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Gianni Biondillo scrive a Pisapia

Una cortese lettera sull’orribile progetto urbano di fronte al Monumentale a Milano e sul curriculum del progettista. E sarebbe il caso che Giuliano legga con attenzione. Fare politica urbana significa ragionare a lunga gittata, essere consapevoli di ciò che si eredita e di ciò che si vuole lasciare in eredità. Vogliamo farci ricordare dai nostri figli come i costruttori di questa città senza nerbo, signor Sindaco? Lo chiedo a lei e non solo. Lo chiedo al mio assessore alla cultura, sempre così esuberante in questi pochi mesi di giunta: non reputa, architetto Boeri, che questa sia una battaglia da combattere per davvero nel nome della cultura cittadina, piuttosto che perdersi nel decidere dove esporre il Quarto Stato? Lo chiedo ai docenti del Politecnico: è questa l’idea di architettura che vogliamo insegnare ai nostri studenti? Non dovreste, a questo punto, annullare i vostri corsi, dichiarare il default cognitivo? Lo chiedo ai designer, ai creativi, ai soci dell’ADI: nel nome di una nuova sede espositiva siete pronti ad accettare un tale scempio urbano? Cosa farete quando andrete a godere dei vostri autoreferenziali oggetti da museo? Chiuderete gli occhi, colpevoli, quando passerete in quel vuoto urbano che fronteggia l’albergo? Lo chiedo alle imprese che vogliono costruire nel nostro territorio: non avete ancora capito che è solo con la qualità progettuale che diverrete davvero competitivi? Siete consapevoli che le logiche che hanno retto le vostre fortune sono ormai alle spalle? Che siete destinati a soccombere se non renderete etico il vostro agire? Lo chiedo al FAI, a Italia Nostra, alle associazioni locali, alla cittadinanza. Pasolini si domandava: non sarebbe davvero rivoluzionario un popolo che si ribella nel nome della bellezza? Lo chiedo alla politica, tutta, di destra e di sinistra: cosa muove, per davvero, le vostre scelte? Siete consapevoli del bene e del male che avete fatto e continuate a fare al corpo sfinito di una metropoli che da troppo tempo sogna di rialzarsi ma che subisce di continuo la zavorra del vostro scarso coraggio? Cui prodest? 

Vuoi vedere che il wi-fi libero a Milano arriva davvero?

Milano potenzia l’offerta di accesso gratuito a Internet. E’ stata approvata dalla giunta di palazzo Marino la delibera che prevede,nel corso del 2012, l’installazione dei dispositivi (access point) in 1.200 luoghi individuati dal Comune, dove la connessione wi-fi sara’ garantita sia all’esterno, sia all’interno.

Si tratta di edifici pubblici o aperti al pubblico, come l’anagrafe, le biblioteche, le scuole, i musei e altri ancora. Dove, entro meta’ febbraio, gli hotspots del Comune saranno sviluppati in modalita’ free Internet, cioe’ saranno accessibili gratuitamente per l’intera giornata e non solo per un’ora e mezza. “Lo stanziamento approvato – spiega una nota del Comune -sara’ di 6 milioni di euro, che potrebbe scendere grazie a bandi internazionali e partnership con i privati”.

Natale sulla torre

Qualcuno passa il Natale senza lavoro sulla torre. Brava la Camusso a portare almeno solidarietà. Gli altri si dicono solidali ma tra pandori e pacchi sotto l’albero non hanno trovato nemmeno un secondo. È misuratamente democratico, si intende.

In divieto di sosta sul corpo di Giacomo

Giacomo è morto a 12 anni mentre tornava a casa da scuola in bici per le vie di Milano tra auto in sosta irregolare e incroci pericolosi. E’ una storia di indifferenza politica (che arriva da lontano e ha bisogno di essere risolta in fretta) e di inciviltà. Dov’è morto, insieme ai fiori, ci sono le auto. In divieto di sosta.

La mafia a Milano esiste – il video

E’ stata un bella serata quella organizzata da Mattia Calise e i ragazzi del Movimento5Stelle e da Pierpaolo Farina di QualcosadiSinistra. Credo che l’intervento di Cicconi, ad esempio, debba essere il manuale sugli appalti pubblici che dovrebbe stare sui banchi di tutti i consiglieri. Credo che l’obbiettivo di trasformare Palazzo Marino nella casa degli antimafiosi sia una delle promesse più belle da farsi in questo fine anno. Qui il video della serata:

Come lui taglierebbe le spese

“Non capisco la pervicaciadella Procura di Milano per un processo che sarà prescritto il 12 gennaio. L’economia processuale vorrebbe che quando un processo si sa essere prescritto non si sprechi tempo ma venga abbandonato. Invece a Milano hanno intensificato le udienze”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi parlando del processo Mills. “Non ho mai conosciuto Mills -spiega Berlusconi – si tratta di una buffonata. Da ora al 15 dicembre mi hanno fissato 21 udienze e dato che i miei avvocati vorrebbero che io passassi cinque-sei ore a definire la linea difensiva, in tutto sarebbero 42 giorni. Questo perché – aggiunge ancora – la Corte Costituzionale ha abrogato il lodo Alfano ed inoltre la Procura di Milano è pervicace visto che questo processo sarà prescritto il 12 gennaio”. 

A Milano la mafia esiste

Un bell’evento organizzato dal Movimento 5 Stelle di Milano e da Redazione Qualcosa Di Sinistra. A Palazzo Marino mercoledì 26 ottobre 2011 alle 21, Sala Alessi, a cui ho il piacere di partecipare. Con Nando Dalla Chiesa, Francesco Greco, Ivan Cicconi e Pino Masciari. Introduce Mattia Calise, consigliere comunale Mov.5 Stelle Milano. Qui l’evento facebook. Perché parlarne è un dovere. A Milano.

Sulla commissione antimafia di Milano: parla Onida

Lucido come sempre. Ampio nelle visuali e giustamente cattivo tra le righe. Onida sulla commissione antimafia a Milano:

Valerio Onida, sta esplodendo il caso della commissione antimafia. C’è chi la vuole solo politica, chi la vuole con esperti della società civile…
Ma non c’è dubbio che ci vogliono tutte e due.

Non pensa ce ne voglia una mista come ai tempi di Smuraglia? 

Secondo me è meglio distinguere fra i due organismi. Bisogna salvaguardare il ruolo del consiglio comunale, che ha la responsabilità politica di affrontare questi problemi. L’antimafia però non deve essere solo una sede di prese di posizioni politiche, tanto meno di polemiche, ma anche di effettiva capacità di intervento nell’amministrazione e dell’amministrazione per individuare e prevenire i rischi di infiltrazioni mafiose: ci vuole l’apporto conoscitivo e propositivo di chi conosce a fondo i problemi e la realtà dell’amministrazione e dell’economia, e può dare indicazioni e suggerimenti.

Che cosa ne pensa di Dalla Chiesa? 
E’ una figura fuori discussione per competenza ed esperienza. Comunque ci vogliono due organismi differenti. Gli esperti non possono sostituirsi ai rappresentanti eletti. E i rappresentanti eletti non si possono sostituire agli esperti.

Nei primi 100 giorni non si è fatta, la commissione. Secondo lei bisogna fare in fretta? 
Certo che va fatta, e va fatta in fretta. Incombe la questione Expo, ma non solo per questo. E’ una cosa necessaria, perché non farla subito? Quali ostacoli ci possono essere? Mi auguro non sorgano ostacoli di tipo personalistico né contrapposizioni di partiti. Questo è un argomento sul quale ci dovrebbe essere l’unanimità.

Non nominare Expo invano?

Hanno ragione Patrizia Quartieri e Mirko Mazzali (capogruppo e consigliere comunale SEL in Comune a Milano): Se si dovesse arrivare alla dolorosa scelta di stabilire una priorità tra l’onorare la nostra quota di partecipazione in Expo pari a circa  30 milioni di euro o intervenire per mantenere l’attuale erogazione dei servizi alle persone con disagio, agli anziani, all’infanzia, crediamo non ci debbano essere dubbi. Il rispetto della dignità e della qualità del vivere dei cittadini vale sicuramente più di ogni manifestazione, seppure di grande rilevanza. E come sono prevedibili e stonati certi nervosismi anche nel centrosinistra lombardo (centrocentrosinistra, insomma, i soliti). E un plauso a loro (e a noi) per avere dissacrato un idolo fieristico che qualcuno vorrebbe come unico guru di governo per il prossimo quinquennio. Perché se è rivoluzionario preferire i servizi sociali ad un esposizione significa proprio che abbiamo finito per assomigliare troppo agli altri. E marcare le distanze è sempre un bel respiro.

Chi rappresenta Carmela Rozza?

Davvero. Mi piacerebbe saperlo. Perché dopo il tipico innamoramento estivo da villaggio turistico per Bottino Craxi adesso diventa la più puntuta critica della questione islamica. È l’anima leghista del PD (di cui è capogruppo, mica briciole) o semplicemente bisogna scontare per qualche mese la delusione della poltrona non ottenuta? Non per altro, ma se continua così rischia di farmi diventare simpatico perfino Stefano Zamponi(che mica per niente l’aveva calmata con una querela qualche mese fa).

Le mie foto, i miei posti

  • Giornata di formazione con Libera al Liceo Cavalieri. Per saper scegliere.
  • La campagna di disarmo.org per dire STOP ai caccia F35: 183 asili spesi in armi.
  • Gli ultimi preparativi della scena. Anche stasera l'innocenza di Andreotti. Sul palco.
  • Andiamoci a prendere il cambiamento. Senza paure ma con l'orgoglio in questo tempo di grigi di essere differenti. Per costruire un 'sentire' comune come nuovo, urgente bene comune.
  • Un po' di sole, una raggera d'angelo, | e poi la nebbia; e gli alberi, | e noi fatti d'aria al mattino. (Salvatore Quasimodo, Acque e terre)
  • Potrebbe essere perfettamente lo 'stato' del Teatro italiano
  • In camerino del Teatro Asta di Vicenza. Con Libera per salire in scena con i nomi, i cognomi e gli infami e provare ad esercitare la memoria, e non limitarsi a commemorarla.
  • Dormo per gran parte dei giorni del mio anno in stanze in affitto per una notte o due. Se perdessi una briciola a notte sarei come Pollicino a contare le tappe sperando in un buon arrivo. Ed è una favola misteriosa e buona.
  • La scenografia che sogno per il mio nuovo spettacolo.
  • Un tramonto da bilancio di fine anno.
  • Questo Natale scopro una passione innata per le cose sgarruppate. Sono la bellezza da confiscare.
  • Albero
  • L'ultimo punto dell'ultima pagina del mio ultimo libro. Adesso mi dedico a me, alla mia famiglia, (alla mia malattia) e ai tanti che mi sono sempre vicino.
  • I banchi della maggioranza mentre di discute il bilancio.
  • Angoli di camerino negli angoli d'Italia
  • Preoccupazione pre spettacolo
  • Ultime prove a Grugliasco
  • Vivere saltando per hotel

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