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Ambiente

Cambiamento climatico, questo sconosciuto

E’ stata una bella serata interessante e formativa quella con Stefano Caserini al Teatro Nebiolo per sfatare i miti sui cambiamenti climatici e provare ad analizzare il tema più a fondo. Qui il video completo della serata con la descrizione.

Tutti ne parlano, a volte a torto, altre a ragione. Quali siano davvero gli effetti e le cause del riscaldamento globale, però, è spesso materia ignota ai più. E, tra i non addetti ai lavori, circolano vere e proprie leggende alimentate da tanta cinematografia moderna e catastrofista e su cui l’ingegnere ambientale Stefano Caserini, lodigiano doc, dottore di ricerca in ingegneria sanitaria e titolare del corso di mitigazione dei cambiamenti climatici del politecnico di Milano, non potrà fare a meno di sorridere. È lui il primo ospite della rassegna di incontri del Centro di documentazione per un teatro civile del teatro Nebiolo di Tavazzano, in programma per questa sera alle 21 nella sala via IV Novembre. Tutti ad ingresso gratuito, gli incontri sono ormai un appuntamento fisso della stagione del Nebiolo e nel corso degli anni hanno ospitato scrittori, magistrati, attori; voci “impegnate” con l’intento di svegliare la coscienza critica dello spettatore. Ad aprire il cartellone del nuovo anno, ci sarà una serata a metà tra il racconto scientifico e le riflessioni ironiche dal titolo Il riscaldamento globale. Questo misconosciuto… e a cui prenderà parte anche il direttore artistico del Nebiolo, Giulio Cavalli, in veste di interlocutore sul palco. Un racconto che muoverà i primi passi attraverso una spiegazione semplice del problema dei cambiamenti climatici per poi passare agli atteggiamenti dell’opinione pubblica sul tema, passando dagli estremi del negazionismo all’esagerato catastrofismo attraverso articoli di giornale, dati, brevi video e spezzoni di film con cui si spiegherà, in modo anche ironico, la grande dimensione etica del problema climatico. E che riguarda, in larga parte, le generazioni future che si troveranno dinnanzi a un pianeta con un clima profondamente diverso da quello attuale. Se la responsabilità umana sulla “crisi climatica” è chiarissima alla comunità scientifica, è ancora ampia la diffusione di argomentazioni che negano la sua esistenza. Il risultato? Il pianeta “ribolle” anche se fuori dalla finestra nevica, anche se l’uomo non se ne accorge e continuerà a farlo fino a che le conseguenze nei prossimi decenni non sfoceranno in cambiamenti pericolosi che non potranno più essere ignorati. Da qui l’idea di affrontare nella serata anche la necessità delle piccole, e grandi, azioni quotidiane per offrire il proprio contributo e invertire la tendenza.


Malpensa: non ci fermiamo, vogliamo sapere

(ANSA) – MILANO, 21 NOV – Da quale ”ricollocazione degli abitanti della frazione di Tornavento nel comune di Lonate Pozzolo” alla protezione della fauna della brughiera che ”verra’ distrutta dalla costruzione della terza pista”. Da ”quali misure saranno adottate per evitare un ulteriore incremento dell’inquinamento acustico e luminoso dell’area” alla possibilita’ di ”collocare la torre di controllo in un altro luogo”. Sono questi i principali quesiti sollevati dai consiglieri regionali di Sel, Giulio Cavalli e Chiara Cremonesi, in un’interrogazione sull’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa alla quale sono chiamati a rispondere in Commissione Territorio gli assessori all’Ambiente, Marcello Raimondi; alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo e al Territorio, Daniele Belotti. Gli esponenti di Sinistra Ecologia Liberta’ chiedono inoltre di sapere ”in quali tempi la Regione intende iniziare l’iter della Valutazione Ambientale Strategica sull’ampliamento di Malpensa”. Cosi’ come vogliono sapere ”se sia prevista una ristrutturazione o un adeguamento dell’impianto di depurazione di Sant’Antonino”, che sorge vicino all’aeroporto.

Venerdì parliamo di clima. Sul serio.

Per la prima serata del ciclo di incontri ad ingresso gratuito del “Cento di Documentazione per il Teatro Civile”, in programma venerdì 18 novembre alle ore 21:00, l’incontro con l’esperto lodigiano Stefano Caserini che – con la partecipazione di Giulio Cavalli – spiegherà in modo semplice e leggero il problema dei cambiamenti climatici, mostrando i pericoli del negazionismo ottuso e dell’esagerato catastrofismo a breve termine.

“Contrordine, fa più freddo”, ”Dov’è finito il riscaldamento globale?”. “Se il riscaldamento è globale…perché nevica?”

I titoli sulla questione climatica a volte sorprendono. Sembra che ad ogni inverno prolungato o primavera ritardata dovremmo mettere in discussione l’esistenza del problema del surriscaldamento globale. Sarà difficile, ma bisogna abituarsi: anche con il riscaldamento globale le ondate di gelo invernale saranno possibili. Saranno solo meno frequenti, mentre più frequenti saranno le ondate di calore, le estati con i giorni e le serate molto calde; come quelle, che ancora ricordiamo, dell’agosto del 2003. La responsabilità umana sulle variazioni climatiche degli ultimi decenni è chiarissima alla comunità scientifica, che ritiene in stragrande maggioranza inequivocabile l’attuale surriscaldamento del pianeta e considera elevata la probabilità che nei prossimi decenni il pianeta dovrà fronteggiare cambiamenti climatici, originati dalle attività umane, molto pericolosi per le persone e gli ecosistemi che abitano il pianeta. Nonostante questo, l’ampia diffusione di argomentazioni senza fondamenti scientifici, che negano l’esistenza della crisi climatica, a volte veri e propri miti e leggende metropolitane, fa sì che la percezione pubblica delle cause della crisi climatica non stia progredendo di pari passo con la crescita del problema. L’incontro si svilupperà attraverso la spiegazione del problema dei cambiamenti climatici, passando dagli estremi del negazionismo all’esagerato catastrofismo, fino ad arrivare ai più recenti dati pubblicati nella letteratura scientifica. Tra articoli di giornale, informazioni e dati, brevi video e spezzoni di film si spiegherà, anche in modo ironico, la grande dimensione etica del problema climatico, che riguarda in larga parte le generazioni future, a cui lasceremo un clima diverso da quello attuale. Infine verranno mostrate le possibili soluzioni, la azioni piccole e grandi che possono dare una mano per contrastare i cambiamenti climatici.TEATRO NEBIOLO, VENERDÌ 18 novembre ORE 21:00 CENTRO DI DOCUMENTAZIONE PER UN TEATRO CIVILE, INCONTRO CON STEFANO CASERINI INGRESSO LIBERO E GRATUITO – INFO: Tel 0371 761268 Cel. 331 92 87 538 / e-m@il. info@teatronebiolo.org / sito www.teatronebiolo.org

Lega bracconiera a Brescia: interrogazione per Formigoni

Lega Nord a Brescia contro il nucleo antibracconaggio: lavorano troppo e troppo bene. Da non credere ai propri occhi. Soprattutto per gli animalisti che avevano preso sul serio le promesse di qualche consigliere regionale. Sono curioso di ascoltare la risposta.

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA IN COMMISSIONE EX ART. 116 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE

Al Signor Presidente del Consiglio regionale

Oggetto: situazione del Nucleo operativo antibracconaggio (NOA) nella zona del bresciano

I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI REGIONALI

PREMESSO CHE

il Corpo forestale dello Stato è la prima polizia ambientale d’Italia e il Nucleo operativo antibracconaggio (NOA) del Corpo forestale dello Stato è da sempre in prima linea nella lotta al bracconaggio;

PREMESSO INOLTRE CHE

tra le operazioni più importanti nel contrasto alla caccia illegale si può annoverare l’ “Operazione pettirosso”, iniziata anni fa, che ha finora portato alla denuncia di oltre 1500 persone per bracconaggio con reati contestati che vanno dall’abbattimento della fauna protetta all’utilizzo dei richiami elettromagnetici, dalla detenzione di fauna protetta all’uccellagione, dal porto abusivo d’arma all’utilizzo di mezzi di caccia non consentiti, nonché al maltrattamento di animali;

il Nucleo Operativo Antibracconaggio (N.O.A.) della Forestale contribuisce in modo determinante a contenere il gravissimo fenomeno dell’uccellagione clandestina praticata ogni autunno nella provincia di Brescia,in occasione della migrazione stagionale;

il NOA non si occupa direttamente dei cacciatori (sebbene ne abbia le competenze), ma durante il campo bresciano ‘operazione pettirosso’, lavora unicamente appostandosi su reti, archetti e trappoline. Secondo i dati, é soprattutto grazie all´impegno del NOA nell´identificare chi commette reato, che il fenomeno del bracconaggio é costantemente diminuito dagli anni ´90 a oggi;

gli agenti del NOA sono riusciti nel corso di 20 anni di attivitá a sequestrare circa 100.000 mezzi illeciti di caccia (archetti, trappoline, reti) e a denunciare all’Autorità Giudiziaria oltre un migliaio di bracconieri;

CONSIDERATO CHE

a Brescia sono centinaia di migliaia gli archetti e gli altri mezzi di cattura, in violazione della legge 157/92, sequestrati in questi anni dal CFS e dalle guardie venatorie volontarie delle associazioni ambientaliste come il WWF e la LIPU;

la Provincia di Brescia per storia e caratteristiche del territorio vede non solo la presenza di un numero consistente di cacciatori (circa 30.000), 1/3 dell’intera Lombardia, ma anche la diffusione di pratiche venatorie illecite;

per autorizzare l’abbattimento di mezzo milione di uccelli (caccia in Deroga e cattura di richiami vivi) il Consiglio Lombardo ha trasformato in Leggi quadro regionali per raggirare la normativa nazionale e per evitare i continui e sempre persi ricorsi al TAR e sono pendenti procedure di infrazione dell’Unione e condanne della Corte di giustizia europea per una gestione della caccia in deroga del tutto incompatibile con le norme comunitarie. (Inoltre, il 10 dicembre 2009 il Presidente della stessa Corte di Giustizia europea, con provvedimento urgente e straordinario, emette un´ordinanza contro la Repubblica Italiana chiedendole di sospendere l’applicazione dell’art. 4, primo comma, della legge regionale della Regione Lombardia 20 luglio 2008,Disciplina del regime di deroga“.);

VISTO CHE

L’Italia ha recepito con la Legge quadro 157/92 la Direttiva Uccelli (79/409/CEE), la selvaggina non è più ritenuta “res nullius” ma, in virtù della legge 157/92, è ritenuta “patrimonio indisponibile dello Stato”;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

un assistente del Corpo forestale è rimasto vittima poche settimane fa di un incidente, fortunatamente non grave, causato da un cacciatore che, sparando, lo ha ferito alle gambe;

ATTESO CHE

è in atto da parte di rappresentanti della Lega Nord a Brescia una raccolta firme per impedire ai NOA la loro attività in difesa del patrimonio faunistico italiano. Tali esponenti politici attaccano in modo  pretestuoso e vessatorio gli agenti del N.O.A. al fine di vanificare l’operazione antibracconaggio. Tali dichiarazioni  non sorprendono in un contesto istituzionale provinciale in cui si vuole a tutti i costi chiudere un occhio sui ripetuti reati commessi dal mondo venatorio, facendo ricadere la colpa di persecuzione “ su quanti, volontari e agenti di polizia, non accettano, bensì contrastano con dedizione il diffuso bracconaggio;

ATTESO INOLTRE CHE

è necessario rafforzare il NOA e la presenza dello Stato in queste realtà dove la caccia illegale è ancora fortemente presente;

INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 

LOMBARDA, ROBERTO FORMIGONI, LA GIUNTA REGIONALE LOMBARDA, L’ASSESSORE REGIONALE ALL’AMBIENTE, ENERGIA E RETI, MARCELLO RAIMONDI E L’ASSESSORE ALLA PROTEZIONE CIVILE, POLIZIA LOCALE E SICUREZZA, ROMANO LA RUSSA, PER CONOSCERE:

  1. quali siano le misure operative concrete che si intendono prendere al fine di assicurare un corretto, sicuro e proficuo lavoro da parte del NOA nella zona del bresciano ;
  2. quanti agenti si dedicano esclusivamente al controllo venatorio e antibracconaggio nella provincia più ampia e a maggior densità venatoria in Italia;
  3. se non sia utile chiedere che venga rafforzato con ulteriori unità il Nucleo Operativo Antibracconaggio in una zona, come quella di Brescia e provincia, in cui continui episodi di bracconaggio denotano la presenza continua della caccia illegale;
  4. quanti verbali vengono redatti in media da ciascuna guardia del nucleo ittico venatorio provinciale;
  5. se esistono agenti del nucleo ittico venatorio che non hanno mai redatto verbali;
  6. quanti di questi verbali siano attribuiti a ignoti

Milano, 2 novembre 2011

Giulio Cavalli (SEL)

Chiara Cremonesi (SEL)

Terza pista Malpensa: ora vogliamo qualche risposta

La questione della terza pista di Malpensa è una battaglia cruciale per fermare l’onnivoro lombardismo che costruisce in mezzo alla desolazione. Costruire per costruire è la mania della Giunta Formigoni che prova un irresistibile bisogno di “far girare il cemento” per distribuire regalie e rivendercelo come sviluppo. Mentre Malpensa si svuota (e i lavoratori perdono il proprio stipendio) qualcuno riesce a raccontarci che si deve fare. Perché fra qualche anno sarà inevitabile, ci dicono. ‘Inevitabile’ è diventata l’unica giustificazione politica su qualsiasi compromesso. Siamo pieni di amministratori a forma di cicuta. Eppure rimango convinto che possa essere possibile fermare lo scempio. Stiamo preparando un percorso di iniziative politiche che possano smascherare i favorevoli di centrodestra e i (sottovoce) favorevoli dall’altra parte.  Intanto cominciamo a pretendere un paio di risposte.

Noi non ereditiamo la terra dai nostri padri. Prendiamo in prestito dai nostri figli. (David Bower)

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA IN COMMISSIONE EX ART. 116 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE

Al Signor Presidente del Consiglio regionale

Oggetto: chiarimenti sul nuovo Master Plan SEA dell’Aeroporto di Milano Malpensa

I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI REGIONALI

PREMESSO CHE

SEA ed ENAC hanno avviato la V.I.A. (valutazione di impatto ambientale) con il consenso di Regione Lombardia sull’area di futuro ampliamento dell’aeroporto di Malpensa;

PREMESSO INOLTRE CHE

Regione Lombardia, con delibera del 28/7/2010 ha affermato la necessità di procedere in modo coordinato fra la V.I.A. sull’ampliamento di Malpensa e la V.A.S. (valutazione ambientale strategica) del Piano d’Area, per poter valutare meglio le ricadute sulle aree interessate, disattendendo, però, la stessa delibera, e facendo proseguire solo l’iter riguardante la V.I.A.;

CONSIDERATO CHE

il Master Plan di SEA comporterà delle variazioni nei documenti di programmazione territoriale dei Comuni e del PTC del Parco Ticino e sostituirà il Piano Regolatore Aeroportuale del 1985 e, quindi, va considerato come un atto di Pianificazione Territoriale, da sottoporre come tale a Valutazione Ambientale Strategica;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

solo la V.A.S. permette di valutare compiutamente se il territorio è in grado di sopportare l’ulteriore ampliamento del sedime e l’incremento di voli per passeggeri e merci;

ATTESO CHE

il territorio intorno all’aeroporto presenta livelli di inquinamento accertati e numerosi studi dei Comuni e del Parco del Ticino evidenziano questo grave dato che colpisce sia l’ambiente sia la salute dei cittadini; inoltre, lo studio HYENA ha evidenziato un alto tasso di inquinamento della’aria, acustico e luminoso con tutte le conseguenze che ne derivano per la salute umana;

ATTESO INOLTRE CHE

il rumore derivante dal traffico veicolare e il traffico aereo notturno ha effetti significativi sul rischio di insorgenza di malattie;

CONSTATATO CHE

l’ampliamento del sedime aeroportuale di oltre 400 ettari, finalizzato alla costruzione della Terza Pista di 2400 metri nella zona sud-ovest, l’ampliamento della’area cargo, la realizzazione del Polo Logistico su una superficie di 200.000 mq comporterà la scomparsa di un’ampia fetta di territorio di brughiera e di un’ulteriore delocalizzazione dei cittadini del comune di Lonate Pozzolo, dal momento che la frazione di Tornavento del predetto comune è destinata a svanire;

CONSTATATO INOLTRE CHE

il luogo prescelto per l’ampliamento è un’area del Parco del Ticino che possiede caratteristiche da proteggere secondo la direttiva habitat e secondo la direttiva uccelli, un’area di autentica brughiera che non potrà né rigenerarsi spontaneamente altrove né essere ricostruita artificialmente in altro luogo per le particolari caratteristiche del suolo, come studi del Parco del Ticino in collaborazione all’Università di Pavia hanno sottolineato;

RITENUTO CHE

lo studio MITRE segnala che la collocazione e l’altezza della torre di controllo potrebbero non essere compatibili con gli standard e potrebbe essere necessario situarla altrove, che la struttura a sud del viadotto che conduce all’entrata principale del terminal passeggeri è troppo alta e dovrebbe essere ridotta in altezza in base alle norme di sicurezza ICAO;

RITENUTO INOLTRE CHE

l’impianto di depurazione di Sant’Antonino, identificato come ricettore delle acque per il trattamento delle acque di scarico derivanti dall’infrastruttura, venne realizzato alla fine degli anni Ottanta per servire un carico antropico di 600.000 abitanti, senza neppure prevedere la realizzazione del progetto di Malpensa 2000 e fino a poco tempo fa è stato sotto sequestro per ordine del Tribunale di Busto Arsizio per il superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente e che le opere di adeguamento del Tribunale sono ancora in corso

 

INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 

LOMBARDA, ROBERTO FORMIGONI, LA GIUNTA REGIONALE LOMBARDA, L’ASSESSORE REGIONALE ALL’AMBIENTE, ENERGIA E RETI, MARCELLO RAIMONDI, L’ASSESSORE ALLE INFRASTRUTTURE E ALLA MOBILITA’, RAFFAELE CATTANEO E L’ASSESSORE AL TERRITORIO E URBANISTICA, DANIELE BELOTTI, PER CONOSCERE:

 

  1. in quali tempi Regione Lombardia intenda iniziare l’iter della Valutazione Ambientale Strategica sull’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa   ;
  2. quali misure si intendano adottare per evitare un ulteriore incremento  dell’inquinamento dell’area, acustico e luminoso nell’area interessata dall’ampliamento dello scalo;
  3. in che modo si provvederà alla ricollocazione degli abitanti della frazione di Tornavento di Lonate Pozzolo;
  4. come si proteggerà la fauna dell’area della brughiera che verrà distrutta dalla creazione del terzo scalo della pista;
  5. se la collocazione della torre di controllo sia compatibile con gli standard e se sia possibile situarla in altro luogo;
  6. se sia prevista una ristrutturazione o un adeguamento dell’impianto di depurazione di Sant’Antonino

 

 Milano, 2 novembre 2011

Giulio Cavalli (SEL)

Chiara Cremonesi (SEL)

 

 

L’antimafia che funziona: la difesa del suolo

Nella medesima sera di martedì 4 ottobre, mentre il Consiglio Comunale di Monza ha adottato la mega variante con i suoi 4 milioni di metri cubi edificabili (qui l’articolo di Vorrei), a Desio l’assessore Daniele Cassanmagnago ha avviato in commissione urbanistica l’iter procedurale di variante al piano vigente, delineando un indirizzo diametralmente opposto.

La variante cancella infatti il 60% della superficie che il piano in vigore, approvato dalla precedente amministrazione Pdl-Lega, destinava ad ulteriore urbanizzazione e restituisce all’agricoltura, al verde pubblico e alla non trasformazione più di 1 milione di metri quadri.

Non ci sono precedenti nella storia urbanistica di Desio: in regione Lombardia un qualcosa di simile era avvenuto nel 1993 a Monza, dove una bozza di piano affidata all’architetto Benevolo prevedeva la cancellazione di 3 milioni di metri cubi edificabili. Questo piano nasceva nel contesto movimentato di tangentopoli, anni in cui finirono sotto inchiesta giudiziaria anche alcuni amministratori monzesi, tra cui l’ex Sindaco Rossella Panzeri.

Come era avvenuto a Monza, anche Desio ha recentemente attraversato un mandato amministrativo movimentato e costellato di inchieste giudiziarie che hanno portato allo scioglimento del Consiglio Comunale. Nella cittadina brianzola si accesero i riflettori delle inchieste giornalistiche e televisive che portarono alla luce evidenti segnali di infiltrazioni mafiose. La città scoprì di avere il territorio decorticato e disseminato di discariche abusive e un Pgt, da poco approvato, con in previsione il 10% di consumo di suolo, un parametro raddoppiato rispetto all’indicazione del piano provinciale (PTCP).

La nuova amministrazione eletta in primavera si è assunta l’impegno di riportare Desio in standard più umani di vivibilità: “Il Piano urbanistico non può essere un patto esclusivo con gli imprenditori immobiliari da cui escludere la grande massa degli altri cittadini, la maggior parte dei quali vuole una città funzionante e vivibile e che mai chiederà un permesso di costruire” Dice Daniele Cassanmagnago. “E’ un’idea che rifiutiamo perché antiliberale, antisociale, in definitiva antiurbana, che pretende di privatizzare scelte che riguardano beni per loro natura “collettivi”.

Qui la presentazione di Daniele. Senza altri orpelli se non la buona politica.

Cappella Cantone/Cavalli (SEL) : “Autorizzato il disastro ambientale”

Dichiarazione di Giulio Cavalli, consigliere regionale Sinistra Ecologia e Libertà

“Così facendo si crea un pericoloso precedente. Ogni ex cava con falde acquifere affioranti potrà essere adibita a discarica di amianto tappando i buchi con un po’ di materiale isolante.”

E’ quanto afferma il consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, Giulio Cavalli, dopo aver appreso della scelta di Regione Lombardia di emettere l’AIA alla ditta Cavenord srl tramite la Direzione generale territorio e urbanistica dando il via libera alla discarica di Cappella Cantone nella ex cava di Retorto.

“E’ giunto il momento di costruire tutti insieme una mobilitazione a livello regionale per chiedere una moratoria dei procedimenti in corso per rivederne le modalità. Non possiamo più lasciare che i privati scelgano i siti di scarico dei rifiuti – spiega Cavalli – è necessaria una pianificazione regionale che coinvolga il territorio per evitare che siano deturpati storici suoli agricoli come quello cremonese e quindi messe in difficoltà le categorie produttive ad essi collegati.”

“E’ importante ricordare – conclude il consigliere Cavalli – che Cremona è la terza provincia per infrazioni accertate nella filiera dei rifiuti in Lombardia e che quest’ultima è tra le primissime regioni per la presenza di soggetti che praticano una criminalità sistematica legata al traffico illecito di rifiuti e smaltimento irregolare. Rimaniamo vigili.”

Milano, 4 ottobre 2011

C’è crisi e crisi

Oggi, 27 settembre, abbiamo consumato le risorse che dovevamo consumare nell’intero 2011. Si chiama Earth Overshoot Day (Eod), cioè il giorno di pareggio tra risorse disponibili e consumi. Un giorno che, nel modello calcolato, doveva essere il 31 dicembre, e che l’anno scorso si è verificato a metà ottobre. Nel saldo tra risorse ambientali disponibili, o in grado di essere riprodotte, e risorse consumate, da oggi siamo in rosso. L’anidride carbonica che poteva essere assorbita dalle foreste è stata assorbita, come i rifiuti che potevano essere smaltiti o riciclati e i pesci che potevano essere pescati calcolando il ripopolamento naturale e indotto. Da oggi il pianeta si impoverisce senza rigenerarsi. E qui non ci salvano i tedeschi o l’Europa.

Interrogazione: discarica a Rezzato (BS)

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA IN COMMISSIONE EX ART. 116 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE

Al Signor Presidente del Consiglio regionale

Oggetto: progetto di una discarica di rifiuti speciali a Rezzato (BS) 

I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI REGIONALI

PREMESSO CHE

nella zona di San Polo (BS), in cui è presente una discarica di amianto di ottantamila metri cubi, il livello di mortalità per cancro, secondo le analisi dell’ASL di Brescia, è allarmante e decisamente superiore alla media nazionale;

PREMESSO INOLTRE CHE

l’apertura di una nuova discarica di rifiuti speciali all’interno della cava Castella a 3 Km dal centro di Rezzato (BS) conterrà due milioni di metri cubi di rifiuti speciali come scarti alimentari, carcasse animali, derivati del petrolio e del carbone, rifiuti dell’industria chimica, inchiostri, pitture e vernici, fanghi di fognatura e terreno contaminato;

CONSIDERATO CHE

il conferimento della discarica continuerà per almeno otto anni secondo il progetto approvato a fine agosto 2011 da Comune, Provincia e Regione Lombardia;

ATTESO CHE

nella zona sud- est di Brescia in cui sorgeranno due discariche la salute pubblica dei cittadini, già ampiamente contaminata dalla discarica di amianto, subirà un netto peggioramento

INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE LOMBARDA, ROBERTO FORMIGONI, LA GIUNTA REGIONALE, L’ASSESSORE REGIONALE ALL’AMBIENTE, ENERGIA E RETI, MARCELLO RAIMONDI, NONCHE’ L’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’, LUCIANO BRESCIANI PER CONOSCERE:

  1. Se Regione Lombardia sia a conoscenza delle indagini effettuate dall’Asl di Brescia sul livello di mortalità per cancro in prossimità della discarica di San Polo;
  2. Se Regione Lombardia abbia effettuato le dovute indagini sul possibile peggioramento della salute pubblica dei cittadini nella zona sud- est di Brescia; se sì, per quale motivo non si sia provveduto a diffondere le informazioni ottenute; se no, per quale ragione le indagini siano state ritenute superflue;
  3. Se Regione Lombardia abbia considerato altre zone in cui collocare la discarica di rifiuti speciali.

 

Milano, 5 settembre 2011

 Giulio Cavalli (SEL)

Chiara Cremonesi (SEL)

CAVALLI: SULL’ESCLUSIONE DI ‘CASALE RESPIRA’ DALLA CONFERENZA DI SERVIZI INTERVENGA IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE

COMUNICATO STAMPA
“Il Presidente della Commissione ambiente di Regione Lombardia si faccia garante della presenza di Casale Respira alla conferenza di servizi sull’insediamento dell’inceneritore di rifiuti tossico-nocivi dell’Elcon convocata per martedì 20 settembre”.
 
E’ quanto il consigliere regionale di Sinistra Ecologia Libertà Giulio Cavalli gli chiede con una lettera ufficiale dopo aver appreso dell’incredibile esclusione.
 
“Non si capisce davvero come l’unico Comitato che ha avanzato osservazioni tecniche – spiega Cavalli – non sia stato invitato alla conferenza. A questo punto intervenga Giosuè Frosio, alla luce della confusione che ultimamente regna sovrana sull’iter burocratico della vicenda e anche in considerazione del fatto che Casale Respira era stato audito in Commissione”.
 
“Diverse parti politiche (almeno a parole) – conclude il consigliere di Sel – si sono dichiarate contrarie al progetto. Presumo quindi che saranno d’accordo con il sottoscritto nel ritenere che vada tutelata in ogni passaggio la pluralità di opinione.