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Tre tragedie sul lavoro in un giorno: dove sono i difensori dei morti italiani?


Ieri tre morti sul lavoro nel ricco Nord-Est che non hanno fatto notizia. Uno per l'impatto con un rullo alimentare. Uno per il rovesciamento di una macchina operatrice. In Friuli un operaio è morto schiacciato da una gru. Tre morti in un giorno sarebbero all'incirca un migliaio di morti all'anno, numeri da strage che invece finiscono relegati tra i trafiletti di pochi giornali. Dico, dove sono gli italiani per gli italiani?
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Gli italiani, il razzismo e l’incapacità di Salvini di assumersi le sue responsabilità


Lasciate perdere per un secondo le nazionalità di vittime e carnefici: l'Italia di questo ultimo mese non è sicura e il ministro alla sicurezza (che sulla percezione ha costruito le sue fortune) evidentemente non riesce (o non vuole) farsi carico di fatti che lui stesso dovrebbe evitare, condannare. Le possibilità sono due: o il ministro è palesemente inefficace e ammette che la situazione non è sotto controllo oppure si prende la responsabilità di dichiarare che i reati valgono in base all'etnia delle vittime e allora si professi coraggiosamente razzista. Tertium non datur.
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Conte, l’avvocato degli italiani (ma bianchi e eterosessuali)


Nessuna dichiarazione da parte del presidente del Consiglio sulla morte di Soumalya Sacko, barbaramente ucciso. Prevedibile: il primo compito di Conte è di non urtare la suscettibilità dei suoi "padrini" politici. E deve essere una vita difficile quella di Conte: presentarsi come l'avvocato di tutti gli italiani e dovere imparare in pochi giorni che tutti gli italiani sono tutti tranne i neri (Soumalya Sacko, non era clandestino, eh) e gli omosessuali è una gran fatica.
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