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progetto di legge

Vivisezione: gli animali hanno coscienza. Noi?

Mentre in Commissione Sanità stiamo discutendo il nostro progetto di legge “NORME PER LO SVILUPPO DI METODI SCIENTIFICI INNOVATIVI E TECNOLOGICAMENTE AVANZATI PER IL MIGLIORAMENTO DELLA RICERCA BIOMEDICA E LA SOSTITUZIONE DELLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE” (lo potete trovare qui) il 7 luglio scorso è stata siglata da un gruppo di scienziati, alla presenza di Stephen Hawking, la “Dichiarazione di Cambridge sulla coscienza”, la quale afferma che molti animali sono coscienti e consapevoli allo stesso livello degli esseri umani:

We declare the following: “The absence of a neocortex does not appear to preclude an organism from experiencing affective states. Convergent evidence indicates that non-human animals have the neuroanatomical, neurochemical, and neurophysiological substrates of conscious states along with the capacity to exhibit intentional behaviors. Consequently, the weight of evidence indicates that humans are not unique in possessing the neurological substrates that generate consciousness. Non- human animals, including all mammals and birds, and many other creatures, including octopuses, also possess these neurological substrates.”

Ora manca solo che gli uomini prendano coscienza.

#nonmifermo i documenti, adesso abbiamo bisogno di voi

Dopo l’agorà del 3 marzo siamo alla definizione degli ultimi particolare per il prossimo incontro. Non Mi Fermo non si ferma e continua a lavorare per seminare buona politica e buone pratiche. Senza troppi clamori, con il lavoro serio e costante dalle idee che ci sono state e nella costruzione di quelle che ci saranno.

Sono finalmente online i documenti pronti, cucinati e da servire nei consigli comunali, provinciali e regionali. Il bugiardino delle istruzioni è semplice e da fare circolare: 1. scaricare i documenti dalla pagina del sito. 2. citofonare, telefonare o offrire un caffè al vostro consigliere di fiducia (che avete votato esprimendo quella preferenza che chiediamo a gran voce per le elezioni nazionale e che dobbiamo “sfruttare” democraticamente ai livelli locali). 3. Farsene carico: seguire la proposta come un figlio mentre viene calendarizzata in commissione, discussa in consiglio e votata (preferibilmente a maggioranza). 4. Farci sapere com’è andata: mandarci il risultato e la discussione (e gli emendamenti) alla mail info@nonmifermo.it

Intanto stiamo preparando il prossimo appuntamento su integrazione e interazione a Bergamo (patria leghista di disintegrazione di pancia, appunto). Chiunque volesse collaborare, ecco, noi siamo qua. Per seguire il sito di #nonmifermo potete iscrivervi alla newsletter (che vi tiene informati, è semplice e pure ecologica).

Qui il materiale:

MATERIALI AGORA’ DEL  3 MARZO 2012: ETICA E POLITICA

ORDINE DEL GIORNO:

  • Campagna di diffusione e sensibilizzazione ai cittadini sulle funzioni, finalità e servizi del Comitato Regionale per le Comunicazioni:  ODG CoReCom
  • Istituzione dello scaffale della legalità nelle biblioteche cittadine: ODG Scaffale della legalità
  • Sul divieto di ricostituzione del partito fascista attuato dalla XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione. Esame, approvazione e determinazioni:odgric.partitofascista

MOZIONE:

  • Contro i tagli alla cultura e per il rispetto del dettato costituzionale sull’obbligo per la Repubblica di promuovere lo sviluppo della cultura: Mozione Contro Tagli Cultura

  • Intervento sanitario e sociale nel campo della salute mentale: MOZ-302

PROGETTO DI LEGGE

  • Riconoscimento e valorizzazione del consumo critico,consapevole e responsabile:PDL GAS
  • Disposizioni in materia di accesso, pubblicazione e riutilizzo dei documenti e dei dati pubblici dell’amministrazione regionale in formato aperto tramite software libero e la rete internet: Progetto di legge Open Data
SLIDES INFORMATIVE

 

 

Gli appuntamenti della settimana

Domani (martedì 18 ottobre) si torna in Aula per la seduta di Consiglio. All’ordine del giorno le nostre iniziative sulle spese dell’Ufficio di Presidenza, l’elezione del Consiglio delle Pari Opportunità, il rinnovo delle tariffe di escavazione, la nostra richiesta di deroga per i nuovi ticket e la nostra mozione per il sostegno alla disabilità nelle scuole.

Mercoledì 19 ottobre in Commissione San(t)ità per il centro biomedico di Siziano, chiarire sull’Ospedale di Bergamo e la solita retorica dell’eccellenza. Nel pomeriggio Commissione Ambiente per rivedere il piano cave e studiare il piano rifiuti. Ci sarà da divertirsi.

Giovedì 20 ottobre al lavoro nel comitato ristretto per il nuovo progetto di legge su indennità ai consiglieri, vitalizio e costi della politica. Alle 18 alla Feltrinelli di p.za Duomo sono con Biagio Simonetta per la presentazione del suo libro “Faide. L’impero della ‘ndrangheta”. Con noi anche Claudio Messora e David Gentili.

Sabato 22 ottobre al congresso di Legambiente Lombardia e alle 21 in scena con “Nomi, cognomi e infami” presso L’altro Teatro, Galleria Giuseppe Carretti 2/a Cadelbosco di Sopra (Reggio Emilia)

Domenica 23 ottobre a Bologna ore 10, p.zza Maggiore per il Nostro Tempo con Pippo Civati e Debora Serracchiani e Prossima Italia. A parlare di buona politica e di futuro. Al pomeriggio, alle 16 in scena con spettacolo “Linate 8 ottobre 2001: la strage” Teatro De Andrè Piazza Roberto Ruffilli 1 Casalgrande (Reggio Emilia).

La strafottenza della Giunta Lombarda: l’acqua è privata!

Alla fine, quatti quatti ce l’hanno fatta (per ora, prima che si passi in Commissione): l’acqua lombarda ora è privata per Progetto di Legge. Lo scrive bene e ce lo spiega Roberto Fumagalli del Contratto Mondiale sull’Acqua

Salve,

nonostante la mobilitazione dei Comitati Acqua della Lombardia e le oltre 7 mila e-mail inviate ieri agli Assessori regionali, oggi pomeriggio la Giunta della Regione Lombardia ha approvato il Progetto di Legge sulla gestione dell’acqua, che di fatto consegnerà ai privati la gestione dell’acqua di tutta la Lombardia!

La Giunta Formigoni con la solita mistificazione respinge le accuse di privatizzazione, intitolando il proprio comunicato stampa (che potete leggere qui sotto): “Riforma del servizio idrico: l’acqua rimane un bene pubblico”.

La verità è invece che l’affidamento della gestione dei servizi idrici (che nel comunicato appare solo alla fine con 2 righe) avverrà secondo i dettami del Decreto Ronchi, cioè tramite gara europea o tramite società miste pubblico-private, quindi di fatto sarà una vera e propria svendita degli acquedotti ai privati e alle multinazionali!

Inoltre le competenze in materia di servizio idrico vengono consegnate alle Province (ma resta l’ATO della città di Milano, ) e pertanto sottratte ai Comuni, i quali si dovranno accontentare di esprimere un parere alla loro Provincia.

Il progetto di legge passa ora al vaglio del Consiglio Regionale, che dovrà votarlo il prossimo 23 novembre.

L’invito è quindi quello di partecipare numerosi sabato 13 novembre (dalle ore 10) alla manifestazione a Milano in piazza Duca D’Aosta (Pirellone), organizzata dal Coordinamento Regionale dei Comitati Acqua, col sostegno della Cgil Lombardia.

Saluti fraterni,

Roberto Fumagalli

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LN-LOMBARDIA.RIFORMA SERVIZIO IDRICO: L’ACQUA RIMANE PUBBLICA

LA GIUNTA REGIONALE HA APPROVATO OGGI IL PROGETTO DI LEGGE

RAIMONDI:FALSI ALLARMI DA CHI URLA A SCANDALO PRIVATIZZAZIONE

(Ln – Milano, 26 ott) L’acqua è e rimane un bene pubblico, le

tariffe non aumentano, le Province assumono le competenze delle

ex AATO (Autorità di Ambito Territoriale Ottimale) e i Comuni

vanno ad acquisire un ruolo di fondamentale importanza

all’interno della Consulta nella quale saranno inseriti. Questi,

in sintesi, i contenuti del Progetto di legge di riforma del

Servizio idrico integrato, approvato dalla Giunta regionale

lombarda, su proposta del presidente Roberto Formigoni, di

concerto con l’assessore all’Ambiente, Energia e Reti Marcello

Raimondi. Il testo, prima di essere definitivamente trasformato

in legge, dovrà passare al vaglio del Consiglio regionale.

L’intervento legislativo, che è nato da un lungo e serio

confronto con i Comuni e le Province durato tutta l’estate, si è

reso necessario per adeguare l’organizzazione del Servizio

idrico integrato agli obblighi normativi che derivano dalle

nuove disposizioni statali e dalle sentenze della Corte

costituzionale: “Prima di tutto – ha spiegato Raimondi – dalla

legge nazionale 42/2010, la finanziaria dello scorso anno, che

ha decretato la soppressione – a partire dal 1 gennaio 2011 –

delle AATO e ha imposto l’obbligo di attribuire le loro funzioni

ad altri soggetti, da individuarsi con legge regionale”. “Senza

di questo – ha aggiunto l’assessore – si arriverebbe alla

paralisi dei servizi idrici, perché gli eventuali atti adottati

dalle ex AATO, dal 2011, saranno illegittimi e come tali

perseguibili. Compreso il pagamento degli stipendi ai

dipendenti”.

La legge non è dunque un’attuazione del cosiddetto “decreto

Ronchi”, come falsamente sostenuto da alcuni.

Il progetto di legge fa anche chiarezza circa due sentenze della

Corte Costituzionale: la 307/2009 e la 142/2010.

A questo punto la Regione ha scelto di attribuire le funzioni

amministrative delle soppresse AATO alle Province e,

limitatamente all’ambito della città di Milano, al Comune.

La riforma in pillole:

1)LA GESTIONE TRAMITE L’UFFICIO D’AMBITO DELLA PROVINCIA –

L’organizzazione del servizio idrico integrato sarà gestita

dalle Province tramite una struttura apposita, l’Ufficio

d’Ambito, costituito come Azienda speciale (cioè soggetto dotato

di personalità giuridica), che può operare con una contabilità

separata rispetto a quella della Provincia e pertanto non

influire sul Patto di Stabilità di quest’ultima. L’istituzione

dell’azienda speciale deve avvenire “senza aggravio di costi per

l’ente locale”. Gli incarichi di presidente, consigliere e

revisore dei conti devono essere svolti a titolo meramente

onorifico e gratuito.

Un’importante novità riguarda i rapporti di lavoro: saranno

infatti garantite le condizioni contrattuali, collettive e

individuali, in godimento.

Per assicurare un coinvolgimento concreto ed operativo dei

Comuni nell’organizzazione del servizio, nel CdA dell’Azienda

speciale deve essere garantita una rappresentanza significativa

(di maggioranza, cioè almeno 3 consiglieri su 5) dei Comuni

dell’ambito.

2)LA CONSULTA DEI COMUNI – Come detto, i Comuni avranno un ruolo

di primo piano, grazie anche alla costituzione della Consulta:

ne faranno parte tutti i sindaci dei Comuni dell’ambito. La

Consulta deve rendere un parere preventivo e obbligatorio su

tutti gli atti della Provincia relativi alla pianificazione

d’ambito e alla determinazione della tariffa.

3) LA SOCIETÀ PATRIMONIALE – Gli enti locali hanno la facoltà di

costituire una società patrimoniale (proprietaria delle reti),

cui spettano le funzioni di progettazione preliminare per nuovi

interventi programmati dal Piano d’Ambito, le attività di

collaudo delle nuove infrastrutture e l’affidamento del

servizio.

Il nuovo modello di società patrimoniale è coerente con la

sentenza della Corte Costituzionale n. 307/2009, che ha

dichiarato incostituzionale il modello regionale di separazione

tra gestione delle reti ed erogazione del servizio. Infatti le

società patrimoniali non svolgeranno compiti connessi alla

gestione delle reti, che restano di competenza esclusiva del

gestore unico affidatario del servizio.

La società patrimoniale potrà reperire risorse economiche a

tasso agevolato, come è possibile a soggetti pubblici,

mettendole poi nella disponibilità del soggetto realizzatore

degli investimenti e delle manutenzioni straordinarie delle reti

e degli impianti, che ne hanno grande necessità. Ciò consentirà

di tenere le tariffe a carico dell’utente a livelli più bassi.

4) L’ESAME REGIONALE DEL PIANO D’AMBITO – Prima della loro

approvazione, i Piani d’Ambito dovranno essere inviati alla

Regione, che ne verifica la coerenza con gli atti di

programmazione e pianificazione regionale (Piano di tutela delle

acque e Piano di distretto di bacino).

Tutto ciò consentirà alla Regione di esercitare le proprie

competenze in materia di tutela della salute e del governo del

territorio, soprattutto a fronte delle diffuse criticità del

servizio di depurazione delle acque reflue sul territorio

regionale.

5) L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO E LE TARIFFE – Il servizio si

prevede sia affidato ad un unico gestore per ogni ambito, in

modo da poter meglio beneficiare della grandezza del soggetto,

per ottenere maggiori economie di scala nella gestione del

servizio, specialmente nel settore degli investimenti e, quindi,

ridurne l’impatto sulle tariffe.

“Chi dunque grida a un presunto ‘scandalo privatizzazione’ –

conclude Raimondi – altro non fa che seminare falsi allarmi. In

Lombardia l’acqua resta un bene pubblico”. (Ln)