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gaetano porcino

‘Ndrangheta in (ex) casa: l’incontro Lampada-Porcino

Scrivo questo post senza aggiungere nessun mio commento. Non perché mi manchino le parole ma semplicemente perché sono (ancora) le stesse che mi ero ritrovato a ripetere già nell’occasione delle mie dimissioni (l’articolo qui) e nella precisazione di alcuni giorni dopo. Almeno qualcuno avrà più chiaro il percorso di alcune mie scelte e soprattutto almeno non potrà dire di non sapere o altro. Perché serve parlare di ombre e organizzare convegni ma soprattutto serve l’imperativo di fare chiarezza e di avere una reazione politica.

Nell’ordinanza dell’ultima operazione antimafia Milano – Reggio Calabria contro il clan ‘ndranghetista Lampada compare la cronaca di un (presunto, siamo agli inizi) incontro tra il boss Francesco Lampada insieme a Antonino Cotroneo (prelevato in precedenza a Pogliano Milanese dal Lampada) e presumibilmente l’onorevole Gaetano Porcino (IDV). Il fatto (riportato a pagina 146 dell’ordinanza) parla dell’Audi intestata all’onorevole che arriva su C.so Regina Margherita all’incrocio con via Consolata da cui è sceso  un uomo elegante, alto circa 1.90/1.95, stempiato e brizzolato, che li ha salutati confidenzialmente, seguito da una donna di circa 40/45 anni, capelli lunghi scuri, alta circa 1.65. Poi, intono aile 13.05, i quattro si sono salutati e la coppia LAMPADA COTRONEO è rientrata a Milano.

Il riscontro è tutto da dimostrare ma (si legge) in effetti, dalla successiva visione della foto dell’On.le PORCINO Gaetano, pubblicata sul sito internet del parlamentare, il personale impiegato nel servizio di osservazione ha riconosciuto in PORCINO Gaetano l’uomo aveva incontrato Ia coppia LAMP ADA-COTRONEO, per ragioni rimaste ignote, ma verosimilmente riconducibili alla transazione della societa DUE P.

Citando (pedissequamente, come piace a noi che le intercettazioni e gli atti giudiziari e le notizie non vogliamo imbavagliarle) si legge: come si vede i Lampada (ma anche i Valle) – che sono legati ai Cotroneo da una dichiarata relazione di comparaggio (relazione essa stessa indice di legame mafioso) – mantengono sistematici rapporti con compare Nino, con il quale scambiano favori, scambiano influenze elettorali e fanno affari . Colpisce il fatto che la coppia abbia frequentazioni non casuali con l’ onorevole Porcino. L’indagine non ha consentito di comprendere quali fossero gli interessi comuni tra questi soggetti. Tuttavia si ricordi che Porcino è gia emerso nella indagine torinese “Minotauro” per suoi contatti con esponenti della ‘ndrangheta. Come si sa i politici non sanno mai nulla delle persone con cui entrano in contatto. Ma alla fine – sarà uno sfortunato caso- sono sempre gli stessi politici a frequentare i mafiosi.

Avevo letto con attenzione le motivazioni di Gaetano Porcino riguardo il suo primo discusso incontro emerso nell’operazione Minotauro. L’onorevole scriveva testualmente a me e Sonia Alfano: non voglio le tue scuse Sonia. E neanche quelle del tuo amico Cavalli. Ma la forza di una persona, l’onesta’, la correttezza, passano soprattutto, quando e se capita, dal saper riconoscere i propri errori, e fare ammenda. Spero solo che sia tu che Cavalli, con lo stesso mezzo, la stessa enfasi, la stessa determinazione, vogliate provvedere a rettificare quanto divulgato, ed a dare ai lettori, agli elettori, ai cittadini, la giusta informazione sul fatto che incidentalmente, e ritengo indebitamente e sfortunatamente mi ha visto citato. Ed io confido nella tua correttezza, sensibilita’, ed onesta’ intellettuale, cosi’ come in quella di Cavalli. Qui non si tratta di decidere lo spessore di eventuali ombre (per questo c’è già l’autorità giudiziaria) ma ribadire che l’opportunità è un dovere politico. E anche discuterne. E soprattutto valutare il silenzio dei quotidiani e colleghi su questo punto e il silenzio (che confido essere brevissimo) di chi crede che non ci si possa permettere di fare finta di non vedere. Questo blog rimane a disposizione di eventuali repliche da parte di tutti e io rimango in attesa delle azioni politiche (che già una volta sono state taciute). Certo ora gli incontri “sfortunatamente” emersi sono due. E immaginatevi se fosse stato Angelino Alfano, Cicchitto o Formigoni come l’avremmo letto e discusso dappertutto.

L’on. Porcino rilascia una dichiarazione a Roberto Galullo. Gustatela:

Io non ho la più pallida idea di chi sia il signor Lampada. Spero che i magistrati di Milano, su mia richiesta spontanea , mi ricevano al più presto. Mi meraviglia, e lo dimostrerò, che si possa dire che io ho frequentazioni, non casuali, con questo sig. Lampada. Io non solo non ho frequentazioni, ma non lo conosco, e non so chi sia. Quanto ai rapporti confidenziali poi, si commentano da soli. Come si possono avere rapporti confidenziali con uno che non si conosce? Ho rimesso il mandato al mio presidente perché non voglio che il partito entri in questa vicenda. Sono indignato e dire che non lo conosco e che sono estraneo ai fatti non rende l’idea. Io nego assolutamente e sfido chiunque a dimostrare che io abbia frequentazioni con Lampada o rapporti confidenziali. Quello che è scritto non corrisponde al vero. Se risulta un secondo contatto o un contatto precedente con Lampada, non casuale, chiedo di essere arrestato, altrimenti chiedo le scuse. Io conosco migliaia di persone: se vado in un bar e incontro Riina che colpa ne ho io?Chiederò al gip e alla dottoressa Boccassini come si fa a dire in un’ordinanza che ho una frequentazione non casuale con una persona che non conosco e che non ho mai incontrato salvo in quel puro caso e casualmente. Il Gip lo deve dire e deve esserne dato pubblicazione sui giornali. Mi devono dire come posso salutare in modo confidenziale uno che non avevo mai visto prima e dopo nella mia vita. Se non mi ascolteranno è un assalto alla mia dignità, come si fa a sopportare un affronto di questo tipo? Io mi incateno davanti al Tribunale di Milano”.

(per info il pezzo su Il Fatto Quotidiano e su Narcomafie e sul blog di Roberto Galullo)

Due pesi due misure

In politica però vale la responsabilità delle proprie azioni e dei rapporti che si stringono. Non si possono usare due pesi e due misure: inflessibili con il centrodestra e tolleranti con il centrosinistra. E non lo riscrivo io. Lo dice Gianni Barbacetto nel suo pezzo. Chissà che non cominci a passare sul serio, il concetto.

Porcino, per l’ultima volta

Sulla vicenda mi sono espresso chiaramente qui per i miei pochi affezionati lettori. Ne ha scritto anche il Corriere della Sera e riprende esattamente la mia posizione. Ma non mi si venga dire che bisogna aspettare le decisione della direzione nazionale o del presidente. Perché esprimere un’opinione (in politica soprattutto) è caldamente consigliato e perché le cose migliori di questi ultimi mesi sono venuti dalle piazze, dal basso. E perchè (lo ripeto allo sfinimento) qui si tratta solo di discutere la reazione politica e non la condanna morale a priori. Qualcuno con la schiena dritta ne scrive ma questa volta non sopporterò chi servile e sottovoce mi darà di gomito dicendomi sono con voi ma non posso espormi. Perché non siamo tutti uguali.

Due pesi due misure

Dispiace leggere che la vicenda Porcino si chiude con un attestato di solidarietà del presidente Di Pietro. Lo dico con tutti il garantismo di questo mondo ma anche con l’esperienza passata di chi ha preteso spiegazioni politiche dal leghista Ciocca e nella vicenda di Pietrogino Pezzano. Dire che non ha avuto rapporti smentisce un documento degli investigatori e non penso proprio possa bastare per evidenziare differenze dagli altri che attacchiamo spesso proprio su questi temi. E mi fa sentire sconsolatamente troppo poco diverso per sentirmi bene.