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franco d’Alfonso

Bersani a parole semplici

«I democratici e i progressisti si impegnano altresì a promuovere un patto di legislatura con le forze di centro di ispirazione costituzionale ed europeista, sulla base di una comune consapevolezza e responsabilità di fronte alla straordinarietà del passaggio storico che l’Italia e l’Europa affronteranno nei prossimi anni»

(Dalla Carta d’intenti del Pd).

Scusi, segretario, ma non facevate prima a dire «Udc»? Non è che per caso avete scelto questa formula perché «forza di centro di ispirazione costituzionale ed europeista» fa pensare a De Gasperi anziché a Cuffaro, Buttiglione e Cesa?. E’ la domanda che si pone (e si fatica a non condividerne le preoccupazioni) Alessandro Gilioli sul suo blog.

E in fondo sembra il copione lombardo di questi tempi: mentre in tanti chiedono chiarezza (Claudio ad esempio oggi lo scrive con parole chiare), qualcuno gioca ancora a “fare l’arancione” con progetti che includono difformità antipatiche. D’Alfonso che ci insegna l’arancione è credibile come l’UDC di Bersani che dovremmo berci sulla base di una comune consapevolezza e responsabilità di fronte alla straordinarietà del passaggio storico.

Sarà un’estate calda. Sicuro.

 

Il funerale ‘food’ del Teatro Smeraldo a Milano /2

Gianmario Longoni, storico direttore artistico del Teatro Smeraldo, risponde all’assessore D’Alfonso (qui trovate la discussione procedente completa). La saga continua. E (per fortuna) anche alcune importanti puntualizzazioni:

Caro D’Alfonso, ti conosco poco (visto che siamo passati al tu in privato continuo in pubblico), ma sicuramente più di quanto tu conosca me, quindi non permetterti di accampare maliziosi sottintesi economici circa la mi a personale tragedia e la perdita del teatro da parte della città, io visto che prima delle elezioni avevo promesso che in caso di vittoria di Pisapia avrei provato a resistere, sicuro dell’aiuto dei miei “compagni”, ho resistito e ho fatto la fine del giapponese sull’isola, non ci sto a farte la figura del fesso o, per me peggio, dello speculatore.

Le banche mi hanno costretto a vendere puntandomi il fucile alla testa e io, visto che pago i miei debiti, ho preso l’unica offerta buona eticamente e possibile; più bassa del 40% rispetto a quelle dello scorso anno per non parlare del passato meno prossimo.

come assessore al commercio e visto il tuo passato professionale direi che di affari te ne intendi più di me e sai bene anche i termini della vicenda, sicuramente la qualità commerciale della vicenda Eataly oggi è innegabile ma non può essere paragonata ad un teatro, soprattutto all’(ex) primo teatro italiano.

oggi lo smeraldo diventa un supermarket di qualità e lusso, gradito a tutti gli amici e i nemici…

domani chissà, di certo è solo che qui un teatro non lo farà più nessuno, soprattutto un teatro non finanziato e partecipato dal pubblico dove nessun politico può piazzare amici in consiglio d’amministrazione o a fare i direttori generali a carico dei cittadini.

Un bene per la politica direi! io non vi ho votati per questo, e credo neppure gli altri milanesi , se volevamo un’ imitazione della Moratti o di Pillitteri guardavamo tra i galeotti e non tra gli avvocati.

il casino in piazza l’hanno combinato i pupazzi del PDL ma nessuno di voi ha posto rimedio e l’imbarazzata (neppure troppo) assenza dell’ultimo anno da parte di una giunta che voglio ancora considerare “mia” è colpevole, inventarsi poi un valore “commerciale” nella morte del mio teatro è davvero qualcosa di qualunquista e grottesco.

Se c’è la volontà politica, come sai, lo Smeraldo può rinascere in zona senza costi pubblici (così i soldi dei milanesi li possiamo dare tutti agli Arcimboldi) e a vantaggio della zona Garibaldi che non è mai stato un “food district” ma è sempre stata la “Smeraldo District”.

con Ossequio

Gianmario Longoni

Il funerale ‘food’ del Teatro Smeraldo a Milano

Dunque a Milano riapre piazza XXV aprile e festeggiano tutti. Al posto del Teatro Smeraldo nascerà un supermercato. L’assessore D’Alfonso dice che grazie al supermercato che prenderà il posto del teatro, “diventerà un luogo aggregativo del mondo del food“. E festeggia. Ecco io, che un po’ me ne frego delle ‘cortesie di partito’ su frasi del genere mi chiedo proprio cosa ci sia da festeggiare. Sul serio.

(i hate milano, l’appuntito blog di vicende milanesi mi chiede di citare la fonte della notizia, arrivatami via mail copiaincollata da un “gola profonda”, l’aggiungiamo subito ora che ne scopriamo i padri originari: è qui)

*aggiornamento: D’Alfonso risponde nei commenti spiegando l’iter e ridimensionando il termine ‘festeggiamento’.

*aggiornamento/2: mi scrivono i lavoratori ”Il Teatro Smeraldo chiude e circa 25 persone sono rimaste senza lavoro. Ci aspettavamo che il Comune ci desse un’altra area ma finora non si e’ saputo nulla. Per questo abbiamo deciso di listare gli schermi a lutto”.

*aggiornamento/3: riporto la dichiarazione di Pisapia: “Siamo impegnati a trovare una soluzione ma non dipende solo da noi”.Pisapia ha rivolto un saluto ai manifestanti durante la cerimonia e poi personalmente davanti al teatro. “Ho voluto salutarli pubblicamente e personalmente” ha poi spiegato Pisapia: “E’ una sconfitta della città che però non dipende da noi, dipende da un passato che non e’ riuscito a restituire la piazza ai milanesi Noi siamo impegnati a trovare una soluzione, chiaramente non dipende solo da noi”.