Salvini esulta per gli arresti alla ‘ndrangheta nel caso Malpensa ma il merito è di un imprenditore che ha avuto il coraggio di denunciare

Il mio editoriale per TPI.it

La ndrangheta non esiste. Nemmeno la Valle D’Aosta

Ops, c’è la ‘Ndrangheta in Valle D’Aosta. Eppure non dovrebbe esistere, non dovrebbe nemmeno essere arrivata a Milano, figurarsi così su. Ma non sentite anche voi questo assordante silenzio tutto intorno?

Spritz e apericena con le ‘ndrine milanesi

(estratto dell’articolo di Davide Milosa per “il Fatto Quotidiano”) Spritz e apericena. Locali uno dopo l’ altro. Modelle, vip in stile Grande fratello, calciatori famosi e ragazzi che qui rimontano dalle periferie a far nottata. La movida è così. Corso Como è così. Qui tutto si è visto: la coca, i paparazzi, la moda. Non…Continua la lettura di Spritz e apericena con le ‘ndrine milanesi

Così la ‘ndrangheta voleva gambizzare un magistrato. A Biella.

La ‘ndrangheta voleva gambizzare il magistrato Ernesto Napolillo perché durante un interrogatorio aveva alzato la mano come se volesse percuotere un indagato. È la confessione fatta dal pentito Cosimo Di Mauro, condannato a 8 anni e otto mesi in primo grado nel processo Alto Piemonte. Dopo la pena inflitta dal tribunale di Torino, l’uomo, considerato una…Continua la lettura di Così la ‘ndrangheta voleva gambizzare un magistrato. A Biella.

Quei 170 arresti di ‘ndrangheta, medaglia al valore per i nostri uomini migliori al fronte


L’operazione “Stige” che ha portato all’arresto di 169 mafiosi è frutto anche (e soprattutto) di un’iniezione dei migliori uomini messi a disposizione della Procura di Catanzaro, come ha detto oggi Gratteri. “Avrebbero potuto ambire a città come Milano o Roma, e invece sono stati spediti al fronte”. E i risultati si vedono.
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La ‘ndrangheta e la lingua italiana: ex prof “arruolato” per riscrivere in bello stile le regole dei padrini

(Ottavia Giustetti per Repubblica racconta una storia che merita di essere letta) Anche le ‘ndrine hanno una loro “accademia della Crusca”: impiegano personaggi acculturati per scrivere e custodire le regole di un rituale segretissimo, la “favella”, con l’obiettivo di affiliare fino alle più alte cariche dello Stato. Sono i cosiddetti “custodi delle regole” incaricati dalle…Continua la lettura di La ‘ndrangheta e la lingua italiana: ex prof “arruolato” per riscrivere in bello stile le regole dei padrini

Mantova: a Viadana (al Plaza Cafè) l’aperitivo lo serve la mafia

Stop al bar di piazzale Libertà. La bacchettata non arriva dal Comune di Viadana, che non ha ancora ultimato la pratica dello sfratto, ma dalla Prefettura di Mantova. Sulla società Plaza srls che gestisce il locale di proprietà dell’amministrazione comunale, palazzo di Bagno ha emesso l’interdittiva antimafia. La Prefettura ha firmato il documento dopo una…Continua la lettura di Mantova: a Viadana (al Plaza Cafè) l’aperitivo lo serve la mafia

‘Ndrangheta, la scalata dei rampolli (spennati) dei Tegano

(il solito bravissimo Lucio Musolino, qui) A Reggio Calabria, ormai, li conoscono tutti come i “Teganini”. Sono le giovani leve del clan Tegano, ragazzi cresciuti con il mito dei genitori e degli zii, protagonisti della seconda guerra di mafia che, dal 1985 al 1991, ha lasciato a terra quasi mille morti ammazzati. Giovani rampolli, nati…Continua la lettura di ‘Ndrangheta, la scalata dei rampolli (spennati) dei Tegano

Intanto la ‘Ndrangheta si butta sulle farmacie

Come al solito puntualissimo arriva Cesare Giuzzi: Questa storia si perde dentro legami arcaici, unioni, matrimoni e discendenti dei più importanti casati della ’ndrangheta. Una selva di identità e soprannomi che in una geografia quasi inestricabile, ma in qualche modo chiarissima, unisce due puntini su una mappa che dalle pendici dell’Aspromonte porta a Corsico. In…Continua la lettura di Intanto la ‘Ndrangheta si butta sulle farmacie

“Avvocati, ingegneri e dirigenti: ecco come sono cambiati i figli dei boss”: un’intervista a Gratteri

(fonte) Procuratore Gratteri, qual è lo stato di salute della ’ndrangheta al Nord?   «Buona direi. In Piemonte è abbastanza diffusa, anche per motivi storici. Mi riferisco agli Anni Settanta, con una preminenza nel 1975. Sono gli anni in cui le inchieste della procura di Torino assestarono un colpo mortale al clan dei catanesi, provocando…Continua la lettura di “Avvocati, ingegneri e dirigenti: ecco come sono cambiati i figli dei boss”: un’intervista a Gratteri