 sarà proposta l’indagine nella percezione del fenomeno mafioso da parte degli studenti.
La somministrazione del questionario avverrà nel mese di novembre.

Le video conferenze per il progetto educativo antimafia 2011-2012 rivolto agli alunni dell’ultimo triennio delle scuole medie superiori Italiane si terranno presso il cinema Rouge et noir con inizio alle ore 9:30.

  • Lunedì 10 ottobre ore 9.30. Verso il 30° anniversario dell’uccisione di La Torre e Di Salvo. Guerre di mafia e politica –mafia – affari. Dalla legge Rognoni La Torre al Codice delle leggi antimafia.
    Intervengono: Vito Lo Monaco, Attilio Bolzoni, Giuseppe Carlo Marino.
  • Lunedì 21 novembre ore 9.30. L’espansione territoriale e finanziaria della mafia.
    Intervengono: Bianca Stancanelli, Giulio Cavalli, Piergiorgio Morosini, Giuseppe Pignatone.
  • Martedì 13 dicembre ore 9.30. Libertà di informazione e tutela della privacy nella lotta antimafia.
    Intervengono: Antonio Ingroia, Gemma Contin, Roberto Natale, Giovanni Pepi, Franco Nuccio.
  • Venerdì 27 gennaio ore 9.30. Il populismo del XXI secolo: l’evoluzione dell’autoritarismo moderno e i poteri occulti. I rischi per la democrazia parlamentare e la Costituzione Italiana.
    Intervengono: Antonio La Spina, Gianfranco Pasquino.
  • Venerdì 17 febbraio ore 9.30. L’economia criminale nell’era della globalizzazione.
    Intervengono: Alessandra Dino, Rocco Sciarrone, Ernesto Savona