La morte di Giulio Regeni è una preoccupazione stagionale. E adesso siamo fuori stagione

Il mio editoriale per TPI.it

Ma ve la ricordate Silvia Romano? Anche stavolta ci siamo accontentati dei rottami della memoria

Il mio pezzo per TPI.it

Dibba, Che Guevara in versione discount, sapessi quanto siamo annoiati noi da te

Il mio editoriale per TPI.it

Ci indigniamo solo di fronte all’orrore, ma senza vera empatia siamo complici del dramma dei migranti

Il mio editoriale per TPI.it

Siamo un Paese che non scende in piazza: ci lamentiamo sui social ma non facciamo nulla per cambiare le cose

Il mio pezzo per TPI.it

Il problema non è il cantante che ha insultato Falcone e Borsellino in Rai ma siamo noi, un Paese senza memoria

Il mio editoriale per TPI.it

Siamo un Paese ignorante. E non ce ne vergogniamo, anzi ce ne vantiamo pure

Il mio editoriale per TPI.it

Fahernheit, cosa ci siamo detti su Carnaio

Ospite di Loredana Lipperini ieri a Radio 3 abbiamo parlato del mio romanzo Carnaio. Ne è venuto fuori una discussione sulla letteratura ma anche sul presente. Se avete voglia di dedicarci del tempo trovate tutto qui: https://media.blubrry.com/giuliocavalli/p/www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2019/01/9953713.mp3Podcast: Esegui in una Nuova Finestra | Scarica | IncorporaRegistrati: Apple Podcasts | Android | Email | Google Podcasts…Continua la lettura di Fahernheit, cosa ci siamo detti su Carnaio

«Il mondo che verrà», cosa ci siamo detti, su Carnaio, a Radio Capital

Questa mattina ospite di Concita De Gregorio e Daniela Amenta ho parlato a lungo del mio romanzo Carnaio, del mondo distopico che c’è nel libro e di quanto ci sia invece fuori. Come già vi dicevo il viaggio di Carnaio sarà lungo (una grossa sorpresa ve la svelo prossimamente) e stiamo ultimando il tour di…Continua la lettura di «Il mondo che verrà», cosa ci siamo detti, su Carnaio, a Radio Capital

Se la ferocia si insinua anche tra le madri, siamo alla decomposizione morale


Se la ferocia si insinua anche tra madri, quelle che nella storia e nella letteratura hanno sempre trovato il modo di fare squadra per proteggere i propri figli consapevoli che ogni figlio è un bene prezioso, allora significa che lo stati di decomposizione morale ha raggiunto un grado gravemente avanzato. Non è paura di contagio ma è una vera e propria paura di infezione da parte dell’altro, chiunque sia, basta che abbia fattezze o lingua o colore diverso da quello che ci si aspetta.
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