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Delrio, Renzi e la Terra Promessa

delrio

«Il Signore gli disse: “Questa è la terra che ho promesso ad Abramo, a Isacco, a Giacobbe, e che darò alla tua discendenza. Ho voluto che i tuoi occhi la vedessero, ma tu non vi entrerai”. […] Quando morì, Mosè aveva centoventi anni»

Dt 34, 4-7

(via Malvino)

Non abituarsi mai al mal pensare

L’editoriale di Ilaria Bonaccorsi su Left in edicola di questa settimana. Ne vale la pena:

0429F01-benpensanteOgni volta mi chiedo cosa pensano i benpensanti, che poi sono malpensanti perché pensano male. Quelli che non volevano gli immigrati, quelli che dicevano che dovevano stare a casa loro, quelli infastiditi dall’“invasione” quotidiana e da quella solo immaginata nella loro testa.

Ogni volta penso: e ora? Ora, davanti ai morti di freddo ci penseranno a cosa vuol dire morire di freddo? Morire assiderati aspettando di essere salvati. Ma non essere salvati perché si è a qualche miglia più in là del previsto. Del concesso. Sì perché Mare nostrum che costava troppo (così ci diceva questa Europa qui) aveva la funzione di “ricerca e soccorso” e si spingeva sino a 172 miglia a largo. Arrivava, raccoglieva e portava in salvo.

Triton, figlio sempre di quest’Europa qui, ha invece l’obiettivo “di contrastare l’immigrazione irregolare”, di controllare le frontiere. E di proteggere la nostra Fortezza Europa. E non va più in là di 30 miglia. A 31 sei morto. Non sei più affar nostro. “Lasciateli lì” ha detto il peggiore dei benpensanti, Matteo Salvini. C’è stato un mese strano della mia vita, quasi un anno fa, passato in giro per l’Italia centrale a raccontare – tra le cose che ritenevo importanti – di un grande pannello, grande come il Mediterraneo, e di tante lucine che si accendevano ogni volta che in quel mare un’imbarcazione era in pericolo. Una lucina accesa voleva dire partire per cercare e salvare quelli lì fuori. A largo, soli. Immagino che oggi le stesse lucine continuino ad accendersi ma che quello stesso pannello grande come Il Mediterraneo non serva più a nulla. A meno che la distanza non sia quella “giusta” per quest’Europa qui. Vite umane considerate armi da fuoco dalle quali difendere la nostra Fortezza.

Come quando nel XV secolo riempirono le torri medievali facendone dei terrapieni per resistere alla polvere da sparo dei nuovi cannoni, oggi sbarrano le frontiere per resistere a uomini, donne e bambini che fuggono in massa da guerre e arrivano da noi frettolosi e disperati. Questa “Europa qui” è la stessa che non vuole concedere tempo, non denaro, alla Grecia per salvarsi. Ed è la stessa che ha calcolato il risparmio se invece di spingersi fino a 172 miglia per soccorrere qualcuno ci si ferma a 30 per proteggere se stessi. Quest’Europa qui calcola il risparmio e il guadagno. «Alla “colpa” di essere ebrei o zingari abbiamo sostituito quella di essere nati in Paesi resi invivibili. Ma poco per volta, ci abituiamo a tutto. Sembra che si parli di denaro. Invece si parla di sterminio», così scriveva qualche giorno fa Guido Viale su il Manifesto. Questo è il problema: «Sembra si parli di denaro, invece si parla di sterminio».

Ecco, Left è il luogo dove non ci si abitua. E non ci si abituerà mai a quel “mal” pensare. Perché quel pensare, come vi racconteranno due giovani giornalisti (Veronica e Giacomo) che firmano l’inchiesta di apertura, produce numeri, sbarre, farmaci, sofferenza, contenzione, abbandono. Trasforma centri di identificazione in veri carceri occupati a “contenere” (anche farmacologicamente) chi, per sua sfortuna, vi capita. Sulle pagine di Left, anche questa settimana come le prossime, troverete tutto quello che abbiamo in corpo.

Di alcune cose imperdibili di questo numero voglio dirvi qui: del primo (di molti) lungo editoriale di Emanuele Ferragina, del primo “monologo di carta” (di molti) di Giulio Cavalli e Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, e di Sunjay Gookooluk. Giovane mauritiano recluso nel Cie di Ponte Galeria e autore di un magnifico diario di cui pubblichiamo alcuni stralci, come questo: «Non siamo extraterrestri, siamo umani. C’è chi scappa da una guerra, chi si vende tutto per andarsene dalla miseria, dai disastri naturali. Chi ha il potere, chiudesse tutti questi centri […] Ora sono le 22.30 e il carrello della terapia ha appena finito il suo giro. Oggi soffrirò le sbarre, la fame e anche l’insonnia visto che ho rifiutato tutti gli psicofarmaci. So solo che sono un artista, quello vorrei fare nella vita».

Ci si vede a Formia

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CITTA’ DI FORMIA

MARZO 2015  – “ MESE DELLA LEGALITA’ ” 

28 FEBBRAIO 

Auditorium Foa, ore 19

Proiezione film “La scorta”

Dibattito con Pierluigi Faloni (Prefetto

di Latina), Cesare Sirignano

(pm Dda di Napoli), Ricky

Tognazzi (attore) e Giulio Cavalli

(giornalista), Sandro Bartolomeo (Sindaco

di Formia), Giuseppe Golini Petrarcone

(Sindaco di Cassino) e Renato Natale

(sindaco di Casal di Principe),
Modera Antonia De Francesco

1 MARZO

Sala Falcone e Borsellino, ore 11

Presentazione libro “L’innocenza 

di Giulio”. Con Giulio Cavalli

e Giovanni Conzo (pm Dda di Napoli).

Modera: Angela Nicoletti

2 MARZO

Sala Falcone e Borsellino, ore 11

Mostra fotografica “Il volto di Gomorra”

Con Nicola Baldieri (fotografo),

Nicola Graziano (giudice),

Angelo Pisani (avvocato) e Mattia

Aprea (avvocato e consigliere comunale)

Modera: Angela Nicoletti

6 MARZO

Sala Falcone e Borsellino, ore 17

Presentazione libro “Cruel”

Con Salvo Sottile (giornalista)

e Antonio Manetta (autore Rai)

Modera: Angela Nicoletti

7 MARZO

Sala Falcone e Borsellino, ore 10.30

Lezione: “Il serial italiano racconta

 la criminalità:‘Romanzo Criminale’ 

e ‘Gomorra’. Con Barbara Petronio

e Daniele Cesarano (sceneggiatori di “RomanzoCriminale“)

7 MARZO

Sala Falcone e Borsellino, ore 19.30

Proiezione film “Il sud è niente”.

Con Fabio Mollo (regista del film)

10 MARZO 

Sala Falcone e Borsellino, ore 10.30

Lezione: “La camorra spiegata ai ragazzi”

Con Giuseppe De Matteis (Questore di Latina)

Giovanni De Nuzzo (comandante CC Formia),

don Luigi Merola (A’ voce de’ creature)

Luca

Innovatore in un Paese stagnante, in un settore pieno di muffa. Il teatro sarà più povero.

Ronconi

I rottamatori correntizi

Nuove “correnti” nel PD. Questa volta sarebbe d’ispirazione democristiana (ma va?) e intorno al Sottosegretario Delrio. Ne ho scritto per L’Espresso qui.

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L’isola che c’è: Lampedusa raccontata a quattro mani con Giusi Nicolini

Tra le fortune del mio lavoro c’è anche la possibilità di raccontare persone eccezionalmente umane in questo mare (è il caso di scriverlo) di prepotenze e razzismo. Per questo sono molto fiero di avere aperto l’appuntamento dei “monologhi di carta” che usciranno ogni settimana su Left con un pezzo scritto a quattro mani con la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini. Qui sotto c’è il video, il testo è su Left in edicola da oggi:

Altro che Kyenge

4457845_5_1404_l-ancienne-affiche-de-campagne-d-anne-sophie_39c73fd684d08591be3d6c337b2d918eIn ottobre 2012 una candidata del Fronte Nazionale in Francia aveva paragonato la Ministra della giustizia, Christiane Taubira, ad una scimmia (modalità identica al “nostro” Calderoli: foto su facebook con accanto una foto di una scimmia completa di commento). La candidata è stata immediatamente esclusa dalle elezioni e dal partito ed ora è stata condannata a 9 mesi di arresti (in prigione non ai domiciliari) oltre a 50mila euro di danni da pagare insieme al FN e 30mila euro di multa a seguito di una denuncia mossa dal movimento Walwari.

Notate le piccole differenze. Ah, a proposito: la Francia è quel Paese (secondo alcuni) “troppo buono”.

(Grazie a Miki per la segnalazione)

Mafiosi e imbecilli: si ustionano per bruciare un negozio

Bagheria-ustionati-dopo-attentato-Arrestati-autori-di-intimidazione-6c64f4288f774c671778ad5bd6bd1e45Le complesse indagini, che hanno portato agli arresti di Salvatore Benigno e Gianluca Califano entrambi ventiduenni bagheresi, sono cominciate nello scorso mese di luglio dopo due attentanti incendiari ai danni del medesimo commerciante.

Benzina, saracinesche incendiate in due distinti episodi, insomma il più classico degli scenari di estorsione di tipo mafioso. Il titolare dell’esercizio commerciale, vittima degli attentanti ha negato in un primo momento di essere stato oggetto di richieste estorsive di alcun tipo.

L’attività investigativa dei militari dell’arma è partita dalle analisi dei video di alcune telecamere di sorveglianza che hanno consentito di ricostruire l’esatta dinamica degli incendi e di identificare i soggetti ritenuti colpevoli che sono stati anche oggetto di perquisizione domestica, proseguono invece le indagini per individuare i mandanti dell’intimidazione.

Il caso è stato trasferito alla DDA di Palermo perché è emerso che il commerciante in vittima degli attentati in realtà era stato avvicinato da una persona riconducibile alla locale famiglia mafiosa.

(clic)