I ragazzi, le scuole e Santamamma

Quando si dice che sono loro la speranza, riferendosi ai ragazzi delle scuole, mi viene in mente la sensazione che mi coglie ogni volta che ho presentato Santamamma davanti a loro. Così curiosi, così brillanti, così affamati. E ogni volta me ne stupisco. Per questo non mi stupisce che poi, come i ragazzi del Liceo […]

Il colloquio di lavoro

(Ripensavo a un testo per questo primo maggio e per questo lavoro piuttosto deteriorato e mi è venuto in mente un capitolo del mio romanzo Santamamma. Ora, non è mai bello autocitare un romanzo, suona sempre come mossa promozionale, eppure è una scena che contiene molte delle cose che ho vissuto io che sono di […]

La parte più bella del mio libro sono i miei lettori #Santamamma

Mi chiedono “perché scrivi”? Perché altrimenti come potrei ricevere lettere belle così:   “Caro Giulio, A pranzo, oggi, appena sono entrata a casa mia c’era odore di vaniglia: un profumo fantastico. Ero tutta sporca della “polverina che si crea quando graffi con la carta rossa contro un muro” insomma quella cosa lì. Mi chiamo xxxx, […]

Napoli, Bassano del Grappa e Marano Vicentino: dove sono questa settimana

Martedì sono alla libreria Io Ci Sto (che ha una storia meravigliosa, la trovate qui) per presentare il mio romanzo Santamamma. A proposito: mi arrivano delle mail meravigliose di lettori bellissimi, che siete voi. Ci vediamo alle 18.30, con me ci sarà il direttore di Fanpage Francesco Piccinini. La locandina è qui. Venerdì 12 maggio ci […]

«Santamamma, un libro che doveva essere scritto»: la recensione di Lara Cardella

(Lara Cardella, scrittrice, scrive di Santamamma nel suo blog, qui) Ci sono libri che vanno al di là delle categorie del “bello” e del “brutto”, io li definisco i “libri che devono essere scritti” e, perciò, letti. “Santamamma” è uno di questi libri. L’autore, Giulio Cavalli, è noto per la sua lotta contro la mafia […]

«La densità di ogni parola scava un solco profondo nel cuore di tutti». #Santamamma secondo Monica D’Angelo

(di Monica D’Angelo) Figurandosi a tratti di uscire dal proprio corpo e vedersi vivere, Carlo Gatti tenta di ricucire gli strappi della sua memoria di bambino adottato. Vuol tappare quel buco nel cuore che lo ha sempre fatto sentire un “appaltato” della vita, ripulirsi di quella placenta che lo imprigiona ancora, nonostante l’amore grande dei genitori. […]