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ROMA

Piazza Indipendenza è il simbolo della nuova guerra tra poveri


Non è nemmeno una “guerra tra poveri” ormai: è una guerra ai poveri. Tutti. E anche se i poveri “nostrani” esultano le regole e diritti in realtà stanno saltando anche loro. È il deserto culturale di un’Estate Romana che il vicesindaco Bergamo aveva annunciato in pompa magna come rinascita culturale della capitale e che invece sta fabbricando deserto.
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I fascistelli a Milano non hanno capito come entrare in consiglio comunale

Siccome quegli sparuti di Casapound sono una pozzanghera che non hanno i numeri nemmeno per diventare amministratori di condominio ieri a Milano hanno pensato bene di inscenare un patetica protesta durante il consiglio comunale di Milano al grido «questa è la casa di tutti i milanesi» dimenticandosi, per scarsa dimestichezza con la matematica, che tra «tutti i milanesi» loro rimangono (per fortuna) una minoranza fin troppo tollerata nonostante la legge ne vieti l’esistenza.

Al di là della protesta contro il sindaco Sala non sono riusciti a trattenersi (gli capita spesso) dall’inscenare il loro torvo saluto romano oltre che qualche coretto da campetto di periferia. «Sono intervenuto andando verso di loro e gli ho ricordato, non proprio sottovoce, che i fascisti qua dentro non possono entrare e non hanno alcun diritto di parola. Non starò mai zitto su questo», ha scritto il consigliere comunale Paolo Limonta.

Non è finita qui. Dopo lo sconcio spettacolino i fascistelli in libertà hanno pensato bene di prendersela con i pacifici manifestanti dell’associazione Nessuna Persona è Illegale (una delegazione di NPI, invitata in comune dal Capo di Gabinetto del Sindaco per illustrare i contenuti del presidio di richiesta della residenza organizzato per oggi) mandando al Pronto soccorso una persona di sessant’anni.

Sorge però una domanda: ma perché la Questura di Milano (così prodiga e attenta per il decoro della Stazione Centrale) non riesce ad arginare quattro teppistelli? Perché, ancora una volta, si sente quel brutto odore dei “forti con i deboli” che non riescono ad essere ugualmente “forti” con i prepotenti?

A voi la risposta.

Buon venerdì.

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Roma, la movida e la mafia

Ventitré arresti e un sequestro di beni (46 tra bar, ristoranti, pizzerie e sale slot, 262 immobili, 222 rapporti finanziari/bancari, 32 auto e moto, 54 aziende e 24 quote societarie) per un valore di circa 280 milioni di euro, tra Roma, Milano, Salerno, Pescara, L’Aquila e Potenza. E’ l’esito di un’operazione congiunta di Carabinieri e Finanza, che hanno smantellato smantellato due organizzazioni mafiose che stavano consolidando un vero e proprio impero sul territorio della Capitale. Associazione per delinquere finalizzate all’estorsione, all’usura, al riciclaggio, all’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, oltre al fraudolento trasferimento di beni o valori, sono i reati ipotizzati a carico degli appartenenti ai due gruppi. Tra i beni sequestrati rientrano anche gli storici bar ‘Mizzica!’ di via di Catanzaro e di Piazza Acilia, acquisiti di recente dal gruppo riconducibile a Gaetano Vitagliano, il locale ‘Macao’ di via del Gazometro, frequentato dai vip della movida romana, e la nota catena di bar ‘Babylon Cafe‘, dalla quale l’indagine prende il nome.

Le mani degli ‘Scissionisti’ sulla Capitale

Vitagliano è considerato personaggio di spicco del narcotraffico internazionale, con ‘fatturati’ da capogiro, contiguo al clan camorrista degli Amato-Pagano, denominato degli “Scissionisti”, operante a Nord di Napoli. La sua figura “imprenditoriale” emerge a partire dal 2011, in concomitanza con la sua scarcerazione dalla prigione di Rebibbia, dove era detenuto per traffico internazionale di droga tra l’Olanda e l’Italia. Da quel momento, lui ha saputo costruire un impero creando attorno a sé un’articolata organizzazione criminale dedita al riciclaggio e al consequenziale reimpiego dei proventi illeciti. L’altra organizzazione criminale, capeggiata da Giuseppe Cellamare, è invece legata al gruppo Vitagliano attraverso l’imprenditore Andrea Scanzani, ed è risultata attiva nella commissione di gravi delitti contro il patrimonio, realizzati a Monterotondo, tra i quali estorsioni ed usure realizzate con il metodo mafioso, e nel successivo impiego dei proventi illeciti in bar e sale giochi, intestati a prestanome.

La nuova vita (criminosa) del pentito Cellamare

Cellamare, negli anni ’90 elemento di spicco della ‘Sacra Corona Unita’, divenuto collaboratore di giustizia, venne trasferito sotto protezione nel Comune di Monterotondo, dove negli ultimi anni ha ricostituito un sodalizio criminale, mutuando le modalità tipicamente mafiose utilizzate in Puglia ed adattandole al contesto territoriale dell’hinterland romano. L’organizzazione capeggiata da Callamare si è imposta nel comune di Monterotondo, avvalendosi della condizione di assoggettamento derivante dalla propria “fama criminale”, ripetutamente affermatasi con atti di violenza compiuti dai membri del sodalizio al fine di recuperare i crediti delle estorsioni e delle usure. Oltre ai destinatari della misura cautelare, risultano indagati a piede libero altri 26 soggetti, tra i quali un notaio, tre commercialisti e altri dipendenti infedeli di banca. “Il ruolo dei professionisti in queste associazioni per delinquere era importante e consisteva principalmente nella creazione di società finalizzate a schermare i proventi e i beni ricavati in modo illecito”, ha spiegato in conferenza stampa il procuratore aggiunto di Roma, Michele Prestipino.

(fonte)

E se il 18 giugno a sinistra nascesse un’alleanza non solo “di cartello”?

Ogni giorno un cambio di casacca, un mito utile, un nuovo leader straniero da qualche parte del mondo qualsiasi per provare a risvegliare una fascinazione nutrita solo dall’emotività del protagonista. Nel giro di qualche giorno sono stati prima tutti Macron, poi tutti Corbyn e poi di nuovo Macron così come la destra italiana si è appesa nei mesi scorsi a Trump (prima di pentirsene) o alla Le Pen (prima di prenderne le distanze per il pessimo risultato elettorale). Così anche le analisi e gli scenari sembrano più figli di un’emotività corta piuttosto che di ideali o progetti dallo sguardo lungo: siamo passati dal patto del Nazareno tra Pd e Berlusconi (che anche qualcuno dai democratici cominciava a dare per scontato e che ha scatenato le ire addirittura del garbato Romano Prodi) fino a una presunta alleanza (meglio: un tentativo di alleanza) tra il Pd e Giuliano Pisapia.
A sinistra, intanto, l’appuntamento per il 18 giugno (a Roma, teatro Brancaccio, dalle ore 9.30) che nasce dall’appello di Anna Falcone e Tomaso Montanari e sembra avere raccolto l’iniziale disponibilità di un ampio fronte che parte da Rifondazione comunista passando per Sinistra italiana, Possibile, Mdp e diversi comitati civici sparsi sul territorio suggerendo l’inizio di un percorso che, nel caso in cui si realizzasse, sarebbe una buona notizia per la sinistra italiana troppo spesso arroccata e divisa. Se davvero si riuscirà a creare una condivisione di idee e di programmi senza infangarsi su leadership e cattivi propositi di preservazione del ceto politico fallimentare, il 18 giugno potrebbe essere il primo passo di un’alleanza non solo di “cartello”. Del resto le ultime elezioni amministrative hanno dimostrato che quando la sinistra (a sinistra del Pd) riesce a raggiungere un’unità credibile può raggiungere risultati davvero importanti.

Ma come sarà il futuro? Difficile dirlo. Certo Giuliano Pisapia e il suo Campo progressista (che dicono di voler presentare addirittura un simbolo e un programma per la loro convention del primo luglio) dovrà decidere se insistere nel tentare di modificare la natura renziana del Pd (perdendo così contatto con chi, a sinistra, ritiene il Partito democratico non più potabile) oppure se dedicarsi al progetto che vuole essere alternativo al renzismo e alle politiche di questi ultimi anni.

L’articolo di Giulio Cavalli prosegue su Left in edicola


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Colloquio per Ryanair: racconto semiserio di una giornata di ordinaria precarietà

(Sandro Gianni racconta la sua esperienza per Clap, qui)

A giudicare dagli annunci nei portali per la ricerca di lavoro, sembra che sul mercato esistano solo tre tipi di occupazioni disponibili: sistemista Java, dialogatore e operatore call-center. Se non conosci Java e hai zero voglia di vendere il tuo tempo per delle chiacchiere con degli sconosciuti, al telefono o dal vivo, la ricerca pare senza possibili sbocchi. Aggiungi che la percentuale di risposta ai curriculum inviati rasenta lo zero e che la laurea e/o i master di cui sei in possesso non sono particolarmente quotati nella borsa degli skills… il quadro si complica parecchio.

Perciò, quando qualcuno ha finalmente risposto alla mia “iscrizione a un’offerta di lavoro” ho provato una strana sensazione, di affetto quasi. Ho pensato di dover ricambiare, presentandomi al colloquio. Ho detto “qualcuno”, ma in realtà avrei dovuto dire “qualcosa”: un algoritmo, un dispositivo automatico di risposta alle mail, un bot del portale. Non posso saperlo, ma l’invito a comparire in un hotel nella zona di Tor Vergata è arrivato pochi millesimi di secondo dopo l’invio della mia iscrizione. Ciò esclude la mediazione umana e, dunque, una seppur minima selezione del curriculum, che avrebbe potuto equivalere a qualche decimale in più nella stima probabilistica di un’assunzione .

Il lavoro non era proprio quello dei miei sogni, ma provavo a vederci delle sfumature positive: la possibilità di viaggiare, avere un contratto decente, ricevere uno stipendio non troppo basso. Ovviamente, mi sbagliavo.

Nell’atrio dell’hotel di lusso, nella periferia sud-est di Roma, una quarantina di ragazzi e ragazze tirati a lucido, con la barba fatta, il vestito e la cravatta siedono in silenzio. Tra loro, io. Alcuni si muovono sicuri nei completi eleganti, camminano come se nulla fosse, bevono il caffé senza bisogno di sistemarsi di continuo la giacca, muovono le mani sullo smartphone senza domandarsi perché la camicia faccia capolino solo da una delle due maniche. Altri sono impacciati, si toccano insistentemente la cravatta temendo che il nodo si sciolga, cercano delle tasche in cui infilare le mani senza trovarle, provano a controllare la continua fuoriuscita della camicia dalla giacca senza alcun successo. Evidentemente, non sono abituati a conciarsi così. Tra loro, sempre io. C’è anche un ragazzo che deve aver letto male le istruzioni per l’uso: si è presentato in jeans e camicia a quadrettoni, rossi e blu. È imbarazzato, ma resta. Sembra simpatico.

In sala nessuno fiata. Quasi che taller e vestiti abbiano trasmesso per metonimìa un certo dovere di contegno, di formalità. «Dicono che l’abito non fa il monaco, ma non è vero» – argomenta il Totò ladro vestito da carabiniere, nei Due marescialli – «Io a furia di indossare indegnamente questa divisa, marescia’… mi sento un po’ carabiniere».

Ci chiamano e andiamo tutti insieme nel seminterrato dell’albergo, in una sala conferenze. Eliminata la prima decina di candidati con un test di inglese da seconda media, la selezione entra nel vivo. O meglio, nel video. Proiettano una presentazione del lavoro, divisa per sezioni: informazioni tecniche sulle diverse mansioni; procedure di inizio; questioni retributive e contrattuali; possibilità di carriera; criteri di premialità; caratteristiche dell’azienda che offre il lavoro e dell’agenzia di recruitment che assume (due cose diverse: una è Ryan; l’altra una fusione tra Crewlink e Workforce International… sì, si chiama proprio così!). In questa seconda fase, si rivolgono a noi come fossimo già assunti. L’uomo sulla cinquantina, inglese o irlandese, responsabile del reclutamento, allude più volte a quanto staremmo bene con indosso le nuove divise da hostess e steward.

Dalle immagini del video e dagli interventi del selezionatore si capisce che ci sono soprattutto tre caratteristiche importanti per fare questo lavoro: essere disponibili alla relocation immediata; parlare inglese; essere flessibili-e-sorridenti (insieme). Le immagini mostrano giovani di tutti i colori, che sembrano felici e raccontano la loro esperienza con Ryan di fronte a un bastone per i selfie. In particolare, insistono su quanto sia utile e divertente il corso di formazione per diventare personale di bordo. Si nuota, si spengono incendi, si salvano bambolotti, si incontrano persone. «You grow up like a man, not just cabin crew».

Ma è più avanti che le orecchie dei candidati si aguzzano: quando si inizia a entrare nel dettaglio del salario e dei tempi di lavoro. La retribuzione è organizzata secondo una serie di premi e possibili punizioni, un incrocio tra un videogioco e una raccolta punti del supermercato. «Your performance is continually monitored and assessed». Monitorare e valutare. Punire solo come ultima ratio. Soprattutto premiare: per far rispettare le regole, per aumentare la produttività, per migliorare le prestazioni. I like dei clienti danno diritto a delle ricompense: monetarie, ma soprattutto relazionali. Ad esempio, la penna nel taschino è indice di un certo numero di apprezzamenti. Costituisce dunque, tra i colleghi e nell’azienda, l’indicatore di uno status particolare.

Si viene pagati un po’ in base all’orario e un po’ a cottimo. Nel senso: un fisso non esiste; sono retribuite solo le ore di volo; si percepisce il 10% su ogni prodotto venduto (…adesso lo capite il perchè di tanto rumore?). Il contratto è registrato in Irlanda o UK. Si hanno delle agevolazioni sui viaggi in aereo.

Il salario mensile dovrebbe oscillare tra 900 e 1.400 euro lordi, in base al luogo di ricollocamento. «We try to keep the wages homogeneous among our workers». Bella l’uguaglianza, quando non schiaccia tutti verso il basso… penso io. Viene poi fatto cenno a un periodo annuale in cui non si lavora e non si ricevono soldi: da uno a tre mesi. Ma il selezionatore ci assicura che questa pausa non supera (quasi) mai i 30 giorni.

Fino a qui, niente di eccezionale. Ma il rapporto premi-punizioni è più complesso e configura per intero il sistema di retribuzione. Ovviamente, se i diritti diventano premi e i doveri debiti, tutto cambia. Non si parla di tredicesima e/o quattordcesima, ma di bonus, che si ricevono solo il primo anno. 300 euro il primo mese di lavoro, altrettanti il secondo, il doppio il sesto. Chi va via prima della conclusione dei primi 12 mesi, però, deve restituire questi bonus. Inoltre, la divisa (quella bella di cui sopra) costituisce un costo esternalizzato al lavoratore: il primo anno sono 30 euro al mese scalati direttamente dalla busta paga; successivamente pare si ricevano dei soldi, ma non si capisce bene per cosa, se per lavarla o non perderla. Per ultimo, il famoso corso di formazione per diventare hostess o steward si rivela qualcosa di più di un parco giochi in cui fare festini con altri esponenti multikulti della generazione Erasmus. Principalmente, si rivela un’enorme spesa. Se all’inizio era stato comunicato che, in via eccezionale, le registration fees del corso erano dimezzate a 250 euro, è alla fine che viene fuori il vero prezzo da pagare. Ci sono due modalità differenti: 2.649 euro se paghi prima dell’inizio e tutto in un colpo; 3.249 se decidi di farti scalare il costo dallo stipendio del primo anno (299 euro dal secondo al decimo mese, 250 gli ultimi due).

Si aprono le domande. Dopo alcune irrilevanti su sciocchezze burocratiche, alzo la mano. «Ci avete parlato di un massimo di ore di volo a settimana, ma mai delle ore totali di lavoro. Quante sono?», chiedo. «Voi siete pagati in base alle block hours, cioé le ore calcolate dalla chiusura delle porte prima del decollo, all’apertura dopo l’atterraggio. I tempi di preparazione dell’aereo, prima e dopo il volo, possono variare». Varieranno pure, ma di sicuro non vengono pagati, nonostante siano tempi di lavoro.

Alza la mano quello dietro di me. «Scusi la domanda, ma ho bisogno di fare dei conti. Diciamo che uno stipendio per una destinazione non troppo cara è di 1.000 euro. Ve ne devo restituire 330 al mese tra corso e divisa. Ne rimangono 670. Dovrò prendere una stanza in affitto, diciamo 300 euro. Ne rimangono 370. In più avrò bisogno di pagare un abbonamento ai mezzi per raggiungere l’aeroporto e coprire almeno le spese della casa anche nella pausa annuale in cui non si lavora. Diciamo che, se va bene, rimangono 300 euro. E non ho scalato le tasse, perché non so come si calcolano in Irlando o UK. Secondo lei, con questi soldi si può vivere?». Sbem.

Il selezionatore della società di recruitment, fino a quel momento cordiale e spiritoso, accusa il colpo. Deglutisce. Tossisce. Arrosisce. Si butta sulla fascia, prova un diversivo. «With this work you don’t get rich, but it’s in accordance with your capacity and affords your lifestyle». Alla fine, anche qui le nostre capacità valgono poco più di un pacchetto di sigarette al giorno. Chissà, invece, come ha calcolato il nostro stile di vita!

Finito il video, io e gli altri candidati usciamo e andiamo a mangiare insieme. Da come siamo vestiti, sembriamo un gruppo di giovani businessmen in carriera, lanciati alla conquista del mercato e pronti a scalare colossi finanziari. Invece siamo lì per un colloquio che, se va bene, ci farà guadagnare meno della persona che ci serve la pizza.

Comunque, i calcoli veloci del ragazzo che ha fatto la domanda dopo di me hanno sciolto l’iniziale freddezza tra i candidati. In molti hanno perso interesse per questo lavoro. Anche per questo, si scherza e si chiacchiera. Alcuni hanno appena finito la scuola superiore, altri l’università. Altri ancora hanno già diversi anni di precarietà e i capelli brizzolati. Tra loro…

Rimango fino all’intervista, per sport. Mi capita la collaboratrice del selezionatore. Legge il mio curriculum. Niente di eccezionale, però insomma… neanche da buttare. Tutti i titoli di studio con il massimo dei voti, laurea e due master, cinque lingue, numerose esperienze di lavoro materiale e immateriale, in Italia e all’estero. «Are you sure you want to do this work?», mi chiede. Bleffo: «Eeeeeh. Why not?». «Do you know people working for us?». «No». «So, what do you know about this work?». «What you told me today», rispondo. Lei arriccia il labbro inferiore e muove la testa dal basso verso l’alto e poi in senso inverso, fissandomi con gli occhi corrucciati. Ho l’impressione che stia pensando sardonicamente “devi essere proprio una volpe, tu!”.

Saluto, me ne vado. Sulla vespa faccio i conti: due caffé al bar dell’albergo = 3 euro; un pezzo di pizza e una bottiglia d’acqua = 4 e 50; giri vari alla ricerca di vestito, cravatta e scarpe e poi fino al colloquio = almeno 5 euro; stirare la camicia = 2 euro; stampare 7 fogli di curriculum dal cristiano-copto su via di Torpignattara, che sembra sapere quando non puoi dirgli di no = 2,10 euro. Barba e capelli costo zero, taglio autoprodotto in casa. Alla fine, non mi è andata nemmeno tanto male. Qualcuno è arrivato in treno da lontano, spendendo molto di più. Per l’ennesima offerta di lavoro precario e sottopagato.

Almeno una cosa l’ho capita: nella compagnia aerea, quel low che precede il cost non è riferito soltanto ai prezzi dei biglietti, ma anche al costo del lavoro.

I successi della Raggi: Grillo risponde a Repubblica

E, non so voi, ma una discussione nel merito non può fare che bene. E come ho riportato qui il fact checking conviene leggersi anche la risposta di Grillo:

1) “La diminuzione della Tari era già prevista a partire dal 2015”: MEZZA BUFALA
Esisteva l’impegno di procedere a una progressiva riduzione della Tariffa sui rifiuti (Ta.Ri.), nella misura dell’1,5% l’anno, ma la conferma di tale impegno non era affatto scontata vista la situazione disastrosa in cui le precedenti amministrazioni hanno lasciato l’azienda. E va sottolineato che l’amministrazione Raggi ha innalzato il risparmio previsto in bolletta all’1,6%.

2) “I progetti finanziati con 18 mln del Bando Periferie sono ripresi dalle precedenti amministrazioni”: BUFALA
Considerando che sono stati presentati a fine agosto, a poco più di un mese dall’insediamento della nuova giunta, è chiaro che si è lavorato sui progetti con il più alto grado di avanzamento. Si tratta comunque di opere utili per la città e l’importante è saperle portare avanti: se così non fosse, andrebbero tralasciati anche altri interventi già avviati in passato come la Metro C o lo stadio della Roma. Portando alle estreme conseguenze questa bizzarra teoria, non dovremmo gioire neppure per l’aumento di visitatori del Colosseo, perché inaugurato dall’imperatore Tito! Inoltre, il Campidoglio viene accusato di non aver già avviato la riqualificazione delle periferie con quelle risorse, ma si tralascia di spiegare che l’esito del bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale solo a inizio anno e che quei fondi non sono stati ancora erogati dal Governo.

3) “430 MLN PER il Tpl sono il corrispettivo del contratto di servizio Atac”: BUFALA
Sono i fondi previsti nel piano triennale degli investimenti 2017-2019, incluso nel Bilancio di previsione appena approvato. Il costo del contratto di servizio Atac, che non c’entra nulla, è invece inserito tra le spese correnti, come dovrebbero sapere gli esperti di bilancio e di fact-checking.

4) “I 10 mln ai Municipi per la manutenzione stradale sono pochi e diminuiscono rispetto al passato”: BUFALA
Si fa grande confusione: 10 milioni è la cifra stanziata tra gli investimenti previsti dal bilancio di previsione 2017-2019 e destinata ai Municipi per la manutenzione della viabilità di loro competenza. Queste risorse si vanno ad aggiungere a tutte le altre già previste per la manutenzione della grande viabilità e di quella municipale, che fanno parte del “Piano buche” che verrà presentato a breve. Quindi non si spende di meno ma si investe di più rispetto al passato, con interventi strutturali e di qualità.

5) “La spesa per gli incarichi esterni assegnati dalla giunta Raggi si riferisce solo ai primi mesi di amministrazione e non tiene conto degli incarichi futuri”: BUFALA
Chi appare in video dovrebbe sapere che i contratti di collaborazione esterna prevedono un impegno di spesa per l’amministrazione che riguarda l’intero anno. Per essere ancora più precisi, l’amministrazione Raggi ha stipulato contratti per una spesa ANNUA pari a poco più di 3 milioni di euro. Molto meno rispetto a tutte le altre amministrazioni precedenti, che si voglia fare la media o meno: per esempio, Alemanno nel 2012 ha speso quasi 12 milioni di euro; Marino, nel 2014, ha speso 5 milioni e 600mila; e il commissario Tronca non è stato da meno con ben 5 milioni nel 2015. I collaboratori assunti dalla Giunta Raggi sono poco più di 40. Le Giunte Alemanno e Marino dal 2012 al 2015 hanno stipulato 311 contratti. Una cosa però è vera: nessuno può sapere quanti contratti verranno siglati nel corso del mandato, né chi vincerà lo scudetto o se finalmente a Pasquetta, quest’anno, ci sarà il sole.

6) “Il servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici già esisteva e la giunta Raggi aveva dimenticato di rinnovare il bando”: MEZZA BUFALA
Non è vero: la gara non si era conclusa per l’inidoneità della documentazione presentata dai concorrenti. L’attuale amministrazione ha avuto il merito di riattivare il servizio nel più breve tempo possibile.

7) “La lotta all’abusivismo è un’attività di ordinaria amministrazione”: BUFALA
È vero, ma ai controlli ordinari sono stati affiancati maggiori verifiche che hanno riguardato aree a vocazione turistica e commerciale. Quindi l’incremento degli interventi sul territorio non può che essere salutato come un successo per questa amministrazione, che ha predisposto le linee guida del nuovo ‘piano sicurezza’ della Capitale intensificando il contrasto ai fenomeni dei parcheggiatori abusivi, della sosta selvaggia, delle doppie file e dell’abusivismo commerciale. Ricordiamo, tra le altre cose, che l’utilizzo degli agenti in borghese per la lotta ai parcheggiatori abusivi è una novità assoluta. Inoltre, l’amministrazione capitolina non si è assolutamente dimenticata di rinnovare il bando per il servizio carro attrezzi, come si dice erroneamente: dal 2015, anno in cui è stata annullata la gara d’appalto, il servizio viene svolto avvalendosi dell’elenco di ditte della Prefettura. Il Campidoglio sta lavorando per inserirlo all’interno di Atac e si sono avviate tutte le procedure per realizzare questo iter.

8) “I fondi per le scuole sono dedicati dal Governo nell’ambito del piano di attuazione della Buona Scuola”: BUFALA
La giunta Raggi ha aperto una linea di finanziamento con Cassa Depositi e Prestiti di oltre 47 milioni di euro, per la messa in sicurezza e l’adeguamento alla normativa anti-incendio degli edifici scolastici. Questa operazione, quindi, non ha nulla a che vedere con i fondi stanziati dal Governo nell’ambito della sedicente “Buona Scuola” di Renzi.

9) “Anche i bilanci delle precedenti amministrazioni sono stati presentati nei termini di legge e quindi non c’è alcuna novità rispetto al recente passato o alla giunta Marino”: BUFALA
È scontato che il Bilancio di un qualsiasi Comune vada approvato entro i termini di legge, altrimenti quello stesso Comune verrebbe commissariato dal Prefetto (e neppure Alemanno, di cui si sottolineano i ritardi, arrivò a tanto). La giunta Raggi ha semplicemente e orgogliosamente rivendicato di aver approvato il bilancio preventivo 2017-2019 con due mesi di anticipo sulla scadenza fissata dal Governo e prima delle altre grandi città italiane. Confermiamo che per la prima volta, almeno negli ultimi dieci anni, il Comune di Roma da via libera al bilancio di previsione così presto rispetto ai termini di legge. Nel recente passato l’approvazione in Consiglio è avvenuta non prima della fine di marzo (Bilancio di previsione 2015 con Marino sindaco).

I 43 successi della Raggi, secondo Repubblica

Non è una gara e non è nemmeno il via a un gara di insulti tra le diverse fazioni. Giovanna Vitale su Repubblica propone un fact checking sui successi sventolati da Grillo nell’amministrazione di Roma. E stare sui temi lo trovo terribilmente più interessante delle presunte relazioni amorose della Raggi. Intanto ecco la lista, ora approfondiamo:

 

I successi di Raggi dal Blog di Grillo Così stanno le cose (secondo Repubblica)
1) Oltre 430 milioni di euro per il trasporto pubblico locale Ordinaria amministrazione. Non si tratta di risorse aggiuntive ma del costo del contratto di servizio di Atac, siglato nel 2015.
2) Tariffa sui rifiuti abbassata tra l’1,5 e il 2%. Falso. La riduzione era stata già avviata dalla giunta Marino
3) Congelate le tariffe dei servizi pubblici a domanda individuale Vero. Almeno per questo primo anno. Alemanno le aumentò al suo terzo bilancio di previsione.
4) Fondi per 10 milioni ai Municipi per strade e viabilità. Falso. Sono diminuiti: da 1 milione per ogni municipio a 600mila euro pro capite.
5) Più risorse per 39 milioni sulle politiche sociali per la famiglia. Vero. Anche se al netto sono poco più di 30
6) Tagli per 40 milioni su spesa per i servizi istituzionali, generali e di gestione. Mezza verità. 12 milioni di risparmi sulle utenze derivano da contratti precedenti, 7 milioni dalla chiusura dei Caat decisi da Marino
7) Dimezzati i costi per gli incarichi esterni: nei primi sette mesi la giunta Raggi ha speso 3,1 milioni. Alemanno e Marino una media di 7,4 all’anno. Né vero né falso. Il confronto è proposto su dati non omogenei rispetto alle giunte precedenti
8) Attivi i primi 21 varchi elettronici della Ztl Anello Ferroviario Ordinaria amministrazione. Si stanno sperimentando i varchi già installati e pagati dalla giunta Marino
9) Abusivismo commerciale: da luglio fatti oltre 1000 controlli al giorno e multe per oltre 4 milioni. Ordinaria amministrazione. Operazioni di routine dei vigili. Nessun riscontro su numeri e incassi.
11) Aperta al pubblico, per la prima volta, l’area archeologica del Circo Massimo. Ordinaria amministrazione. Si attua un provvedimento del governo. Ma non si sa quando.?
Mezza verità. Raggi si è limitata a tagliare in nastro di un cantiere partito 10 anni fa
12) Partito dal 1 dicembre nuovo servizio di raccolta a domicilio di rifiuti ingombranti Falso. Il servizio esiste da anni, ma era stato sospeso perché la giunta Raggi aveva dimenticato di rinnovare il bando
13) Approvata in giunta delibera sull’obbligo di tracciabilità dei rifiuti dei cantieri edili. Ordinaria amministrazione. Si tratta dell’attuazione del nuovo Codice dell’Ambiente
14) Entrato in vigore il piano freddo. Finanziato con 250mila euro in più rispetto allo scorso anno. Ordinaria amministrazione. Si fa ogni anno. E quest’ultimo, secondo Caritas e Sant’Egidio è partito in ritardo ed è stato insufficiente
15) Linea 51 è diventata Express, potenziando il collegamento tra le linee C,A,B e i tram 3 e 8. Mezza verità. Altre linee di bus sono state tagliate. E con la Express si risparmia sulle corse
16) Nuova corsia preferenziale realizzata in via Emanuele Filiberto Ordinaria amministrazione. Ha scatenato la protesta dei cittadini
17) Approvata delibera sul nuovo piano di chiusura dei Centri di assistenza alloggiativa temporanea. Falso. Il piano è stato avviato dalla giunta Marino e solo aggiornato
18) Avviata operazione “strade pulite” con il “piano foglie” e il “piano caditoie”. Da seguire in tempo reale sul sito del Comune Ordinaria amministrazione. Si fa tutti gli anni. E sul sito non c’è nessun calendario su andamento lavori
19) Servizi di pulizia straordinaria dei bus Atac: da effettuare all’interno dei mezzi nei minuti di sosta al capolinea Vero. Il servizio è partito il 5 dicembre. Presto per fare un bilancio
20) Assunzione di 191 vincitori dell’ultimo maxi-concorso, in aggiunta ai 485 vincitori del “concorsone” indetto da Alemanno Ordinaria amministrazione. E’ previsto da una legge nazionale
21) Pagato il salario accessorio ai dipendenti capitolini bloccati da oltre 6 anni. Falso. Sono stati pagati solo gli arretrati bloccati da 2 anni, non da 6.
22) Potenziato servizio di raccolta rifiuti durante le feste natalizie. Falso. Il potenziamento per le feste si fa tutti gli anni.
23) Definitiva pedonalizzazione dei Fori Imperiali durante le domeniche e i festivi. Falso. La pedonalizzazione, voluta da Marino, prevede da anni in forma sperimentale lo stop totale domenica e festivi
24) Avviato bando per 15 nuovi bus grazie alle risorse giubilari, dopo lo sblocco dall’arrivo di nuovi 150 bus Urbanway Ordinaria amministrazione. Si dà seguito a una commessa vecchia di anni
25) Dal 1 gennaio gli over 70 a reddito basso avranno abbonamenti Atac gratis. Falso. Non è una novità, ma la semplice conferma di una misura che esiste da anni
26) Assegnato l’appalto di servizio per la manutenzione del verde orizzontale adiacente le piste ciclopedonali Mezza verità. La manutenzione è bloccata dopo le disdette delle coop sociali
27) Rilancio delle stazioni metro dal titolo “Adotta una stazione” con street art e pulizia straordinaria Mezza verità. Ripescata un’idea di Rutelli per abbellire le stazioni centrali con arte e mosaici.
28) Riqualificazione delle periferie romane con un investimento di 18 milioni di euro. Mezza verità. Alcuni progetti finanziati coi fondi del governo sono stati copiati dalle giunte precedenti
29) A febbraio sono riprese le attività di rifacimento del manto stradale, a dicembre riparate 400 buche Ordinaria amministrazione. Si tratta solo di 1/10 delle somme impegnate negli anni precedenti, di cui 10 mln coperti con fondi giubilari
30) Avviato con Atac l’operazione “Tram puliti”. Piano di pulizia straordinaria con sanificazione interna e lavaggi esterni. Ordinaria amministrazione. Vedi al punto 19.
31) Sbloccato l’iter per realizzare una pista ciclabile di 3,6 km in via Nomentana, in vista del Graab Ordinaria amministrazione. Il progetto è di Marino, i fondi del progetto Graab del governo
32) Su 16 linee Atac di bus e tram è possibile portare a bordo la bicicletta Mezza verità. Il progetto è partito in via sperimentale con Marino. Raggi l’ha solo esteso
33) Aperta un’indagine per truffa sul piano di zona B50 Monte Stallonara dopo un esposto del M5S. Vero. Ma la giunta Raggi non c’entra niente. L’esposto è di Roberta Lombardi
34) Avviata la revoca del Piano di Zona Tor Vergata D3/Comparto K3 Vero. Ma si tratta di una revoca in 8 mesi rispetto a 40 piani di zona gravati da contenziosi
35) Approvato in giunta il recupero dei nuclei di edilizia ex abusiva di Via Ardeatina-Villa Balbotti e Via di Santa Fumia. Vero. Ma le delibere devono ancora passare in consiglio comunale. E i nuclei interessati sono 27
36) Lotta all’abusivismo in ogni forma. Contrasto a parcheggiatori abusivi, sosta selvaggia e doppie file. Vedi al punto 9). E manca il servizio per rimuovere i veicoli in doppia fila: la giunta Raggi ha dimenticato di rinnovare il bando alla scadenza dell’appalto
37) Aumentati i controlli contro l’abusivismo commerciale e ricettivo. Vedi, di nuovo, al punto 9)
38) La Giunta è impegnata nel lancio di un Convention Bureau per potenziare il turismo, anche congressuale. Falso. Non se ne è mai parlato
39) Salvati tutti i fondi stanziati per il Giubileo e aggiunte risorse su piazza Vittorio e Appia Antica. Ordinaria amministrazione. I fondi giubilari rischiavano di andare persi perché non approvati in aula entro il 31/12/2016
40) Trasporto di 15 tonnellate di fieno ad Accumoli (Rieti) per aiutare gli allevatori colpiti dal terremoto. Le iniziative di solidarietà non si commentano
41) D’accordo con Cdp stanziati oltre 47 milioni di euro per la messa in sicurezza e adeguamento anti-incendio delle scuole Ordinaria amministrazione. Fondi dedicati dal governo in attuazione del piano Buona Scuola
42) “Solidarietà inMensa”. Speciale raccolta fondi nelle scuole con menu tipici dei paesi terremotati Vedi al punto 40)
43) Approvato il bilancio preventivo triennale: è la prima volta, almeno negli ultimi dieci anni, che il Comune di Roma approva così presto rispetto ai termini fissati dalla legge. Falso. Rutelli e Veltroni hanno approvato tutti i bilanci prima di Raggi. Marino è sempre rimasto entro i termini di legge. L’unico a sgarrare è stato Alemanno.