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scuola pubblica

Legge crescita Regione Lombardia: un nostro piccolo risultato

“L’ostruzionismo che abbiamo condotto in Aula sulla legge crescita ha prodotto almeno un risultato importante: lo stralcio dell’articolo 36, quello che implicava l’estensione delle concessioni autostradali a interventi insediativi esterni.

Questa norma, più volte e sotto varie forme già presentata negli anni scorsi ma mai arrivata all’approvazione, avrebbe consentito di coprire i costi di un’eventuale nuova autostrada attraverso la realizzazione di complessi immobiliari non meglio definiti lungo il suo percorso. Con gli effetti devastanti che ben si possono comprendere.

Se è vero, infatti, che in Lombardia manca un piano strategico della mobilità capace di dare una visione d’insieme delle singole opere, con un passaggio del genere, come ha denunciato anche Legambiente, si sarebbero trasformate le autostrade in assi dorsali di enormi progetti per un ulteriore consumo di suolo a beneficio esclusivo del concessionario.

Si tratta quindi di un primo passo positivo. Sappiamo comunque che, sul tema, il centrodestra tornerà presto alla carica con un pdl ad hoc. Naturalmente, ci troverà pronti a contrastare con forza qualsiasi tentativo di compromettere il territorio lombardo favorendo speculazioni e infrastrutture inutili.

Sul complesso della legge sviluppo resta ovviamente tutta la nostra contrarietà rispetto a due questioni che riteniamo molto gravi: l’avvio per il reclutamento degli insegnanti dei concorsi di istituto che, diversamente da quanto sostiene Formigoni, vede l’avversità di molta parte del settore e l’introduzione della contrattazione di secondo livello. Un vero colpo basso, assestato con metodo, alla scuola pubblica e ai diritti del lavoro”.

Milano, 4 aprile 2012

Bilancio Lombardia 2012: tutto come previsto

“Che in Lombardia la corsa fosse finita, era ormai chiaro da tempo. E ora c’è anche il bilancio 2012 a confermarlo inequivocabilmente, con la forza dei numeri.

Tutte le previsioni delle finanziarie regionali dal 2010 a oggi si sono rivelate scritte sulla sabbia, cancellate, ogni anno di più, certamente anche da tagli e ricadute nazionali, ma soprattutto dall’incapacità di Formigoni e della sua Giunta di cambiare passo, di costruire un nuovo modello.

Occorrono politiche industriali lungimiranti, a partire dal sostegno ai settori più innovativi. E invece non se ne vede traccia. La Jabil, per fare un solo ma significativo esempio, fa banda larga ed è occupata dagli operai licenziati via fax. Va bene garantire per l’anno a venire gli ammortizzatori, ma dalla Regione ci si aspetterebbe interventi ben più strutturali sulla crisi, sul rilancio produttivo e sullo sviluppo.

Occorre un investimento di peso sulla scuola pubblica, perché gli studenti sono il futuro del Paese. E invece Formigoni di nuovo regala milioni di euro – per la prima volta in calo da 51 a 33, ma comunque ancora tantissimi – ai pochi che frequentano le private, consueto bacino elettorale. Respingendo le nostre richieste di spostarne almeno 22 sul potenziamento dei servizi socio-educativi per l’infanzia, sull’acquisto di strumenti tecnologici per disabili, sui contributi per lavori socialmente utili.

Occorrono politiche sociali attente, capaci di difendere la dignità della vita delle persone disabili. E invece si promettono 70 milioni in campagna elettorale perché torna utile, si mantengono per un anno, ma per il 2012 si riducono di 30 milioni, mettendo a rischio il finanziamento dei servizi sociali essenziali da parte dei Comuni e persino sottraendosi al confronto con le associazioni, a partire dalla Ledha, che da mesi lo chiedono.

Occorre salvaguardare il territorio e migliorare la qualità della vita dei lombardi. E invece Regione Lombardia è schiacciata da pesanti inchieste giudiziarie che raccontano di tangenti, rifiuti pericolosi nascosti sotto l’asfalto e improponibili discariche di amianto, in barba alla salute dei cittadini e all’integrità dell’ambiente. Mostrandosi completamente sorda, in questa previsione per il 2012, anche alle nostre richieste di restituire indipendenza e funzioni di polizia giudiziaria all’Arpa nonché di rifare la brutta legge sui servizi idrici dello scorso dicembre, accogliendo l’esito referendario di giugno sull’acqua pubblica”.

Milano, 21 dicembre 2011

Schieriamoci per la difesa della scuola pubblica

A causa della nefasta azione sulla scuola pubblica di questi ultimi anni, l’istruzione pubblica sembra destinata a consumarsi e a morire con assoluta indifferenza nei confronti dei precetti costituzionali. I continui tagli della spesa e la scarsa considerazione da parte del Governo dei lavoratori della scuola pubblica obbligano a una protesta comune. In Lombardia, del resto, anche a livello regionale si continua ad alimentare la scuola privata a danno di quella pubblica. E’ il momento di affermare l’importanza e la valenza costituzionale dell’istruzione pubblica. Non possiamo permettere che sottraggano a tutti i cittadini, anche i meno abbienti, la possibilità di avere un’istruzione degna e gratuita! Per questo ho deciso di aderire al presidio che si terrà mercoledì 1 settembre davanti all’USR di Milano.

Di seguito il comunicato stampa degli organizzatori:

APPELLO IN DIFESA SCUOLA PUBBLICA

Sottoscrivilo!

assembleascuolaprecaria@gmail.com

PREPARIAMO INSIEME UNO SCIOPERO UNITARIO ALL’INIZIO DELL’ANNO SCOLASTICO !

IL 1 SETTEMBRE TUTTI DAVANTI ALL’USR DI MILANO !

ore 10.30

BREVE CONFERENZA STAMPA

ore 15.00

PRESIDIO E PERFORMANCE PRECARIA – recinzione simbolica della “scena del crimine”

INCONTRO PUBBLICO CON LE RAPPRESENTANZE SINDACALI UNITARIE, CON I GENITORI E CON GLI STUDENTI – per organizzare momenti di informazione e protesta già con il primo giorno di scuola, in ogni istituto

Dal prossimo settembre il Governo italiano vorrebbe tagliare 40.000 lavoratori della scuola, tra assistenti, maestre e maestri, professoresse e professori.

E, mentre aumentano i finanziamenti alle scuole private, i debiti del Ministero nei confronti degli istituti statali raggiungono in totale quasi 1 miliardo di euro!

Licenziamenti, crescente precarietà del personale e progressiva dequalificazione delle strutture e della didattica rendono instabile tutta la scuola pubblica, a danno degli alunni e del futuro del nostro Paese.

Occorre quindi ricucire tutte le componenti impegnate nella battaglia in difesa della scuola pubblica ed avviare fin d’ora un percorso che porti ad un’ampia mobilitazione unitaria a settembre.

Per questo:

▪ ci diamo appuntamento il primo settembre davanti al provveditorato: docenti precari e di ruolo, ATA, studenti e genitori

▪ ci impegniamo, ad indire in ogni scuola, con l’avvio delle attività , assemblee aperte di insegnanti, ATA, studenti e genitori

▪ chiediamo e ci impegniamo a costruire dal basso uno sciopero unitario all’inizio dell’anno scolastico, per saldare insieme, in una forte mobilitazione in difesa della scuola pubblica, la protesta dei precari che perderanno il posto di lavoro e la denuncia delle gravi conseguenze (sovraffollamento, impoverimento della didattica…) che i tagli stanno determinando per gli alunni e le alunne delle nostre scuole