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terza pista

Il buonsenso della crisi

Mi chiedo se serva per forza una crisi che accentui il disagio sociale e la povertà per illuminare e smutandare le deliranti manie di grandezza di qualche governante aspirante faraone. Sulla terza pista di Malpensa in Regione Lombardia eravamo in pochi a chiedere che prevalesse il buonsenso, decisi che fosse opportuno rilanciare uno scalo già nato “in crisi” nonostante i proclami formigoniani e leghisti piuttosto che ampliare un aeroporto sempre troppo deserto. E forse vale la pena ricordare come buona parte del centrosinistra (non c’è nemmeno bisogno di nominarla, indovinate chi…) non riuscisse a prendere una posizione netta come al solito convinta  che lo sviluppo passi sempre e solo per il cemento.

Oggi arriva la notizia che l’Enac ha ritirato il progetto di costruzione della terza pista perché la crisi avrebbe reso inattuale il piano di sviluppo ma i vertici dell’ente ci tengono a chiarire che sia solo una pausa. In attesa di tempi migliori, del prossimo governatore cementizio e confidando nella ciclica smemoratezza dei lombardi. Al solito.

Malpensa: non ci fermiamo, vogliamo sapere

(ANSA) – MILANO, 21 NOV – Da quale ”ricollocazione degli abitanti della frazione di Tornavento nel comune di Lonate Pozzolo” alla protezione della fauna della brughiera che ”verra’ distrutta dalla costruzione della terza pista”. Da ”quali misure saranno adottate per evitare un ulteriore incremento dell’inquinamento acustico e luminoso dell’area” alla possibilita’ di ”collocare la torre di controllo in un altro luogo”. Sono questi i principali quesiti sollevati dai consiglieri regionali di Sel, Giulio Cavalli e Chiara Cremonesi, in un’interrogazione sull’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa alla quale sono chiamati a rispondere in Commissione Territorio gli assessori all’Ambiente, Marcello Raimondi; alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo e al Territorio, Daniele Belotti. Gli esponenti di Sinistra Ecologia Liberta’ chiedono inoltre di sapere ”in quali tempi la Regione intende iniziare l’iter della Valutazione Ambientale Strategica sull’ampliamento di Malpensa”. Cosi’ come vogliono sapere ”se sia prevista una ristrutturazione o un adeguamento dell’impianto di depurazione di Sant’Antonino”, che sorge vicino all’aeroporto.

Malpensa e la terza pista quatta quatta

MALPENSA: A QUANDO LA VAS? TERZA PISTA INUTILE E DISTRUTTIVA

Dichiarazione di Giulio Cavalli, consigliere regionale Sinistra Ecologia Libertà

“Sull’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa, a parole Regione Lombardia aveva affermato la necessità di procedere in modo coordinato tra Valutazione di impatto ambientale e Valutazione ambientale strategica. Nei fatti, al momento, è stato avviato esclusivamente il primo dei due iter.

E invece il punto è che soltanto la Vas permette di valutare se la zona sia in grado di sopportare un aumento del sedime aeroportuale e un incremento dei voli per passeggeri e merci.

Stiamo parlando di un territorio che già sconta livelli di inquinamento atmosferico, acustico e luminoso ben al di sopra della media. Senza contare che l’area interessata dal progetto di ingrandimento fa parte del Parco del Ticino ed è una brughiera da tutelare. Verrebbe spazzata via, insieme agli abitanti della frazione Tornavento di Lonate Pozzolo che andrebbero delocalizzati.

E allora, nel ribadire la nostra più ferma contrarietà alla realizzazione della terza pista – ricordiamo che su Heathrow in due soltanto volano 66 milioni di passeggeri all’anno, molti più che su Malpensa – vorremmo almeno sapere che intenzioni abbia Formigoni rispetto alla Vas e quali misure intenda adottare a difesa dell’ambiente e della qualità della vita dei cittadini. Sulla questione abbiamo presentato un’interrogazione”.

Terza pista Malpensa: ora vogliamo qualche risposta

La questione della terza pista di Malpensa è una battaglia cruciale per fermare l’onnivoro lombardismo che costruisce in mezzo alla desolazione. Costruire per costruire è la mania della Giunta Formigoni che prova un irresistibile bisogno di “far girare il cemento” per distribuire regalie e rivendercelo come sviluppo. Mentre Malpensa si svuota (e i lavoratori perdono il proprio stipendio) qualcuno riesce a raccontarci che si deve fare. Perché fra qualche anno sarà inevitabile, ci dicono. ‘Inevitabile’ è diventata l’unica giustificazione politica su qualsiasi compromesso. Siamo pieni di amministratori a forma di cicuta. Eppure rimango convinto che possa essere possibile fermare lo scempio. Stiamo preparando un percorso di iniziative politiche che possano smascherare i favorevoli di centrodestra e i (sottovoce) favorevoli dall’altra parte.  Intanto cominciamo a pretendere un paio di risposte.

Noi non ereditiamo la terra dai nostri padri. Prendiamo in prestito dai nostri figli. (David Bower)

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA IN COMMISSIONE EX ART. 116 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE

Al Signor Presidente del Consiglio regionale

Oggetto: chiarimenti sul nuovo Master Plan SEA dell’Aeroporto di Milano Malpensa

I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI REGIONALI

PREMESSO CHE

SEA ed ENAC hanno avviato la V.I.A. (valutazione di impatto ambientale) con il consenso di Regione Lombardia sull’area di futuro ampliamento dell’aeroporto di Malpensa;

PREMESSO INOLTRE CHE

Regione Lombardia, con delibera del 28/7/2010 ha affermato la necessità di procedere in modo coordinato fra la V.I.A. sull’ampliamento di Malpensa e la V.A.S. (valutazione ambientale strategica) del Piano d’Area, per poter valutare meglio le ricadute sulle aree interessate, disattendendo, però, la stessa delibera, e facendo proseguire solo l’iter riguardante la V.I.A.;

CONSIDERATO CHE

il Master Plan di SEA comporterà delle variazioni nei documenti di programmazione territoriale dei Comuni e del PTC del Parco Ticino e sostituirà il Piano Regolatore Aeroportuale del 1985 e, quindi, va considerato come un atto di Pianificazione Territoriale, da sottoporre come tale a Valutazione Ambientale Strategica;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

solo la V.A.S. permette di valutare compiutamente se il territorio è in grado di sopportare l’ulteriore ampliamento del sedime e l’incremento di voli per passeggeri e merci;

ATTESO CHE

il territorio intorno all’aeroporto presenta livelli di inquinamento accertati e numerosi studi dei Comuni e del Parco del Ticino evidenziano questo grave dato che colpisce sia l’ambiente sia la salute dei cittadini; inoltre, lo studio HYENA ha evidenziato un alto tasso di inquinamento della’aria, acustico e luminoso con tutte le conseguenze che ne derivano per la salute umana;

ATTESO INOLTRE CHE

il rumore derivante dal traffico veicolare e il traffico aereo notturno ha effetti significativi sul rischio di insorgenza di malattie;

CONSTATATO CHE

l’ampliamento del sedime aeroportuale di oltre 400 ettari, finalizzato alla costruzione della Terza Pista di 2400 metri nella zona sud-ovest, l’ampliamento della’area cargo, la realizzazione del Polo Logistico su una superficie di 200.000 mq comporterà la scomparsa di un’ampia fetta di territorio di brughiera e di un’ulteriore delocalizzazione dei cittadini del comune di Lonate Pozzolo, dal momento che la frazione di Tornavento del predetto comune è destinata a svanire;

CONSTATATO INOLTRE CHE

il luogo prescelto per l’ampliamento è un’area del Parco del Ticino che possiede caratteristiche da proteggere secondo la direttiva habitat e secondo la direttiva uccelli, un’area di autentica brughiera che non potrà né rigenerarsi spontaneamente altrove né essere ricostruita artificialmente in altro luogo per le particolari caratteristiche del suolo, come studi del Parco del Ticino in collaborazione all’Università di Pavia hanno sottolineato;

RITENUTO CHE

lo studio MITRE segnala che la collocazione e l’altezza della torre di controllo potrebbero non essere compatibili con gli standard e potrebbe essere necessario situarla altrove, che la struttura a sud del viadotto che conduce all’entrata principale del terminal passeggeri è troppo alta e dovrebbe essere ridotta in altezza in base alle norme di sicurezza ICAO;

RITENUTO INOLTRE CHE

l’impianto di depurazione di Sant’Antonino, identificato come ricettore delle acque per il trattamento delle acque di scarico derivanti dall’infrastruttura, venne realizzato alla fine degli anni Ottanta per servire un carico antropico di 600.000 abitanti, senza neppure prevedere la realizzazione del progetto di Malpensa 2000 e fino a poco tempo fa è stato sotto sequestro per ordine del Tribunale di Busto Arsizio per il superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente e che le opere di adeguamento del Tribunale sono ancora in corso

 

INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 

LOMBARDA, ROBERTO FORMIGONI, LA GIUNTA REGIONALE LOMBARDA, L’ASSESSORE REGIONALE ALL’AMBIENTE, ENERGIA E RETI, MARCELLO RAIMONDI, L’ASSESSORE ALLE INFRASTRUTTURE E ALLA MOBILITA’, RAFFAELE CATTANEO E L’ASSESSORE AL TERRITORIO E URBANISTICA, DANIELE BELOTTI, PER CONOSCERE:

 

  1. in quali tempi Regione Lombardia intenda iniziare l’iter della Valutazione Ambientale Strategica sull’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa   ;
  2. quali misure si intendano adottare per evitare un ulteriore incremento  dell’inquinamento dell’area, acustico e luminoso nell’area interessata dall’ampliamento dello scalo;
  3. in che modo si provvederà alla ricollocazione degli abitanti della frazione di Tornavento di Lonate Pozzolo;
  4. come si proteggerà la fauna dell’area della brughiera che verrà distrutta dalla creazione del terzo scalo della pista;
  5. se la collocazione della torre di controllo sia compatibile con gli standard e se sia possibile situarla in altro luogo;
  6. se sia prevista una ristrutturazione o un adeguamento dell’impianto di depurazione di Sant’Antonino

 

 Milano, 2 novembre 2011

Giulio Cavalli (SEL)

Chiara Cremonesi (SEL)

 

 

Malpensa. Cavalli: “Formigoni prenda il volo e lasci perdere altre piste”

Milano, 31 maggio 2011 – “Proprio mentre Lufthansa annuncia l’addio allo scalo varesino, lasciando vuoti i propri spazi, ci si ostina a voler cementificare, in nome di una Malpensa che ormai esiste solo nei mirabolanti sogni del centrodestra”. Lo dichiara Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, a margine di un incontro con i rappresentanti del comitato “W via Gaggio” che, da mesi, denunciano le gravissime conseguenze ambientali che causerebbe la realizzazione di una terza pista dell’aeroporto lombardo.

“Non potendo chiedere agli enti competenti e alla Regione di essere più realisti nella gestione di un aeroporto che somiglia sempre più ad una cattedrale nel deserto – aggiunge il consigliere di IdV –, penso sia necessario dichiarare il mio ‘No’ forte e chiaro alla terza pista. Per rispetto di una ampia porzione del Parco del Ticino che andrà a morire e per una gestione responsabile dei fondi pubblici, da destinare a questioni ben più urgenti”.

“Consiglio a Formigoni – conclude Giulio Cavalli – di piantare un bosco nell’hub lasciato libero da Lufthansa e, insieme ai suoi amici milanesi ancora intenti a leccarsi le ferite dopo le ultime elezioni, prendere il volo. Magari proprio l’ultimo di Lufthansa”.