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Monte dei Paschi di Siena: chi ha suicidato David Rossi?

o-DAVID-ROSSI-facebookBanche, segreti e morti. Lo strano suicidio di David Rossi (l’ex capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, morto il 6 marzo 2013 proprio nel pieno della bufera sull’istituto guidato in quegli anni da Giuseppe Mussari) è ufficialmente oggetto di nuove indagini, dopo che la Procura di Siena ha deciso di riaprire un caso che frettolosamente era stato bollato come “suicidio”. Poco più di un anno fa la Procura aveva rigettato la richiesta della riapertura delle indagini presentata dalla vedova di Rossi, Antonella Tognazzi, con l’avvocato Luca Goracci. Ma ormai sono troppi i punti oscuri di una morte accaduta in un momento sicuramente “opportuno”: David Rossi poche ore prima di quel salto nel vuoto dalla finestra del suo ufficio, aveva scritto al suo superiore una mail in cui dichiarava di voler dire in procura tutto ciò che sapeva dello scandalo Mps. Ma non ne ha avuto il tempo.

Sono tre i foglietti accartocciati ritrovati nel cestino dell’ufficio di David Rossi in cui, a prima vista, sembrava giustificare il suo gesto e chiedere scusa alla moglie. Eppure proprio lei, Antonella Tognazzi, fin da subito ha nutrito una serie di dubbi per il tono con cui il marito le si rivolgeva che, a suo dire, sembrò subito molto diverso dal suo solito. (…)

Continua sul numero 44 di Left in edicola dal 21 novembre

SOMMARIO ACQUISTA

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Quando ti senti un po’ “middleclass”

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Il mio buongiorno di oggi per Left:

Devo confessare che ormai leggere l’Unità, nella rassegna stampa quotidiana, ha assunto un non so che di quasi mistico per la spiazzante capacità di essere bollettino di governo come quei fogli ciclostilati di qualche anno fa che venivano stampate nei piccoli paesi del nord Italia per celebrare le gesta del sindaco. Kim Jong, il dittatore della Corea del nord, nelle sue follie autoritarie, in confronto sembrerebbe un dilettante della propaganda di Stato.

Così, questa mattina, in un profondissimo reportage sulla crisi (e ovviamente sulla ripresa) intitolato “Dov’è finita la Middle Class italiana?” i giornalisti del quotidiano pararenziano lanciano un’arguta analisi che dovrebbe spiegarci come in 13 anni le persone “che si autodefiniscono così” siano scese di 28 punti. Per l’appendice renziana a forma di quotidiano, in pratica, già nel 2002 in Italia esistevano dei piccoli borghesi (anglofoni) che vivevano con una naturale consapevolezza di essere “classe di mezzo” e che dopo più di un decennio passato a subire l’onta della crisi solo ora con Renzi stanno recuperando finalmente la fiducia.

Al di là della spassosa foga indagatrice di un reportage sulle persone che si “autodefiniscono” (una modalità che potrebbe eliminare quasi totalmente l’evasione fiscale o la corruzione alla prossima autointervista) l’articolo contiene alcune verità esplosive:

(continua qui)

Quanto valgono i terrori del mondo

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Sul numero di LEFT in edicola sabato proviamo a capire come li armano e poi li combattono.

Io mi occupo della strana morte del signor Rossi, del Monte dei Paschi di Siena, della riapertura dell’indagine sul suo conto e di un legame che non è mai stato scritto con uno strano testimone di giustizia che forse ne sa qualcosa.

Il sommario lo trovate qui. Come sempre aspetto curioso le vostre critiche, proposte e consigli.

Ci diamo il buongiorno tutti i giorni

Testata_Left_2015L’appuntamento è per le 9.30 sul sito di LEFT. Un buongiorno per cercare di imparare a guardare anche altrove, pensare senza correnti e semplicemente ritrovarsi. Oggi ho voluto cominciare chiedendomi (e cercando una risposta) dove siano l’ISIS e le altre organizzazioni armate quando non fanno la guerra, lo trovate qui.

Stiamo pensando al nome da dare all’appuntamento quotidiano. Si accettano suggerimenti.

Ah: dal lunedì al venerdì, perché il sabato LEFT dovete andarvelo a prendere in edicola o qui. Perché sono i lettori, che ci fanno giornale.

#LEFT cosa ci abbiamo messo dentro

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Morto un Expo basta inventarsene un altro. Anche se a forma di Giubileo. Sul numero di Left questa settimana in edicola raccontiamo la Roma che si prepara con il vestito bello della festa. Io ci metto un dialogo surreale di un “Sire davanti allo specchio” e la lotta infinita tra la Cooperativa Artisti 7607 e il Nuovo IMAIE.

Il sommario è qui.

#Left cosa ci abbiamo messo dentro

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COVER STORY

PROPAGANDA PERMANENTE


Informazione su misura

di Corradino Mineo

A Matteo Renzi serve che giornali e telegiornali suonino all’unisono la grancassa. Che vedano la ripresa, diffondano ottimismo, cancellino le minoranze. Cronaca di un circolo vizioso

 

Le parole sono proiettili

Ilaria Bonaccorsi intervista Giovanni Minoli

Oggi a Radio24, «Che nel 2012, quando vinsi l’Oscar per la divulgazione storica con La “Storia siamo noi” la Rai mi ha mandato via». I talk show perdono ascolti, la Rai non è più servizio pubblico. La televisione ha vinto e la politica ha perso. «Va raccontato il bicchiere mezzo pieno, così come la parte vuota. Questa è onestà intellettuale».

Matteo non vede non sente non parla

di Loris Mazzetti

Tutto merito di un buon suggeritore

di Luca Sappino

Più di un portavoce e più di un consigliere, Filippo Sensi, in arte @nonmfup è l’uomo chiave della comunicazione del premier. E’ Renzi, forse più dello stesso Renzi.

 

Società Left

 

droghe
Come si riducono danni (e morti)

di Alessandro De Pascale

Come lavorano gli operatori che si occupano di riduzione del danno in un rave in Val D’Orcia

politica
La Quercia che seppellì il Pci

di Stefano Santachiara

Nel 1989 un militante scrisse a Veltroni suggerendo di inserire nel simbolo una quercia che evocasse la rivoluzione francese. Questa è la sua versione

mafia
A undici anni sai che lavoro fa tuo padre

di Giulio Cavalli

Poco dopo l’arresto di Gregorio Malvaso, sua moglie decide di raccontare quello che sa ed entra con i figli nel programma di protezione

tennis
Se uno smash abbatte i pregiudizi

di Alessia Laudati

Ritratto di Althea Gibson che decenni prima delle sorelle Williams sfidava la segregazione razziale sui campi di terra rossa

 

Esteri, Left

 

Afghanistan
MSF si racconta: «Da 14 anni sotto le bombe»

di Umberto De Giovannangeli

Dopo la strage di Kunduz abbiamo sentito Loris De Filippi, presidente della sezione italiana

Serbia
Qui terra di nessuno, dall’altra parte l’Europa

di Michela AG Iaccarino

Sulle tracce dei rifugiati siriani lungo la frontiera serbo-croata

portogallo
Dopo la Grecia, ora la sinistra parla portoghese

di Tiziana Barillà

Dopo il voto nel Paese lusitano, parla Marisa Matias europarlamentare del Bloco de Esquerda

Spagna

Gitana e senatrice

di Ilaria Giupponi

Intervista con la senatrice andalusa Silvia Heredia Martin, gitana: «Non mi hanno votato perché sono o non sono gitana»

New York

Open studios, a cena tra i quadri

di Maurita Cardone da New York

Gli studi degli artisti aperti in un’area della città che cambia

Cultura, Left

 

storia
Nasce il museo dell’arte in ostaggio

di Simona Maggiorelli

I capolavori rubati dai nazisti e mai più ritrovati: un museo alle porte di Milano ne tiene viva la memoria in 3D

graphic novel
Una macchietta coi baffetti

di Massimo Basili

Una biografia a fumetti racconta la storia del fuhrer. L’ha disegnata nel 1971 il giapponese Shigeru Mizuki

medicina
Premio Nobel, quella donna che salva i poveri con l’artemisia

di Pietro Greco

musica
Erica Mou, adesso io devo andare

di Giorgia Furlan

Giovanissima, da Sanremo al premio come “artista veramente indipendente”al MEI, la cantautrice pugliese si racconta

#LEFT cosa ci abbiamo messo dentro

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Io racconto la storia di un bene nazionale che rischia di rimanere dimenticato: la Certosa di Trisulti.

L’amico Mario Gelardi, direttore artistico del ‘Teatro Sanità’ ci regala un monologo sul quartiere napoletano che in molti scrivono e dicono. Mentre lui lo vive.

Il sommario del numero è qui.

#LEFT cosa ci abbiamo messo dentro

immagine_cover_per_sito_web-800x600Sul numero di questa settimana si parla di scienza ed etica con Filomena Gallo, Presidente dell’Associazione Coscioni. Qui c’è l’editoriale di Ilaria.

Io mi sono dedicato a Don Mazzi e al suo ovile per potenti.

Qualsiasi critica, osservazione o suggerimento potete farlo anche qui.