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L’articolo 18 come un iphone

Devo dire di non amare le azzardate metafore di Matteo Renzi quando semplifica scivolando sempre su twitter o sull’iphone come metafora dell’innovazione. Ieri Renzi ha accostato iphone e articolo 18 come esempio di nuovo e vecchio e Alessandro Robecchi commenta così:

Sarebbe onesto dire, però, che a fare l’iPhone (e tutto il resto) è il primo paese al mondo per innovazione, mentre noi veleggiamo verso il trentesimo posto.

Oppure che gli Stati Uniti spendono in ricerca (pubblica e privata) quasi il tre per cento del Pil e noi poco più dell’uno. Insomma, bisognerebbe dire chiaro a quale iPhone ci si riferisce: quello disegnato a Cupertino (Usa) o quello assemblato Shenzhen (Cina)? Certo sono la stessa cosa, ma uno è luccicante e sciccoso, l’altro sfruttato e senza diritti. A leggere la parabola dell’iPhone e dell’articolo 18 si può entusiasmarsi. A leggerla bene ci si spaventa.

Quel pasticciaccio brutto delle Province

Zitti zitti, sotto sotto, piano piano sono passate le elezioni provinciali. Elezioni finte di province che non sono mai state dismesse. Elezioni al cubo in cui eleggono solo gli eletti e i cittadini nemmeno se ne sono accorti. Quando dicevamo che questa riforma delle province avrebbe semplicemente facilitato i nuovi grumi evidentemente siamo stati realisti, piuttosto che gufi ma l’aspetto peggiore è la faccia dei grumi: grandi alleanze che mettono insieme i soliti noti che governano l’Italia e che fingono di essere avversari solo durante le proprie feste di partito. Basta leggere articoli come questo per rendersi conto che le larghe intese sono un chiaro progetto politico che sta ricadendo a cascata anche nelle elezioni locali. Non che ci stupisca, eh, ma almeno per prenderne atto e smetterla di pensare che le discussioni sull’articolo 18 siano solo feticci dei conservatori: qui ora c’è un grande partito che simula centrosinistra e agisce da centrocentro. Come quelli di Giulio Belzebù. Identici.

La perla del giorno

E’ del Sottosegretario Luca Lotti:

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Non so voi, ma io un accordo politico con chi distrugge la Carta non lo farei. Hai ragione caro Lotti.

La schiena diritta

Devo ammettere di avere sempre stimato Felice Casson come magistrato e devo ammettere che la criminalizzazione dell’opposizione alle riforme così come la vedo in questo momento mi appare come un punto bassissimo di cultura della politica e della democrazia. Per questo vale la pena non farsi sfuggire l’intervista di oggi dello stesso Casson sulle riforme:

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Sinistre schiaccianti vittorie

Vale la pena leggere Alessandro nel suo post di oggi per dare un senso ai “corvi” o ai “gufi” di questi giorni che vengono superficialmente bollati come sempiterni sconfitti:

Prendete il concetto di vittoria, di cui oggi molto si parla dopo tanti anni in cui ha prevalso la subcultura dello sconfittismo: un’emancipazione mentale da accogliere con entusiasmo, quindi, purché però ci si intenda sul suo significato. Le colonne dei giornali e le librerie sono infatti piene di editoriali e di saggi che spiegano alla sinistra che per vincere deve diventare di destra: convertirsi alle regole del pensiero mainstream neoliberista, andare alla ricerca dell’accordo con le “forze moderate” o diventare direttamente tali. Ma la vittoria non è un fine in sé: è un strumento per trasformare la realtà. Se si vincono le elezioni ma poi non si cambiano in meglio le cose, è esattamente come averle perse: quindi l’altra faccia dello sconfittismo. La vittoria è invece un mezzo, non uno scopo slegato dalle sue conseguenze. Basti pensare al Regno Unito, dove le ripetute vittorie del New Labour blairiano non hanno invertito la tendenza alla ridistribuzione della ricchezza verso l’alto: il che, per la sinistra, è evidentemente una sconfitta.

Ci si vede da Pippo al PolitiCamp 2014

Ci si vede a Livorno domenica 13 luglio. Il titolo della mattinata è “La sinistra possibile”. Appunto. Il sito è qui.

20140702_Programma_PoliticampPOLITICAMP 2014
Livorno 11, 12, 13 Luglio

PROGRAMMA

VENERDI, 11 LUGLIO 2014

ORE 18.00
La parità è possibile
Marina Terragni introduce:
Ilaria Bonaccorsi, Mercedes Lanzilotta, Filomena Gallo

ORE 20.00
Buff­et di autofinanziamento

ORE 21.00
La partecipazione è possibile
Andrea Fabozzi introduce:
Andrea Pertici, Elly Schlein, Vannino Chiti, Nadia Urbinati, Fabrizio Barca, Maurizio Landini

SABATO, 12 LUGLIO 2014

ORE 10.00 (Palco interno)
La cultura è possibile
Massimo Monaci introduce:
Tomaso Montanari, Maria Chiara Carrozza, Andrea Ranieri, Pietro Folena, Maria Grazia Rocchi

ORE 10.00 (Palco esterno)
Expo in ognuno di noi, Expo dappertutto
Mirko Tutino introduce:
Monica Frassoni, Francesco Vignarca, Vito Gulli, Paolo Gandolfi, Veronica Tentori,
Renata Briano, Paolo Sinigaglia, Simona Galli, Alberto Bencistà, Bengasi Battisti

ORE 13.00
Pranzo di autofinanziamento

ORE 14.30 (Palco interno)
Art. 49 e il partito delle possibilità
Stefano Catone introduce:
Beatrice Brignone, Paolo Cosseddu, Thomas Castangia, Gennaro Acampora, Luca Pastorino

ORE 14.30 (Palco esterno)
Legalità
Salvo Tesoriero introduce:
Lucrezia Ricchiuti, Davide Mattiello, Carla Rossi, Gabriele Guidi, Alessandro Capriccioli,
Nunzia Penelope, Marco Omizzolo, Beppe Guerini

ORE 17.30
Il Sud è possibile
Marco Sarracino, Elena Gentile, Anna Rita Lemma, Mimmo Talarico,
Mimmo Lo Polito, Fausto Melluso, Renato Natale

ORE 18.30
La politica economica del possibile (qui e ora)
Rita Castellani introduce:
Stefano Fassina, Filippo Taddei, Roberto Renò

L’economia del possibile (per i nostri pronipoti)
Carlo Clericetti introduce:
Ernesto Longobardi, Stefano Fassina, Filippo Taddei,

DOMENICA, 13 LUGLIO 2014

ORE 10.00
Il sindacato possibile
Manuele Bonaccorsi introduce:
Ilaria Lani, Francesco Sinopoli, Giuseppe Allegri

ORE 11.00
La sinistra possibile
Elisabetta Amalfitano introduce:
Marco Boschini, Alessandro Gilioli, Marco Furfaro, Gianni Cuperlo, Walter Tocci
Intermezzo di Stefano Bartezzaghi;
Claudio Riccio, Daniele Viotti, Giulio Cavalli
Giuseppe Civati

ORE 13.30
Pranzo finale di autofinanziamento