Dalla parte di Mimmo Lucano: se la solidarietà è un reato, resistere diventa un dovere


L’accusa di favoreggiamento di immigrazione clandestina è un reato che fa schifo solo a scriverlo. È figlia di una narrazione tossica che viene da lontano, che è passata attraverso i taxi del mare e gli inesistenti guadagni delle ONG utilizzando la cronaca nera come volano dell’odio, fiutando come rabdomanti nello sterco i reati di qualche negro da dare in pasto alla folla, senza nemmeno avere il coraggio di essere razzisti fino in fondo: Riace (come tutti gli esempi di solidarietà) a questi dà infinitamente fastidio perché rende pungente lo schifo che vomitano per un pugno di voti.
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Scandalo molestie, respinta archiviazione per Tavecchio: “Una piccola vittoria”


Niente archiviazione per Carlo Tavecchio a seguito della denuncia dell’ex presidente della Lazio femminile per molestie sessuali. Il GIP di Roma oggi ha ordinato “l’effettuazione delle indagini indicate nell’opposizione di archiviazione”. «È una piccola vittoria – dice Elisabetta Cortani – ma soprattutto è uno spiraglio per un processo che stabilisca le reali responsabilità».
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Salvini e i 49 milioni in 76 anni: provate a chiedere lo stesso trattamento alla vostra banca


Ma il punto sostanziale non è la questione economica della vicenda giudiziaria: ciò che dovrebbe indignare (e invece vedrete che anche questa volta passerà sotto silenzio da parte della maggioranza) è che un governo che si rivende (e il ministro dell’interno Salvini ne è il protagonista principale) come sceriffo senza pietà contro i furbi e i delinquenti proprio oggi non riesca a proferire parola su questo.
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Che pena maschio italico, tra bordelli con le bambole di gomma e sevizie “consenzienti”


Dalla casa di piacere dove le prostitute sono bambole passando per l’imprenditore parmense accusato di stupro con il suo spacciatore di fiducia fino al leghista che gestiva un bordello con ragazze straniere: il “maschio italiano” che dovrebbe difendere le proprie donne sembra caduto in disgrazia. Forse sarebbe meglio che cominciasse a imparare il rispetto e la legge, prima di occuparsi d’altro.
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Sono un po’ sparpagliato. Mi sono accorto.

Mi sono accorto che con il tempo ho sparpagliato la mia comunicazione un po’ dappertutto. Oltre agli articoli (soprattutto da Left, Fanpage e Linkiesta) che più o meno vengono condivisi sui miei social (e ripresi anche qui nel mio blog con qualche giorno di ritardo) ormai ho affidato molta della mia comunicazione diretta (verrebbe da scrivere intima ma pare un po’ […]

Ora Matteo Salvini farà il martire, sulla pelle dei più deboli


Ma non sarà l’indagine a intaccare il ministro dell’interno e non è una buona idea costruire sull’indagine in corso l’opposizione politica: gli ultimi decenni in Italia hanno dimostrato che l’attività della magistratura nei confronti di qualche leader politico rende agevole la rappresentazione del martire colpito dai poteri forti e in questo schema il leader della Lega sa muoversi con abilità.
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Se Conte non ha nulla da dire sulla Diciotti allora è inutile e si dimetta


Sulla nave Diciotti Giuseppe Conte tace, come tace ogni volta che torna utile il suo silenzio per simulare la vecchia tattica del poliziotto buono e del poliziotto cattivo. Tace sul diritto internazionale fatto carta straccia dal ministro dell’inferno Salvini. Tace su un sequestro di persona che si protrae da una settimana per l’incapacità di avere un peso politico in Europa se non attraverso il ricatto. Tace sul mondo che ci ride dietro mentre teniamo in ostaggio una nave della nostra Guardia Costiera sperando di ottenere qualcosa in più della commiserazione.
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L’epoca del “tutti giudici”

Nazione Indiana pubblica un’intervista a Michel Foucault che parla di libri e di presente (come succede spesso quando si tratta di letteratura). Merita di essere letta perché affronta lo spasmo del voler giudicare (o forse sarebbe meglio scrivere: seppellire) come urgenza personale. Dice Foucault: Sembra che Courbet avesse un amico che si svegliava di notte […]

Peggio del selfie è quella barca (italiana) in mezzo al mare. Ma su quello l’opposizione tace


Ci sarebbe anche l’opposizione. Quella che in queste ore sta urlando per la disumanità del selfie di Salvini ma sembra non accorgersi del garbuglio di governo sulla questione degli sbarchi. Però su questo, se ci pensate, bisognerebbe avere il coraggio di dire che riportare in Libia significa trasportare persone verso l’inferno e invece qualcuno anche dalle parti dell’opposizione ha legittimato i libici tempo fa.
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